Mia intervista su Class Alfa

Molti di voi conosceranno Cinico/Comandante Risorto/Incel Italia, blogger ed ex youtuber pluri-bannato dal Leviatano politically correct, che oggi gestisce il sito Class Alfa che consiglio a tutti di visitare.

Cinico, con cui frequento gli stessi spazi forumistici a tema incel/redpill da quasi una decade, mi ha concesso l’onore di essere intervistato per la prima puntata del suo nuovo podcast “Fuorilegge”, che pote ascoltare qui sopra o direttamente sul suo blog.

Per chi non avesse voglia di ascoltare tutto l’audio (o dovesse trovare troppo fastidiosa la mia voce, mi scuso ma per via del fuso orario ho dovuto parlare sommessamente perché qua in Italia era notte fonda), riporterò di seguito il contenuto dell’intervista per sommi capi. Buon ascolto e buona lettura!

Dopo i saluti e le presentazioni al pubblico di rito, passiamo ad analizzare il mutamento antropologico avvenuto nell’ultimo decennio circa nell’ambito delle relazioni tra i due sessi, dovuto principalmente alla diffusione di massa di social e app di incontri che hanno favorito un estremo aumento dell’ipergamia e della pretenziosità femminili.

Dopo una breve parentesi in cui rievochiamo le nostre prime esperienze forumistiche a seguito dell’impatto con queste mutate dinamiche, analizziamo come alle donne convenga perpetuare una visione generale per così dire “bluepillata” del rapporto tra i sessi, in modo da poter continuare ad avere a loro disposizione innumerevoli zerbini sotto-soglia che le riempiono di omaggi e attenzioni con la (vana) speranza di essere contraccambiati con favori di natura sentimentale e/o sessuale che invece esse concedono solo a chi soddisfa gli elevatissimi requisiti da loro richiesti per quanto riguarda la triade LMS.

A tal proposito rievoco uno squisito aneddoto risalente a qualche anno fa, quando prima del mio ban perpetuo da Facebook mi era capitato di leggere il commento di un ragazzo esteticamente assai sotto-soglia il quale riteneva ingenuamente che se le donne sono restie a concedersi è perché sarebbe in vigore una presunta società patriarcale che giudicandole in base alla loro sessualità le spingerebbe a mantenersi caste per non venire ostracizzate. E chi glielo spiega a questo ingenuotto che le donne non ci pensano due volte a concedersi a un belloccio appena conosciuto nel cesso lurido di una discoteca, mentre se lui viene schifato è molto probabilmente a causa del suo aspetto estetico non propriamente eccelso?

Da qui passiamo a ribadire l’assunto secondo cui una maggiore liberazione sessuale non coincide affatto con una più ampia distribuzione dei rapporti sessuali a beneficio della totalità dei maschi, come ingenuamente credevano i giovani uomini intervistati a riguardo da Pier Paolo Pasolini negli anni ’60. Infatti, quando le donne si trovano in una situazione in cui possono passare da un partner all’altro senza creare legami stabili con uno soltanto, è ovvio che esse andranno a “distribuirsi” tra coloro con fattori LMS più elevati mentre gli uomini sotto-soglia rimangono al palo o devono sgomitare tra una moltitudine di altri poveri cristi per contendersi le “rimanenze”.

Questa situazione è ulteriormente peggiorata dal retaggio del culto mariano di matrice cattolica e da quello stilnovista della “donna angelicata” che ancora rimangono assai radicati nell’inconscio collettivo del nostro Paese, e che negli ultimi anni sono andati ad amalgamarsi con la sempre più forte ideologia femminista portando a sciogliere idealmente le donne da qualsiasi legame familiare, morale e sociale, al contempo giustificandole sempre e comunque per qualsiasi loro azione.

Tutto ciò ovviamente ha aggravato una crisi già latente in tutti i Paesi di cultura cosiddetta “occidentale”, caratterizzati da un’ideologia fondata sul liberalismo di matrice anglosassone che favorisce l’atomizzazione dell’individuo focalizzata sul consumo e la competizione, piuttosto che il mantenimento dei legami di solidarietà comunitaria.

Si va quindi ad analizzare come lo spostamento delle relazioni tra i sessi da un ambito fisico ad uno digitale abbia favorito enormemente l’aumento esponenziale dell’ipergamia delle donne, che mentre prima erano costrette a selezionare i propri partner all’interno della rosa relativamente ristretta dei propri conoscenti o comunque di individui con cui dovevano prima entrare fisicamente in contatto, ora possono sceglierli dalla lista infinita dei pretendenti che si propongono loro matchandole su tinder o contattandole su instagram.

Ovviamente questa situazione getta sempre più uomini nella solitudine e nella disperazione aggravando la cosiddetta “crisi del maschio”, poiché pur di ottenere un minimo di attenzioni femminili essi tendono molto di più a fare da zerbini e addirittura a sostenere la causa femminista, contribuendo a spingere ancor di più la società verso il baratro mentre magari la loro collega universitaria sinistroide alla quale ambiscono si fa sfondare da un belloccio neo-nazista.

Per quanto riguarda poi le prospettive future della redpill e della questione maschile, sottolineo come queste non si prospettino affatto rosee perché con l’attuale impostazione il mainstream non si mostra affatto bendisposto nei confronti di tale istanze, spingendo invece per la loro criminalizzazione aprioristica. Se mai emergeranno degli spiragli per una ristrutturazione della società, ciò avverrà solamente quando la maggior parte degli uomini si sveglierà dal torpore indotto dalla martellante propaganda di politici, mass media e influencer e deciderà di attivarsi per cambiare le cose.

A tal proposito indirizzo una critica non solo nei confronti della sinistra, compresa quella cosiddetta “antagonista”, che ignora i disagi dell’uomo eterosessuale medio per concentrarsi esclusivamente sulle problematiche, reali o meno, che interessano donne e minoranze varie, ma anche della destra, inclusa quella “radicale”, la quale anziché opporsi alle derive disfunzionali che oggi caratterizzano il rapporto tra i sessi non fa altro che giustificarle deresponsabilizzando le donne sempre e comunque.

A fronte di ciò, elogio invece l’atteggiamento tenuto nei confronti della questione maschile da parte di quelle forze che vengono sprezzantemente tacciate di “rossobrunismo” ad opera delle forze liberali. Si va dal Partito Comunista di Rizzo, che alle ultime comunali di Roma ha candidato l’attivista Fabrizio Marchi, ai ragazzi del Britney National Party, per i quali ho scritto la prefazione e collaborato all’editing per il “Manifesto Nazional-Bolscevico” di Karl Otto Paetel da loro pubblicato in italiano, passando per i jucheisti italiani che collaborano con Gigapill.

Purtroppo il tempo è tiranno e ci avviamo quindi verso la conclusione dell’intervista confrontando le varie generazioni e constatando come millennial e zoomer siano totalmente ingabbiati dal sistema attuale, essendogli stato questo inculcato fin dalla più tenera età nella più totale assenza di alternative.

Ringrazio nuovamente Cinico per avermi concesso l’occasione di partecipare al suo podcast, e spero di poter ripetere l’esperienza in un futuro prossimo!

2 pensieri riguardo “Mia intervista su Class Alfa”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *