La vera storia di Guerriglia Memetica Blackpillata

Comincio l’articolo con una doverosa premessa: io sono/ero uno dei due amministratori (l’altro è/era Mike Litoris) della pagina facebook Guerriglia Memetica Blackpillata, i cui meme hanno impazzato nell’ambiente redpill/incel (e non solo) da inizio aprile a fine giugno dell’Anno Domini 2020.
Leggo con piacere che la nostra pagina e i rispettivi meme vengono ancora citati e condivisi abbastanza frequentemente nei meandri dell’internet frequentati da coloro che si interessano al favoloso mondo dell’inceldom o ne costituiscono parte attiva (si va dai commenti sotto gli articoli di totalitarismo.blog ai post nei vari forum dei brutti sparsi per la rete), e molti si chiedono comprensibilmente che fine abbiamo fatto, visto che abbiamo smesso di postare dall’oggi al domani senza alcun preavviso. Quindi per amor di chiarezza mi appresto a narrare la storia del progetto memetico mio e di Mike, dalla nascita alla sua conclusione (reversibile? Temo di no, grazie mille Zuckerberg).


Da parecchio tempo avevo espresso nel vecchio forum di brutti.red l’idea di aprire una pagina facebook dedicata all’incel-postaggio in chiave blackpill e doomer/nichilista, ma non avevo mai attuato concretamente il progetto sia per l’accasciamento dovuto alla mia condizione di incel sia per i miei pressanti impegni universitari. Tuttavia verso la fine dello scorso marzo, in piena emergenza Covid-19 e con la mia laurea magistrale appena conseguita (sì Innocuo, la ho finita la tesi), Mike mi ha proposto di collaborare insieme alla creazione e gestione della pagina di cui sopra. Detto fatto, esordiamo a inizio aprile con un meme del sempreverde (o per meglio dire sempregiallo) Doge, trasformato dai soliti burloni di 4chan e compagnia da meme normie del decennio 2010-2019 a simbolo di edginess spesso e volentieri para-misogina o comunque anti-thot. Il simpatico canide sarebbe divenuto in seguito il protagonista assoluto di molte delle creazioni artistiche della nostra pagina, soprattutto in versione Cheems.

Il primo meme pubblicato dalla nostra pagina

Grazie al passa-parola negli ambienti dei vari forum incel e all’auto-promozione svolta nei vari gruppi facebook di meme iniziamo ad ottenere i primi follower, che si fanno sempre più numerosi di giorno in giorno. L’obiettivo mio e di Mike non era quello di gestire l’ennesima pagina normie de-politicizzata (o politicizzata in senso liberale) con cui spammare meme scrausi a raffica per ottenere quanti più like e condivisioni possibili, ma piuttosto di creare una community coesa di persone che condividessero la medesima visione critica della società moderna, soprattutto dal punto di vista delle odierne relazioni uomo-donna pesantemente condizionate da liberalismo sessuale ed ipergamia femminile. Per questo motivo, pur avendo entrambi una visione del mondo che potrebbe benissimo essere definita reazionaria (chi ha seguito la pagina si ricorderà i frequenti riferimenti ad autori come Evola e Freda nei nostri meme), non abbiamo esitato a scagliare spesso e volentieri i nostri strali memetici anche contro una certa “destra” (o “area identitaria” che dir si voglia) che pur professandosi “tradizionalista” in realtà non fa altro che incorporare la degenerazione moderna sotto altre forme altrettanto perniciose e ginocentriche (a cui prima o poi dedicherò anche un articolo su questo blog).

La tipica tradthot

Naturalmente non abbiamo risparmiato da punzecchiature neanche la sinistra liberal-femminista che, come sottolineato magistralmente dal solito Mister Totalitarismo in questo articolo, si è ridotta ad essere “un misto di ipergamia, neoliberismo sessuale e moralismo”, sensibile financo alle più risibili esigenze di ogni vera o presunta minoranza razziale e/o sessuale ma priva di qualsiasi umana empatia verso i maschi bianchi cis-etero che non riescono a trovare una compagna a causa di fattori estetici o di altra natura, i quali nel migliore dei casi vengono irrisi per la loro condizione di incel (“probabilmente non ti lavi e ce l’hai piccolo!1!1”) e nel peggiore vengono assurdamente accusati di essere potenziali terroristi legati ai gruppi di suprematisti bianchi dediti al razzismo più becero (e ricordiamo che per il sinistroide medio oggi in quest’ultima categoria ricadono persino gli elettori di moderatissimi partiti liberali di centro-destra come Lega o Fratelli d’Italia). Senza dimenticare che è proprio la sinistra liberal-femminista a detenere attualmente l’egemonia culturale e il monopolio degli spazi mass-mediatici (che si parli della RAI, de La Repubblica o dei vari youtuber liberali che lobotomizzano i ragazzini), e a spingere sempre più per la promozione di uno stile di vita che promuove la promiscuità sessuale e la disgregazione dei legami stabili, cosa che ovviamente avvantaggia solo le donne e un numero ristretto di uomini usciti vincitori dalla lotteria genetica mentre al contempo penalizza la gran parte degli uomini che si collocano sotto e addirittura nella media estetica.

Magistrale meme di Mike sulla sinistroide media

Insomma, tra una critica all’incudine e una al martello la nostra pagina ha rapidamente raggiunto e superato i mille seguaci, e naturalmente oltre ai fan hanno iniziato a sciamare nei commenti anche le solite donne con il loro codazzo di zerbini critici della nostra visione del mondo, che ci accusavano di essere misogini estraniati dalla realtà e di tutte le altre simpatiche cose che chi commenta con una certa frequenza nelle pagine a tema redpill si sarà sentito rivolgere almeno una volta nella vita. Gestire i loro commenti non era un gran problema visto che bastava bloccarli non appena iniziavano a flammare e/o trollare, ma purtroppo tali soggetti hanno iniziato anche una serie di segnalazioni di massa dei nostri post che ha portato al primo (e stranamente unico) ban di un nostro meme (quello di Mario e Luigi sui diritti delle donne, qualcuno forse lo ricorderà) da parte di facebook, che per l’occasione mi aveva anche affibbiato un ban di durata per fortuna abbastanza breve.

Il meme incriminato

Nonostante questi piccoli inconvenienti la crescita della pagina procedeva bene, anzi benissimo, e ci è venuta l’idea di sperimentare un po’ iniziando a postare anche meme che criticassero l’ipergamia femminile e la società moderna da un punto di vista meno affine a uno stile immediato e semplicistico da imageboard alla 4chan, e più legato a riferimenti culturali che riguardassero sia l’ambito letterario e storico-filosofico che quello più popolare connesso a cinematografia e musica contemporanee, capace quindi di essere colto dai più e ben lontano dall’astrusità esoterica di molte pagine memetiche della sinistra xenoleft con i loro meta-riferimenti incomprensibili alla maggior parte delle persone (compreso lo stesso pubblico a cui esse si rivolgono che a parer mio il più delle volte mette i like solo per far vedere di “aver capito” anche quando non ci ha capito una fava), ma distante anche dal normismo da boomer che spesso e volentieri riveste buona parte dei meme di destra.

Meme tolkeniano che ha riscosso parecchio successo

Insomma, di meme in meme le cose procedevano alla grande, avevamo sforato i duemila like e ci apprestavamo a raggiungere i tremila, avevamo aperto anche un gruppo della pagina che aveva raccolto un centinaio di persone (e che oggi a quanto ne so è stato “riciclato” dagli amici di Squadre Speciali Memetiche, a cui mando i miei saluti). Il nostro canto del cigno è stato forse il multi-flame a catena che ha coinvolto noi, la pagina di Dipartimento Mongoloide Indoeuropeo e quella di Renovatio Imperii, e su cui la pagina La Miglior Corsa aveva fatto un meme spettacolare che purtroppo non riesco più a trovare, e che probabilmente è stato eliminato. Comunque, come dicevo, le cose stavano andando per il meglio con la nostra pagina, quando improvvisamente l’ultimo giorno di giugno, mentre stavo chattando su Facebook con un amico riguardo i Synaulia, mi sono ritrovato disconnesso di colpo dal sito. Quando ho provato a effettuare nuovamente l’accesso mi è stato notificato che l’account mi era stato sospeso e mi veniva richiesta la foto di un documento di identità per il mio riconoscimento, che ho prontamente inviato.

Visto che ormai utilizzavo il mio profilo praticamente solo per postare sulla pagina e per quanto ne sapessi non avevo violato nessuna regola della piattaforma, mi è venuta l’idea che la sospensione potesse essere legata proprio alla nostra attività su Guerriglia Memetica Blackpillata. Per averne conferma quindi mi sono collegato al forum di cui io e Mike eravamo admin (all’epoca brutti.red), e ho chiesto a quest’ultimo se anche lui avesse avuto problemi con i due profili che utilizzava per gestire la pagina. La sua risposta è stata affermativa, e da allora né io né lui siamo ancora riusciti a riavere indietro i nostri account pur avendo inviato a facebook le foto dei nostri documenti di identità richiesti per il riconoscimento. A questo punto, visto che ormai son passati quasi quattro mesi, è probabile che non li riavremo più indietro, e che la pagina sia andata persa per sempre (l’unica nota positiva è che non è stata eliminata, e quindi tutti i meme sono ancora visibili e a disposizione di chiunque voglia condividerli). Nonostante tutto la gestione insieme a Mike di Guerriglia Memetica è stata per me una bella esperienza, che mi ha permesso di condividere la mia visione del mondo con altri spiriti affini e di ricevere apprezzamento per le mie creazioni grafiche, che non mi aspettavo potessero riscuotere tanto successo. Detto ciò, la storia della pagina finisce qua, e non mi resta che concludere l’articolo augurandomi di avere altrettanto successo anche con questo blog.

Un commento su “La vera storia di Guerriglia Memetica Blackpillata”

  1. Anche gli amici di Gigapill Italia hanno dato vita ad Agosto 2019 a un interessante e importante progetto Redpill, anch’essi prima di voi iniziarono come laboratorio meme.
    Da Agosto 2019 ad oggi hanno rifatto da zero 9 gruppi Facebook e un admin è in causa con Facebook e ha chiesto risarcimento danni per il vostro stesso problema, anch’egli ha perso di punto in bianco il suo account personale che utilizza dal 2009 nonostante non avesse in alcun modo violato il regolamento di Facebook e nonostante avesse inoltrato i propri documenti di riconoscimento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *