L’odio irrazionale contro gli incel

Il seguente articolo è una traduzione di The Irrational Hate Towards Incels, pubblicato da Randy Thompson su incel.blog.

Molte persone ostili agli incel ci odiano in misura estrema, ma perché?

Questa è la domanda che mi pongo ogni volta che su Twitter vengono indirizzati insulti nei miei confronti. Mi accusano di essere spregevole e odioso, ma in realtà non dico cose cattive. Rappresento solamente un forum [incels.co] e sono solo un uomo. Per loro, sono ogni brutta persona che abbiano mai incontrato e mi trattano come tale.

Ci accusano di essere i peggiori esseri umani sulla faccia della terra. Ci fanno costantemente la morale dicendoci che [se non piacciamo alle donne] è colpa della nostra personalità e non del nostro aspetto fisico. Anche quando mostriamo loro innumerevoli articoli scientifici che spaziano dalla biologia alla psicologia comportamentale, essi glissano e sminuiscono continuamente questi studi, fornendo articoli giornalistici come “prove”. Quando fai loro notare che le donne trovano l’80% degli uomini poco attraenti, ti ignorano o cambiano discorso. Ci sono innumerevoli studi che dimostrano come l’attrazione fisica conti sopra ogni cosa [per attrarre le donne], ma trovano sempre un modo per “confutare” questo fatto.

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La cronaca nera in chiave redpillata

Le recenti notizie di cronaca nera che hanno funestato il nostro Paese nell’ultimo periodo offrono a mio parere molti spunti di riflessione sulla condizione dell’uomo medio in Italia, e soprattutto fanno capire quanto i mass-media tendano a portare avanti una narrazione che punta non solo a deresponsabilizzare sempre e comunque le donne, ma anche a deviare l’attenzione dagli argomenti sui quali dovremmo riflettere ai soliti inesistenti spettri di “razzismo” e “ritorno del fascismo”.


Prendiamo ad esempio il caso di Maria Chiara Previtali, la studentessa appena maggiorenne morta tragicamente di overdose proprio nel giorno del suo diciottesimo compleanno: tutti i mass-media che hanno riportato la notizia hanno deresponsabilizzato in maniera costante le scelte consapevoli compiute dalla ragazza (come appunto quella di avere chiesto ed essersi iniettata la droga che ne ha causato la morte), e addirittura il suo fidanzato è stato accusato di omicidio preterintenzionale per averle procurato la dose di eroina che le è stata letale. In questo clima sociale assolutamente ginocentrico persino gli inquirenti non sembrano tenere conto del fatto che chi decide volontariamente di fare uso di eroina sa benissimo a cosa va incontro, e accusare addirittura di omicidio preterintenzionale chi fornisce la droga (per quanto questa sia un’attività spregevole e pienamente degna di condanna penale) è quanto di più paradossale si possa fare in casi come questo. Ma del resto quando si parla di donne, soprattutto se giovani, secondo lo schema imposto da politica, intellighenzia e mass-media queste devono passare sempre e comunque come vittime innocenti del maschio cattivone di turno, anche quando le loro scelte sono state concausa degli eventi di cui sono rimaste vittime; e coi tempi che corrono quale giornalista vuole sottrarsi alla possibilità di poter ricamare sopra un “quasi-femminicidio” come questo? A memoria d’uomo nessuno spacciatore, anche se colpevole di aver procurato dosi di droga che hanno causato delle morti per overdose, è stato mai accusato di omicidio preterintenzionale, al limite di omicidio colposo; ma si sa, secondo l’immaginario comune i tossicodipendenti “classici” sono tutti maschi puzzolenti, squattrinati e fastidiosi che vessano la “gente perbene” chiedendo qualche spicciolo a chi aspetta il treno in stazione, quindi se sono loro a morire di overdose la colpa è esclusivamente delle loro scelte, e anzi in questi casi per qualcuno lo spacciatore diventa addirittura un elemento “positivo” che “contribuisce a fare pulizia dei rifiuti della società”.

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I neo-pagani “de noantri”

Come avevamo promesso nell’articolo precedente sul rapporto tra destra e celibi involontari, vediamo ora di far luce su un ambiente affine alla cosiddetta “area identitaria” che negli ultimi tempi sui social ha espresso spesso e volentieri visioni ostili agli incel, ovvero quello dei neo-pagani “de noantri”.
Facciamo innanzitutto una premessa: l’universo neo-pagano nostrano non costituisce un fronte unitario ed è anzi diviso in una miriade di gruppetti spesso frutto di scissioni e in conflitto tra loro; generalmente tra essi non esiste una vera unità d’intenti né una precisa definizione di cosa si possa definire “paganesimo” e cosa no, ma ci sono due cose che li caratterizzano più o meno tutti: l’avversione nei confronti dei culti monoteisti di matrice abramitica e una vera e propria adorazione della figura femminile in quanto tale. Si può inoltre notare una fondamentale incoerenza di fondo in molti di questi individui, parecchi dei quali sono anche affiliati ad associazioni “identitarie” che di identitario, e soprattutto di Tradizionale in senso apollineo, hanno poco e niente.
Bisogna infatti sottolineare come vi siano fondamentali differenze tra i culti ancestrali indo-europei (essenzialmente solari e patriarcali) e quelli neo-pagani odierni (molto più vicini a una visione cibelica e matriarcale del mondo): molti aderenti a questi ultimi non colgono affatto tale divario poiché sono nati e cresciuti nelle società occidentali odierne di matrice liberal-capitalista e post-sessantottina, e hanno quindi modellato più o meno inconsciamente le proprie credenze in base ai valori dominanti espressi all’interno di queste ultime, nonostante molti di essi si dichiarino estranei alla modernità e vicini a una presunta “tradizione” in realtà inesistente nei termini in cui la concepiscono loro.

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La vera storia di Guerriglia Memetica Blackpillata

Comincio l’articolo con una doverosa premessa: io sono/ero uno dei due amministratori (l’altro è/era Mike Litoris) della pagina facebook Guerriglia Memetica Blackpillata, i cui meme hanno impazzato nell’ambiente redpill/incel (e non solo) da inizio aprile a fine giugno dell’Anno Domini 2020.
Leggo con piacere che la nostra pagina e i rispettivi meme vengono ancora citati e condivisi abbastanza frequentemente nei meandri dell’internet frequentati da coloro che si interessano al favoloso mondo dell’inceldom o ne costituiscono parte attiva (si va dai commenti sotto gli articoli di totalitarismo.blog ai post nei vari forum dei brutti sparsi per la rete), e molti si chiedono comprensibilmente che fine abbiamo fatto, visto che abbiamo smesso di postare dall’oggi al domani senza alcun preavviso. Quindi per amor di chiarezza mi appresto a narrare la storia del progetto memetico mio e di Mike, dalla nascita alla sua conclusione (reversibile? Temo di no, grazie mille Zuckerberg).


Da parecchio tempo avevo espresso nel vecchio forum di brutti.red l’idea di aprire una pagina facebook dedicata all’incel-postaggio in chiave blackpill e doomer/nichilista, ma non avevo mai attuato concretamente il progetto sia per l’accasciamento dovuto alla mia condizione di incel sia per i miei pressanti impegni universitari. Tuttavia verso la fine dello scorso marzo, in piena emergenza Covid-19 e con la mia laurea magistrale appena conseguita (sì Innocuo, la ho finita la tesi), Mike mi ha proposto di collaborare insieme alla creazione e gestione della pagina di cui sopra. Detto fatto, esordiamo a inizio aprile con un meme del sempreverde (o per meglio dire sempregiallo) Doge, trasformato dai soliti burloni di 4chan e compagnia da meme normie del decennio 2010-2019 a simbolo di edginess spesso e volentieri para-misogina o comunque anti-thot. Il simpatico canide sarebbe divenuto in seguito il protagonista assoluto di molte delle creazioni artistiche della nostra pagina, soprattutto in versione Cheems.

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Presentazione del blog (e del forum)

Ritengo giusto dedicare il primo post di questo blog alla presentazione della comunità che vi sta dietro, quindi inizierò richiamando brevemente le nostre vicissitudini per poi spiegare il perché della scelta di dare il nome di “rami spogli” a questo nuovo progetto, oltre ovviamente agli obiettivi che ci prefiggiamo con quest’ultimo.


Le radici della nostra comunità, come del resto ha egregiamente spiegato il blog del più noto Redpillatore in questo articolo, vanno ricercate nel lontano 2013, quando il nostro nucleo storico si è riunito attorno al vecchio progetto dell’allora “unbruttoforum” (da non confondersi con l’attuale forum omonimo) gestito da brutto38 su forumfree. Si può dire che quello sia stato una sorta di primo nucleo della cosiddetta “incelosfera” italiana, venutosi a formare anni prima che il concetto di “incel” giungesse in Italia e diventasse un termine di uso più o meno comune. Infatti allora nessuno di noi si identificava come tale, e neanche i più “esperti” che frequentavano anche le community statunitensi davano molto peso al termine, che del resto nel nostro Paese (e non solo) ha iniziato ad acquisire visibilità a livello mediatico e sociale solo in un periodo molto più recente.

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