Risposta ad Adriano Scianca

Oggi mi è stato segnalato un articolo di Adriano Scianca pubblicato in data odierna sul sito del Primato Nazionale, dove in occasione del giorno dedicato alla “festa della donna” l’autore invita la cosiddetta “area identitaria” ad abbandonare in maniera definitiva l'”anti-femminismo bigotto e reazionario” che in teoria la caratterizzerebbe (c’è da chiedersi esattamente dove e in che modo, visto che dal centro-destra liberale alle frange in teoria più “radicali” ormai è una gara continua a chi sdogana di più la promiscuità femminile, si veda a tal proposito l’articolo che avevo già scritto in precedenza proprio su CasaPound e le sue prese di posizione pienamente a favore della sterile “libertà sessuale” radicatasi nella nostra società in seguito allo sciagurato ’68). Secondo la prospettiva di Scianca infatti la critica al femminismo sarebbe di per sé sterile, e i presunti rigurgiti “neo-reazionari” che oggi attraverserebbero l’area della “destra” rischierebbero di far incagliare quest’ultima su posizioni anacronistiche e limitate che guarderebbero nostalgicamente all’era reaganiana se non addirittura alla Sharia islamica (e di nuovo mi chiedo: dove e in che modo, visto che praticamente l’intero spettro della “destra” rifiuta in toto l’Islam spesso motivando tale rigetto proprio con la condizione della donna al suo interno?). Insomma, ormai è diventato ben difficile notare qualsivoglia differenza tra l’ideologia para-liberale di CasaPound e quella di Potere al Popolo, a parte le loro posizioni divergenti sul tema dell’immigrazione.

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Come sopravvivere al #METOO

Cari amici, ecco a voi un’altra perla di saggezza dal Rettiliano Verace. L’argomento di oggi è: come pararsi il culo in caso di falsa denuncia.

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Come ben sappiamo, la situazione per il maschio moderno è a dir poco merdosa: basta che una zoccoletta isterica ci faccia il #METOO per rovinarci la vita.

Anche senza prove, possiamo stare certi di perdere il lavoro e di doverci difendere in tribunale. Nel migliore dei casi si parla di svariati anni di processo e di decine di migliaia di euro mangiati dall’avvocato. Lei non rischia niente per una accusa falsa, mentre noi rischiamo tutto. Anche senza andare in tribunale, basta che una stronza mestruata si rivolga all’ufficio delle Risorse Umane (gestite al 99% da donne) e si lamenti della nostra presunta “misoginia” per rendere la nostra carriera lavorativa molto, molto breve. La cosa peggiore è che molte di queste non lo fanno neanche per vantaggi personali o per profitto, ma solo per avere likes su Facebook, per stronzaggine o semplicemente per sadismo perché sanno di essere intoccabili. Molte femminarde provano un forte desiderio di rivalsa contro il genere maschile, e sono bravissime nell’arte tipicamente femminile di prendersela con quelli che non c’entrano niente.

Ricordate che le Risorse Umane (il più delle volte gestite da donne mestruate, ricordiamo) hanno come priorità la difesa legale della ditta, non la vostra. A loro non interessa che l’accusa sia falsa, e se possono licenziarvi e rovinarvi il CV con un’accusa falsa, pur di evitare una causa legale da parte della “povera femminuccia molestata”, lo faranno. Non serve neanche il minimo contatto fisico, basta solo che lei dica che le avete fatto una battuta maschilista, un’allusione sessuale o un commento sul suo peso!

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Le femministe iniziano a gettare la maschera

Come tutti ormai sappiamo, la maggior parte delle femministe al momento ci tiene ad assicurare costantemente di ambire a una presunta “parità” tra i generi, accusando chi le contraddice di essere un “maschilista patriarcale”, un “patetico incel” o chissà che altro. Molte di loro, a cui si aggiungono anche individui auto-dichiaratisi pro-incel come ad esempio Marco Crepaldi, psicologo che si definisce a favore del “femminismo paritario”, affermano che le carenze sessuali e relazionali che attualmente colpiscono i celibi involontari, nella quasi totalità giovani maschi, deriverebbero da “ruoli di genere” che svantaggerebbero gli uomini caricando su di loro pressioni a cui non tutti sarebbero capaci di far fronte. C’è però da dire che questi cosiddetti “ruoli di genere” erano sicuramente più radicati in passato piuttosto che nella società odierna, eppure fino a un paio di decenni fa qualsiasi uomo aveva la possibilità di trovare una compagna più o meno pariestetica, mentre oggi una fetta sempre più grande di giovani maschi viene tagliata fuori da qualsiasi dinamica relazionale e sessuale. Non è che magari il “problema incel” non scaturisce da un presunto “patriarcato” ma appunto dall’affermarsi dell’ideologia femminista a livello mainstream, oltre che dall’utilizzo sempre più capillare di social e app di incontri che permettono alle donne (brutte comprese) di selezionare i propri partner su base esclusivamente estetica da una lista praticamente infinita di pretendenti come se fossero al supermercato?

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Il caso Tamara Cincik, o “il mondo come lo hanno voluto le femministe”

Cari amici,

Saluti dal Rettiliano Verace, il vostro corrispondente bestemmiante dall’Inghilterra!

Pochi giorni fa mi sono trovato di fronte a un caso del 2018, ma ancora molto attuale. È una faccenda banale di suo, ma le implicazioni sono interessanti dal punto di vista della Redpill.

Una mattina del 2018 una “donna Alpha” prende il fetidissimo vagone della Tube di Londra per andare al lavoro. Lei è una donna in carriera, una CEO femminista impegnata in politica, ovviamente anti-Brexit, pro multiculturalismo, impegnata nella lotta al “gender pay gap” e alle discriminazioni verso le donne sul luogo di lavoro. Una donna così ha le palle d’acciaio, chi la smuove?

Si presenta un “asian” (termine inglese usato essenzialmente per indicare gli indopakistani) alto uno e ottanta, in evidente stato di alterazione, e inizia a molestarla. Lei riesce a scappare a malapena, rischiando la vita. Indovinate contro chi se la è presa? Indovinate chi ha insultato nella sua intervista?

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Il ritorno degli eunuchi

Probabilmente molti di voi in passato avranno visto i video del Comandante Risorto, poi conosciuto come Incel Italia e infine Cinico, prima che Youtube gli chiudesse i suoi vari canali. Oggi il blog dei Rami Spogli è orgoglioso di presentarvi un suo video inedito la cui pubblicazione era stata programmata su Youtube prima della chiusura dell’ultimo canale dai lui gestito, ovvero Cinico appunto.

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L’odio irrazionale contro gli incel

Il seguente articolo è una traduzione di The Irrational Hate Towards Incels, pubblicato da Randy Thompson su incel.blog.

Molte persone ostili agli incel ci odiano in misura estrema, ma perché?

Questa è la domanda che mi pongo ogni volta che su Twitter vengono indirizzati insulti nei miei confronti. Mi accusano di essere spregevole e odioso, ma in realtà non dico cose cattive. Rappresento solamente un forum [incels.co] e sono solo un uomo. Per loro, sono ogni brutta persona che abbiano mai incontrato e mi trattano come tale.

Ci accusano di essere i peggiori esseri umani sulla faccia della terra. Ci fanno costantemente la morale dicendoci che [se non piacciamo alle donne] è colpa della nostra personalità e non del nostro aspetto fisico. Anche quando mostriamo loro innumerevoli articoli scientifici che spaziano dalla biologia alla psicologia comportamentale, essi glissano e sminuiscono continuamente questi studi, fornendo articoli giornalistici come “prove”. Quando fai loro notare che le donne trovano l’80% degli uomini poco attraenti, ti ignorano o cambiano discorso. Ci sono innumerevoli studi che dimostrano come l’attrazione fisica conti sopra ogni cosa [per attrarre le donne], ma trovano sempre un modo per “confutare” questo fatto.

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La cronaca nera in chiave redpillata

Le recenti notizie di cronaca nera che hanno funestato il nostro Paese nell’ultimo periodo offrono a mio parere molti spunti di riflessione sulla condizione dell’uomo medio in Italia, e soprattutto fanno capire quanto i mass-media tendano a portare avanti una narrazione che punta non solo a deresponsabilizzare sempre e comunque le donne, ma anche a deviare l’attenzione dagli argomenti sui quali dovremmo riflettere ai soliti inesistenti spettri di “razzismo” e “ritorno del fascismo”.


Prendiamo ad esempio il caso di Maria Chiara Previtali, la studentessa appena maggiorenne morta tragicamente di overdose proprio nel giorno del suo diciottesimo compleanno: tutti i mass-media che hanno riportato la notizia hanno deresponsabilizzato in maniera costante le scelte consapevoli compiute dalla ragazza (come appunto quella di avere chiesto ed essersi iniettata la droga che ne ha causato la morte), e addirittura il suo fidanzato è stato accusato di omicidio preterintenzionale per averle procurato la dose di eroina che le è stata letale. In questo clima sociale assolutamente ginocentrico persino gli inquirenti non sembrano tenere conto del fatto che chi decide volontariamente di fare uso di eroina sa benissimo a cosa va incontro, e accusare addirittura di omicidio preterintenzionale chi fornisce la droga (per quanto questa sia un’attività spregevole e pienamente degna di condanna penale) è quanto di più paradossale si possa fare in casi come questo. Ma del resto quando si parla di donne, soprattutto se giovani, secondo lo schema imposto da politica, intellighenzia e mass-media queste devono passare sempre e comunque come vittime innocenti del maschio cattivone di turno, anche quando le loro scelte sono state concausa degli eventi di cui sono rimaste vittime; e coi tempi che corrono quale giornalista vuole sottrarsi alla possibilità di poter ricamare sopra un “quasi-femminicidio” come questo? A memoria d’uomo nessuno spacciatore, anche se colpevole di aver procurato dosi di droga che hanno causato delle morti per overdose, è stato mai accusato di omicidio preterintenzionale, al limite di omicidio colposo; ma si sa, secondo l’immaginario comune i tossicodipendenti “classici” sono tutti maschi puzzolenti, squattrinati e fastidiosi che vessano la “gente perbene” chiedendo qualche spicciolo a chi aspetta il treno in stazione, quindi se sono loro a morire di overdose la colpa è esclusivamente delle loro scelte, e anzi in questi casi per qualcuno lo spacciatore diventa addirittura un elemento “positivo” che “contribuisce a fare pulizia dei rifiuti della società”.

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