Le conseguenze del corpo femminile scoperto

La moda moderna che scopre il corpo femminile sta portando la civiltà europea all’estinzione. Anche sul suo stesso territorio essa viene sostituita sempre più da altre culture, tra le quali alcune vietano addirittura la denudazione parziale della donna. Nel mondo gli europei stanno venendo sostituiti da popoli che conservano il pudore o almeno la modestia delle proprie donne, tutelando dunque in questo modo anche i propri uomini.


Il mettere in mostra i vari attributi femminili, cosa che provoca negli uomini un’eccitazione sessuale, può essere classificato come creazione di “stress sessuale”. A causa di esso prende forma un complesso del rifiuto sessuale che a sua volta conduce all’impotenza e alle malattie oncologiche. Di questo ne parla un dottore e studioso molto noto in Russia, Leonid Aleksandrovič Kitayev-Smyk nella sua monografia “La psicologia dello stress. Antropologia psicologica dello stress” (2009).
Per far comprendere in maniera evidente la fisiologia di questo processo, lo studioso porta come esempio una dinamica che avviene nel mondo animale, dove la femmina cerca il maschio migliore, che abbia le maggiori possibilità di mettere al mondo una prole sana e resistente, e nel farlo scarta i maschi peggiori. Tuttavia l’istinto sessuale in quest’ultimi non sparisce, rimane semplicemente non soddisfatto e quindi represso. La quantità degli androgeni nel sangue resta comunque alta, e quindi potenzialmente cancerogena. Nel maschio che viene costantemente rifiutato dalla femmina, il livello medio degli androgeni contribuisce allo sviluppo dell’adenoma benigno della prostata; e in gran parte dei casi ciò conduce all’impotenza. A causa di questo il maschio “non migliore” non ha possibilità di generare una propria prole “non migliore”, nemmeno in modo casuale. Grazie a questo meccanismo vengono scartati gli esemplari maschili “non migliori” all’interno di una determinata popolazione. Inoltre in alcuni di questi elementi l’adenoma (ipertrofia) della prostata si trasforma in un vero e proprio cancro mortale.


Al giorno d’oggi nella scienza vengono accumulati vari dati secondo i quali dei processi analoghi avvengono anche tra gli esseri umani. Da qui potrebbe derivare la spiegazione del fenomeno per cui i popoli ricchi e sviluppati dell’Occidente si stiano oggi estinguendo.
Nel corso degli ultimi decenni le malattie come l’adenoma e il cancro della prostata colpiscono come un’epidemia gli uomini nei Paesi che rappresentano la civiltà europea, o che ne sono una loro propaggine. All’inizio del XXI secolo è stato individuato l’adenoma tra il 40% degli uomini. La sua presenza viene rilevata nella metà degli uomini europei più vecchi di 40 anni. Gli anatomopatologi americani rilevano il cancro della prostata nell’80% degli uomini morti dopo i 60 anni. In altre parole molti di loro sono morti prima che i sintomi di questa malattia si manifestasssero. D’altra parte, nei Paesi islamici invece non viene rilevata la crescita di tali malattie oncologiche maschili. Per quale motivo? Considerando anche il fatto che i Paesi occidentali godono di un sistema sanitario più sviluppato, oltre che di un livello di vita più alto.


Nei Paesi occidentali, in cui vige la società dei consumi, negli ultimi decenni sono diventati una cosa normale i “vestiti alla moda” che evidenziano e mettono in mostra le varie forme femminili o, parlando in modo scientifico, gli attributi sessuali secondari. Sono diventati assilanti e quotidiani i ventri e gli ombelichi femminili scoperti, come se questi fossero un simbolo di ciò che si trova più in basso. Le forme curve e tirate provocano in modo seducente, insieme ai posteriori sagomati dalle mutande-pantaloncini. Da un punto di vista fisiologico tutto ciò rappresenta dei segnali sessuali che causano eccitazione negli uomini. Il posteriore e il bacino della donna rappresentano la sua capacità di portare in grembo il feto fecondato dall’uomo. I seni tirati e semi-scoperti rappresentano la capacità di nutrire il neonato. Gli ombelichi in mostra invece vengono percepiti come la disponibilità per un rapporto.


La conseguenza di qualsiasi eccitazione dovrebbe essere il rapporto sessuale, perché tale è il meccanismo stabilito dalla natura. L’Eros tra l’uomo e la donna è uno strumento per la riproduzione della specie, e qualsiasi sua espressione è un bene per l’organismo. Del resto è ben nota l’influenza sorprendentemente favorevole della comunicazione erotica e degli atti sessuali che sono andati a buon fine. Ed è per questo che le religioni tradizionali incentivano i matrimoni e i rapporti coniugali.
Se però l’eccitazione è causata di frequente e senza esiti positivi, essa smette di essere percepita apertamente ed inizia ad agire sul subconscio. Gli uomini in questo modo si abituano ai corpi femminili (semi)scoperti per strada, negli uffici, nei trasporti pubblici e smettono persino di percepirla. Сiò nonostante l’eccitazione sessuale degli uomini, proiettata nel subconscio, continua a a far affluire nel sangue gli androgeni, però non più in misura sicura, ma in quantità cancerogena, e con quest’ultima vengono attivati i meccanismi evolutivi di scarto dei “maschi sfigati”.


In media ognuno vede questi “segnali” 100-200 volte al giorno. Di conseguenza un uomo che si eccita spesso, senza però veder soddisfatto il proprio istinto, riceve all’interno del proprio organismo un attacco potente e potenzialmente distruttivo che porta a conseguenza oncologiche. “Molte donne nel XXI secolo stanno letteralmente scavando la fossa alla salute maschile con le loro innumerevoli parti del proprio corpo scoperte. In pratica ogni donna che va ad un appuntamento scollata, rendendo felice soltanto un uomo, nel lungo termine rende altri dieci degli invalidi. Le spogliarelliste possono essere definite delle vere e proprie armi di distruzione di massa, avendo già trasformato la civiltà occidentale in una società di uomini malati” afferma L.A. Kitayev-Smyk nella sua intervista.


Si rende necessario anche evidenziare come le malattie oncologiche derivate dallo “stress sessuale” si manifestino in maniera diversa nelle donne rispetto agli uomini. La causa principale dell’oncologia femminile (questo vale per le formazioni sia benigne che maligne dei seni, degli uteri e delle ovaie) a livello fisico è l’assenza di parti e del nutrimento dei neonati, sommata alla promiscuità sessuale (con tanto di malattie veneree che aumentano in correlazione all’aumentare del numero dei partner). I meccanismi interni del corpo della donna “percepiscono” l’assenza di parti e del nutrimento della prole tramite il seno, come dei segnali della sua“inadeguatezza”per la riproduzione della specie. Come se lei fosse un anello inutile all’interno della famiglia e dell’etnia, che suscita inutilmente l’istinto sessuale maschile. In casi come questi la donna percepisce lo “stress sessuale”. I meccanismi che si sono formati con l’evoluzione biologica in questo modo “scartano” le donne che non vengono fecondate ma che allo stesso tempo consumano gli uomini a livello sessuale.


I segni stressogeni di collasso sessuale negli uomini si riconoscono grazie alle pance “da birra”, mentre nelle donne si manifestano con la strettezza della vita. Questo abbassa in modo significativo l’eroticità del corpo. Le statistiche mediche hanno stabilito una correlazione diretta tra la probabilità di infarto miocardico e l’eccesso delle dimensioni della vita. Quindi, a quanto pare, la non partecipazione del soggetto alla riproduzione sessuale riduce sempre di più la sua attrattività erotica, cosa che lo esclude completamente dalla società/comunità di cui dovrebbe fare parte. Questi sono i meccanismi di selezione naturale nella popolazione umana.


I popoli che coltivavano la nudità e l’erotismo si sono perlopiù estinti, e oggi le usanze arcaiche della nudità sono conservate soprattutto dagli indigeni nativi delle aree equatoriali; ma la loro aspettativa di vita è breve e non ci sono informazioni affidabili sulla presenza di oncologia maschile in loro. La promiscuità sessuale e la decadenza dei costumi che si diffusero tra i Romani durante il periodo imperiale sono stati spesso visti come una delle ragioni della loro degenerazione, che ha portato infine alla loro caduta, determinata non solo da guerre esterne ma anche e soprattutto da fattori interni.
Tuttavia i popoli che rispettano i valori tradizionali dei propri antenati risultano ancora molto vitali. Se guardiamo ai giorni nostri vediamo che questo è il caso soprattutto dei popoli di religione islamica. Tuttavia anche gli antenati degli odierni russi e degli altri slavi avevano costumi morigerati. In Russia prima della Rivoluzione d’Ottobre l’abbigliamento femminile copriva il corpo con abiti spaziosi a tesa lunga, prendisole, eccetera. Questo abbigliamento è vivace, festoso e multicolore. Oltre ad abbellire le donne contribuiva ad attirare l’attenzione degli uomini, ma senza gli espliciti appelli sessuali che vengono invece coltivati oggi.

Ricordiamo la vecchia espressione russa “опростоволоситься” (“oprostovolositsa”), che nella lingua moderna significa “fare una brutta figura”, ma che letteralmente vuol dire “uscire con la testa scoperta” – cioè, far cadere via accidentalmente il velo, scoprire i capelli – che a sua volta significa “fare un errore, fare qualcosa di stupido che dovrebbe essere urgentemente corretto”. Prestiamo attenzione agli affreschi e ai manoscritti medievali russi, ai ritratti di donne dei secoli passati, alle immagini di contadini dove si nota la cultura dell’abbigliamento femminile, indossato da donne belle ma non provocanti. Una simile cultura dell’abbigliamento vigeva tra tutti i popoli che aderivano alla tradizione. Mantenendo il pudore e la modestia della proprie donne, la società proteggeva così anche la salute dei propri uomini.


“Oggi urge far tornare indietro la moda alle forme tradizionali allo scopo di ristabilire una perfetta relazione reciproca tra la bellezza e la salute, insieme ad una giusta comprensione della funzione degli abiti, e a quel punto andrà tutto bene” afferma L.A. Kitayev-Smyk.
Una fanciulla con una solida morale non avrà mai il bisogno di mostrare le sue parti del corpo, anche se esse sono molto belle o se lei stessa si trova in una forma atletica eccellente, perché inconsciamente un tale atteggiamento sottolinea esclusivamente il suo desiderio psicologico di attrarre potenziali partner. In altre parole, che ne sia consapevole o no, la giovane donna “attira” gli uomini in questo modo. Per una ragazza morigerata esiste solamente un uomo, cioè suo marito. In assenza di esso non dovrebbe mai scoprirsi. Quando il corpo si mostra alla vista di tutti, si innesca la logica per la quale se il corpo stesso viene mostrato a tutti, significa che è disponibile per tutti, idea che oggi viene perpetrata a livello subdolo da gran parte dei mass media . Di conseguenza, quando una donna mette in mostra il proprio corpo mette anche in discussione la lealtà inconscia verso se stessa e verso il proprio uomo, sempre che essa ci sia.


Una donna veramente libera non ha bisogno di dimostrazioni del genere. Il suo pudore, il suo orgoglio e la capacità di conservare se stessa per una persona sola sono i suoi ornamenti migliori.
Anche se lei ha una splendida figura sportiva è necessario comprendere che la necessità di fare sport valga innanzitutto per la propria salute, per lo sviluppo sia fisico che spirituale e soprattutto per la salute dei futuri figli, non certo per farsi delle belle foto da postare su internet.

7 pensieri riguardo “Le conseguenze del corpo femminile scoperto”

  1. Aggiungerei che mostrare la propria sensualità in modo cosi palese sia un vero e proprio atto di violenza verso il 75-80% degli uomini a cui tale rituale di richiamo sessuale non è diretto. È praticamente questa scena :

    https://youtu.be/Ovn7vonf-dc

    Alla fine non sta danneggiando direttamente i bambini (non in quella occasione almeno) e potrebbe tranquillamente dire “il corpo e il cibo sono miei e faccio quel che voglio io”. In pratica il ragionamento idiota delle foids “il corpo è mio e faccio quello che voglio io”. Hanno un QI troppo basso per capire che puoi danneggiare e offendere il prossimo anche con atti che solo in apparenza non coinvolgono gli altri.

    Come uno che entra in un posto chiuso e con poche persone e non saluta tirando dritto a farsi i cazzi suoi. Solo un mongoloide penserebbe che “la voce è sua e fa quello che vuole lui” perchè l’apparente non interazione in realtà è ECCOME un’interazione. Sta palesemente mandando il messaggio che in quella stanza nessuno è degno anche solo di un semplice “Buongiorno”.

    I bambini ragionano cosi “ma che ho fatto di male? Non stavo facendo niente a nessunoooo” totalmente incapaci di comprendere la complessità delle relazioni umane e l’impatto dei messaggi (spesso violentissimi) che si mandano anche senza fare direttamente qualcosa a qualcuno. E le donne questo sono : bambini che strillano pretendendo che il mondo giri attorno a loro.

    Che poi basta con sta cazzata della libertà. Davvero qualcuno pensa che gonne corte e scollature rappresentino la voglia di essere libere? Si vestono cosi SOLO per essere approvate da Chad a mò di bestiame in esposizione. Questo sarebbe il modo di vestire delle donne se morissero tutti i 7+:

    https://youtu.be/NLHBYYNpU4U

  2. A onor del vero, va detto che qui in Occidente il problema della pelle femminile troppo esposta in pubblico si verifica solo durante le stagioni calde. La maggior parte degli stimoli sessuali ci arriva invece dai mass media, dal cinema e, naturalmente, dai social.
    Eppure, in base all’art. 528 c.p., “chiunque, allo scopo di farne commercio o distribuzione ovvero di esporli pubblicamente, fabbrica, introduce nel territorio dello Stato, acquista, detiene, esporta, ovvero mette in circolazione scritti, disegni, immagini od altri atti osceni di qualsiasi specie, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 10.000 a euro 50.000.”
    Ora, secondo il mio dizionario, l’oscenità si definisce come “l’offensiva e scandalosa ostentazione o eccitazione mediante parole e immagini attinenti all’ambito sessuale”.
    Se dunque la legge venisse applicata alla lettera, un bel po’ di gente finirebbe in braghe di tela.
    Ma dimenticavo di vivere in un clown world…

  3. Accidenti che articolo originale, complimenti all’ autore. Sono d’accordo su molti punti, talvolta basta un paio di jeans e una maglietta per essere attraenti non c’è bisogno di strafare. Non mi piacerebbe però adottare sistemi oscurantisti tipici di certe latitudini, siamo pur sempre il paese “do sole e do mare”. Non sono un moralista per cui il mio consiglio è di ricorrere alle professioniste, di tanto in tanto, vista l’ ottusità della maggior parte delle girls “itagliane” ! Una provocazione : se riesci a far passare un articolo così su una piattaforma mainstream, ti pago un caffè !

    1. Far passare un articolo così su una piattaforma mainstream? Ti ricordo che è appena stata approvata alla Camera la legge Zan, per la quale se scrivi articoli del genere sul web, ti sbattono in un gulag a vita e ti spalmano l’ano di miele per attrarre gli orsi siberiani.
      Se invece sei una np e spalmi una bella vagonata di merda sui cattivissimi-maschi-bianchi-etero, ti danno una medaglia al valor civile.
      Poi ce ne andiamo tutti insieme al cinema a vedere la nuova 007 donna-nera-lesbica-petalosa.

      1. E già, a proposito di oscurantismo ! Il loro è palese, il nostro è subdolo agisce sotto traccia come gli acari e provoca dermatiti postume. Un giornalista di una radio romana è stato bannato da un noto social per aver criticato l’ uso delle mascherine all’ aperto durante il primo lockdown, definendole inutili se c’è il distanziamento. Non si è fatto mettere i piedi in testa ed ha assoldato un pool di avvocati per chiedere un risarcimento e immediatamente dopo è stato riabilitato. Gli admin di queste cloache non sono abituati alle reazioni, ovviamente non tutti si possono permettere spese legali e quindi lasciano perdere, ma quando trovano uno con la tigna si cagano in mano !

        1. Intanto, però, ecco che da giorni imperversa su tutti i canali tv il nuovo spot nazifemen (con Emma Marrone) della Lines, che in maniera non troppo velata accusa tutto il genere maschile di maschilismo e altre solite amenità. Non ho intenzione di postare qui il link, cercatevelo pure su yt se volete bestemmiare un po’.

  4. Questa critica é molto bella. Grazie del suggerimento. Leggeró quell’autore perché mi interessa molto.

    Le donne tendono a vestirsi da troie per segnalare disponibilità, perché vogliono essere scopate dai Chads. Il problema é che segnalano disponibilità a chiunque sia recettivo, non solo ai Chads.

    Io queste cose le ho considerate con massima attenzione, siccome ho T elevato, ho dei seri problemi. Quando ero ragazzino, ho sbattuto la testa contro un palo perché stavo guardando il cielo di una donna. Quando vado in giro, ancora oggi, vedo solo culi e tette e sto fisicamente male, sto male ho anche problemi a guidare, il mio sguardo praticamente muove l’intera testa nella direzione della donna. Ciò mi ha causato dei problemi seri, e mi ha portato a cercare una soluzione, amatoriale, perché gli psicologi non sono disposti ad aiutarti se gli esponi questi problemi.

    Avrei anche preferito un aiuto professionale e ho trovato questa soluzione amatoriale solo perché gli psicologi non mi volevano aiutare. Gli psicologi in media negano che le premesse che costruiamo noi incels siano corrette. Gli psicologi, in media sia chiaro non tutti, dicono il sesso é alla portata di tutti gli uomini e quindi se sei nella mia condizione ti basta provarci con qualche ragazza e in automatico risolvi tutto. Ovviamente tutto questo é falso, se sei nella mia condizione devi cercare aiuto, si, ma devi cercare uno psicologo non-femminista, uno come l’autore di quel libro che almeno riconosca l’esistenza del problema incel.

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