Le femministe iniziano a gettare la maschera

Come tutti ormai sappiamo, la maggior parte delle femministe al momento ci tiene ad assicurare costantemente di ambire a una presunta “parità” tra i generi, accusando chi le contraddice di essere un “maschilista patriarcale”, un “patetico incel” o chissà che altro. Molte di loro, a cui si aggiungono anche individui auto-dichiaratisi pro-incel come ad esempio Marco Crepaldi, psicologo che si definisce a favore del “femminismo paritario”, affermano che le carenze sessuali e relazionali che attualmente colpiscono i celibi involontari, nella quasi totalità giovani maschi, deriverebbero da “ruoli di genere” che svantaggerebbero gli uomini caricando su di loro pressioni a cui non tutti sarebbero capaci di far fronte. C’è però da dire che questi cosiddetti “ruoli di genere” erano sicuramente più radicati in passato piuttosto che nella società odierna, eppure fino a un paio di decenni fa qualsiasi uomo aveva la possibilità di trovare una compagna più o meno pariestetica, mentre oggi una fetta sempre più grande di giovani maschi viene tagliata fuori da qualsiasi dinamica relazionale e sessuale. Non è che magari il “problema incel” non scaturisce da un presunto “patriarcato” ma appunto dall’affermarsi dell’ideologia femminista a livello mainstream, oltre che dall’utilizzo sempre più capillare di social e app di incontri che permettono alle donne (brutte comprese) di selezionare i propri partner su base esclusivamente estetica da una lista praticamente infinita di pretendenti come se fossero al supermercato?

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