Le spose di TecnoSatana

Dopo mesi di inattività dovuta ad accasciamento (ho recentemente compiuto 30 anni da kissless virgin) vi propongo la traduzione di un breve post degli amici francesi del blog Les Trois Étendards. Del resto oggi è Halloween, e si può dire che sia il titolo che la tematica trattata siano abbastanza orrorifici, considerando che implicano una situazione presente e futura in cui la vita relazionale e sessuale sarà ben misera per buona parte dei giovani maschi sotto o addirittura nella media estetica. Vi auguro una buona lettura, spero apprezziate sia i contenuti che la mia traduzione, per la quale mi son preso qualche “libertà” come mio solito.

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Perché Alarico difende gli incel?

Molti se lo chiedono e alcuni, in preda allo scandalo, mi hanno perfino tolto dagli amici. Altri azzardano ipotesi su “moventi” legati a immaginari dettagli della mia biografia, prontamente smentite da chi ne sa più di loro. Ma per me si tratta solo di una questione di coerenza.

Non coerenza personale, di cui giustamente non importa nulla a nessuno, bensì coerenza teorica: come si concilia l’ideologia socialista, tesa alla completa liberazione dell’essere umano e al soddisfacimento dei suoi bisogni, con l’emarginazione sessuale di una fetta non trascurabile della popolazione?

E come si accorda il socialismo alla difesa delle disuguaglianze che scaturiscono dal darwinismo sociale in nome della “libertà”? Come non riconoscere negli argomenti ad hominem, nell’inversione di causa ed effetto, nella falsa meritocrazia eccetera il tipico meccanismo di colpevolizzazione mobilitato dagli oppressori contro le vittime?

Eppure tutti questi fallaci espedienti retorici, così come l’appello alla repressione psichiatrica, vanno di moda in primo luogo a sinistra. È pieno di “turisti del comunismo” che, non appena escono dal solco tracciato dai classici e non hanno più a che fare con categorie protette da una morale ipocrita, ricominciano a ragionare come i peggiori bulli e menefreghisti.

Io ho voluto esprimermi pubblicamente a favore degli incel, e documentare la soluzione del loro problema in Corea del Nord, per porre fine a questa grossolana incoerenza e mostrare come il socialismo venga incontro alle esigenze di tutti, anche e soprattutto a quelle impossibili da gestire sotto il capitalismo.

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Risposta al Collettivo Le Gauche

Chi mi segue su Facebook e/o Telegram si sarà divertito a leggere la polemica con i membri del Collettivo Le Gauche che, prima di farsi bloccare per oltraggio alla pubblica decenza e alla memoria del compagno Montanari, dal dicembre 2021 al gennaio 2022 hanno lanciato continui attacchi ai miei post sulla Corea del Nord e sulla questione incel. Le loro argomentazioni sono poi state riassunte in questo articolo.

Dopo aver menzionato alcune fonti scientifiche, il Collettivo Le Gauche conclude così: «Quindi la domanda finale è: di che bisogno necessario si sta parlando quando si parla di necessità del sesso? Risposta: nessun bisogno necessario, ergo fisiologico, ergo capace di porre a disagio l’organizzazione psico-fisica dell’individuo in maniera sistemica e generalizzata».

Questo segno di uguaglianza posto fra “bisogni necessari” e “bisogni fisiologici” contraddice la teoria marxista: «I bisogni naturali, come nutrimento, vestiario, riscaldamento, alloggio ecc., sono differenti di volta in volta a seconda delle peculiarità climatiche e delle altre peculiarità naturali dei vari paesi. D’altra parte, il volume dei cosiddetti bisogni necessari, come pure il modo di soddisfarli, è anch’esso un prodotto della storia, dipende quindi in gran parte dal grado d’incivilimento di un paese e, fra l’altro, anche ed essenzialmente dalle condizioni, quindi anche dalle abitudini e dalle esigenze fra le quali e con le quali si è formata la classe dei liberi lavoratori» (Il capitale, vol. I, Editori Riuniti, Roma 1980, p. 204).

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Considerazioni sulla “liberazione sessuale”

La “rivoluzione sessuale” mirava in origine a facilitare i rapporti sessuali liberandoli dalla morale cattolica e dall’ipocrisia borghese, ma tutti i dati disponibili mostrano che essa ha determinato una drastica diminuzione dei rapporti per una gran parte degli uomini.

Alcuni parlano di un riflusso che avrebbe tradito la premessa della rivoluzione sessuale riconducendola entro la logica della monogamia, mentre a nostro avviso l’ha invece pienamente realizzata o, per meglio dire, ha mostrato che le sue teorie fondative non tenevano conto di alcuni fattori essenziali, relativi alla natura della sessualità femminile e ai criteri di selezione delle donne. Proviamo a sintetizzare i passaggi del ragionamento.

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Perché non dovresti mai utilizzare Tinder se sei un uomo non attraente

Oggi vi porto la traduzione dell’articolo Why You Should Never Use Tinder as an Unattractive Man, pubblicato da Randy Thompson sul sito incel.blog.

L’ascesa delle moderne app di incontri come Tinder ha aperto la strada a un cambiamento epocale su come le persone si frequentano in ambito sessuale e relazionale. Secondo Stanford, l’incontro online è diventato il mezzo principale con cui le coppie statunitensi entrano in contatto. Questo diventa ancora più vero nell’era delle quarantene e delle chiusure per COVID-19.

Tuttavia, se sei un uomo poco attraente, queste app sono una totale perdita di tempo. Sono specificamente progettate per succhiare denaro dagli uomini che hanno perso la lotteria genetica. La stragrande maggioranza dei soldi che queste app guadagnano proviene da uomini che credono di poter in qualche modo “bypassare” il sistema e ottenere corrispondenze. La realtà come uomo sulle app di incontri è che, a meno che tu non sia attraente, non riceverai messaggi o molti match, sempre che tu ne riceva.

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Socialismo e questione maschile/incel – Con Fabrizio Marchi e Francesco Alarico Della Scala

Oggi vi propongo un dibattito sul rapporto tra socialismo e questione maschile/incel che ha visto come partecipanti, oltre a me, Deusfur – admin del forum degli incel, Francesco Alarico Della Scala – uno dei maggiori esperti italiani dell’idea Juche, e Fabrizio Marchi – gestore di diversi siti dedicati all’attivismo della QM e candidato alle ultime elezioni comunali di Roma per il Partito Comunista di Marco Rizzo.

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Mia intervista su Class Alfa

Molti di voi conosceranno Cinico/Comandante Risorto/Incel Italia, blogger ed ex youtuber pluri-bannato dal Leviatano politically correct, che oggi gestisce il sito Class Alfa che consiglio a tutti di visitare.

Cinico, con cui frequento gli stessi spazi forumistici a tema incel/redpill da quasi una decade, mi ha concesso l’onore di essere intervistato per la prima puntata del suo nuovo podcast “Fuorilegge”, che pote ascoltare qui sopra o direttamente sul suo blog.

Per chi non avesse voglia di ascoltare tutto l’audio (o dovesse trovare troppo fastidiosa la mia voce, mi scuso ma per via del fuso orario ho dovuto parlare sommessamente perché qua in Italia era notte fonda), riporterò di seguito il contenuto dell’intervista per sommi capi. Buon ascolto e buona lettura!

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In ricordo di Matteo Montanari, comunista evoliano

Qualche giorno fa ho scoperto con sgomento ed immenso dispiacere che a soli 34 anni è venuto a mancare Matteo Montanari, a quanto pare a causa di un malore. Avevo avuto occasione di conoscerlo (virtualmente) qualche anno fa, prima di venire bannato da Facebook, poiché bazzicavamo entrambi gli ambienti redpill su quel social. Mi aveva sempre dato l’impressione di essere una persona colta ed equilibrata, caratterizzata da una profonda spiritualità e da innumerevoli interessi di tipo filosofico e socio-politico. Infatti, oltre a interessarsi di redpill e di attivismo all’interno della questione maschile, era anche un attento studioso del pensiero Tradizionale, evoliano e non solo, e un militante del Partito Comunista di Marco Rizzo, all’interno del quale ricopriva le cariche di segretario di Bologna e membro del Comitato Centrale.

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In difesa della “white sharia”

Oggi vi propongo la (parziale) traduzione di un controverso articolo di Sacco Vandal sul concetto di “white sharia”, che sono sicuro solleverà polemiche e io stesso non condivido pienamente, ma costituisce a parer mio uno spunto interessante per cogliere l’ipocrisia di certa destra politica odierna che afferma di voler difendere l'”identità” e la “tradizione” per poi omologarsi totalmente ai dogmi liberali per quanto riguarda la degenerazione sessuale e la sacralizzazione del libertinaggio femminile. Buona lettura.

Donald Thoresen ha recentemente scritto una critica al meme della “white sharia”, in cui ha affermato che i sostenitori del suddetto meme soffrirebbero di “odio per se stessi… e interiorizzazione della sottomissione dei bianchi”. In qualità di uno dei creatori originari del meme – che è stato diffuso per la prima volta sul mio podcast, The War Room, alla fine del 2016 – vi assicuro che semplicemente non è questo il caso.

Nel suo pezzo Thoresen si chiede perché qualcuno possa essere “attratto dalla brutalità del mondo islamico”, e consiglia a coloro che amano il meme della “white sharia” di “decolonizzare se stessi”. Sfortunatamente, è Thoresen che ha bisogno di decolonizzare se stesso. Sembra aver interiorizzato i tentativi in atto di trasformare i nostri uomini in molluschi deboli ed eccessivamente civilizzati. I nostri nemici hanno facilitato questa menzogna proprio per disarmarci prima di finirci. Ma, in realtà, la barbarie non è estranea agli europei.

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Sulla “liberazione” sessuale

Oggi vi propongo la traduzione di un discorso tenuto nel 2008 da Roger Devlin ad Atlanta, in cui viene sottolineata la fondamentale importanza della monogamia come base del tessuto sociale e comunitario. Visto che qualcuno potrebbe accusarmi di “tradcucchismo” o roba simile per questo articolo, ci tengo a precisare che io ho sempre ritenuto la monogamia presupposto indispensabile per la soluzione della “questione incel”, poiché l’enorme squilibrio di potere sessuale tra uomini e donne può essere risolto solo in tal senso, mentre in un “mercato sessuale” assoluto e non regolato si creano automaticamente gli squilibri che vediamo oggi, a tutto vantaggio delle donne e di pochi uomini con alto LMS che hanno dei veri e propri harem a loro disposizione, e ovviamente a svantaggio dell’uomo medio che deve sgomitare per le “rimanenze” in un contesto caratterizzato da una competizione estrema sul piano estetico e delle risorse socio-economiche. Ma vi lascio ora alle parole di Devlin.

Che cos’è la “liberazione sessuale”? Di solito se ne parla in contrasto con i vincoli del matrimonio e della vita familiare. Sembrerebbe essere una condizione in base alla quale le persone avrebbero più possibilità di scelta rispetto al sistema monogamico tradizionale. La “filosofia Playboy” di Hugh Hefner sembrava offrire agli uomini un maggior numero di opzioni rispetto ad andare a letto con la stessa donna ogni notte per cinquant’anni. Il femminismo ha promesso alle donne che le avrebbe liberate dalla “fatica domestica” e avrebbe trasformato il matrimonio e la maternità in una delle tante scelte di vita.

In definitiva, l’ideale della liberazione sessuale si basa su una confusione filosofica che io chiamo “assolutizzazione della scelta”. L’illusione è che si possa in qualche modo ordinare alla società di consentirci di scegliere senza per questo diminuire le nostre opzioni future. Controllo delle nascite, aborto, destigmatizzazione dei rapporti occasionali, divorzio arbitrario e unilaterale: tutto questo ci è stato proposto come un modo per ampliare le nostre scelte.

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