Il crossover che nessuno si aspettava!

Ritorno a postare sul blog, dopo un periodo di inattività dovuto a vacanze estive e depressione, per segnalare l’uscita di un libro pubblicato dai ragazzi del Britney National Party a cui io ho collaborato (ovviamente a titolo gratuito) per la traduzione e l’editing, e per il quale ho scritto un’introduzione in cui tra le altre tematiche tocco anche la “questione incel” in quanto problema pressante che colpisce sempre più giovani maschi che quando non sono ignorati vengono criminalizzati dal dibattito pubblico e dagli esponenti dei partiti politici liberali e para-liberali. Il volume in questione è il “Manifesto Nazional Bolscevico” di Karl Otto Paetel, da oggi disponibile su Amazon (ricordate sempre: cavalcare la tigre utilizzando il sistema per abbattere il sistema).

La copertina del libro. Figa eh?

Ci si potrebbe chiedere perché io abbia deciso di collaborare a un progetto così smaccatamente politicizzato. E la risposta è, come ho sempre affermato, che la soluzione alla “questione incel” può essere soltanto di tipo politico. E tale soluzione non può certo prospettarsi all’interno dell’agone politico odierno, di matrice liberal-individualista e quindi totalmente avulso dai problemi sociali e collettivi scaturiti dal medesimo assetto. Si pensi ad esempio al fatto che persino i movimenti e partiti in teoria più “radicali”, sia a destra che a sinistra, finora hanno osteggiato le rivendicazioni avanzate dagli incel schierandosi apertamente su posizioni femministe o para-femministe (si vedano ad esempio le dichiarazioni a riguardo di vari esponenti di CasaPound o di Potere al Popolo), con l’unica lodevole eccezione costituita dal Partito Comunista di Marco Rizzo che ha candidato alle elezioni comunali di Roma che si terranno il 3 e il 4 ottobre un noto esponente della questione maschile, Fabrizio Marchi, che nel corso della sua lunga carriera di attivista si è espresso più volte in favore dei celibi involontari. C’è da sperare che questa apertura sia più che strumentale, ma in ogni caso costituisce un segnale del fatto che, se la questione maschile (e di conseguenza la “questione incel”) verrà accettata all’interno del dibattito pubblico, potrà esserlo soltanto in seno a un partito anti-liberale, che guardi ancora al benessere della collettività e non si focalizzi esclusivamente sui bisogni artificiosi ed individualistici dell’edonismo liberal-capitalista di matrice post-moderna.

Video creato dal BNP per promuovere il libro di Paetel

Non a caso anche Paetel nel suo “Manifesto Nazional Bolscevico” pone l’accento sull’importanza dello spirito comunitario, e sempre non a caso anche lui aveva riposto le proprie speranze (poi deluse) nel Partito comunista tedesco, in seguito alla pubblicazione da parte di quest’ultimo del “Programma per la liberazione nazionale e sociale del popolo della Germania” del 1930, che oltre alle rivendicazioni sociali di matrice comunista conteneva anche numerose istanze nazionaliste tese a gettare un ponte verso i gruppi rivoluzionari di destra con lo scopo di costruire un’opposizione al sistema liberal-capitalista di Weimar, scaturito dalla pace di Versailles imposta dalle potenze imperialiste occidentali.

Anche io nella mia introduzione al libro di Paetel sottolineo come oggi sia più che mai necessario un superamento delle categorie di “destra” e “sinistra” così come del dogma “fascismo/antifascismo”, affinché le varie anime di entrambi i fronti che siano veramente alternative all’attuale ordine liberale possano unirsi e collaborare avendo come fine il suo superamento. Questa tesi non è certo nuova, e oltre che negli autori tedeschi di orientamento nazional-bolscevico la possiamo ritrovare anche nelle opere del nostrano Franco Freda, ad esempio, o del russo Aleksandr Dugin. Oggi nel nostro Paese sono in pochi a portarla avanti, e tra quei pochi figurano i ragazzi del Britney National Party con i quali ho avuto il piacere di collaborare in questo frangente, con la speranza di far durare ulteriormente questo sodalizio e portarlo ancora oltre. Del resto, il superamento delle artificiose divisioni tra “destra” e “sinistra” in nome della lotta comune al liberalismo è l’unico modo possibile per garantire all’Italia un futuro autonomo senza più ingerenze da parte dei “padroni” statunitensi (a prescindere dal fatto che il POTUS sia democratico o repubblicano), della NATO e dell’UE, e in sintonia con altri Paesi che supportino una visione geopolitica globale multipolare e non imperialista. Ça va sans dire che in un contesto socio-politico in cui il liberalismo venga sconfitto molto probabilmente verrebbero meno anche tutti quei fattori che attualmente determinano non solo il dominio della retorica femminista nell’opinione pubblica, ma anche una condizione di celibato involontario per milioni di giovani maschi. Non possiamo far altro quindi che augurarci un tale esito futuro, e leggere il “Manifesto Nazional Bolscevico” di Paetel è un ottimo punto di partenza per iniziare ad elaborare un’alternativa allo stato di cose vigente.

7 pensieri riguardo “Il crossover che nessuno si aspettava!”

  1. Mi spiace che hai passato un periodo difficile, comunque volevo dirti che si è sentita l’assenza del Blog e che spero in futuro di poter leggere tanti altri articoli.
    Complimenti per la collaborazione col BNP.

    1. Grazie mille, purtroppo arrivare a quasi 30 anni senza aver mai ricevuto una minima attenzione femminile è devastante per la psiche ed è difficile riuscire a focalizzarsi su qualcosa che richiederebbe un impegno più o meno costante come un blog. Comunque spero di riuscire a postare almeno un articoletto al mese come facevo prima della pausa estiva.

  2. Acquistato immediatamente.

    La strada più ovvia è supportare il Partito Comunista di Rizzo ed infiltrarsi lì.

    ZIGAIL A TUTTI.

  3. Bentornato. Mi avvicino a questo tipo di lettura perché sono interessato alle tematiche sul lavoro salariato che è diventato un indegno ricatto ai danni delle fasce più vulnerabili. In pochi lustri si sono fagocitati decenni di lotte e sacrifici. Seguo le tematiche manosphere da un punto di vista mgtow e, come ho già scritto qui, non sono sempre d’accordo con l’ approccio incel, la visione tradizionalista non mi ha mai convinto perché la ritengo altrettanto deleteria e controproducente tanto è vero che femminismo e tradizionalismo sembrano essere fatte l’ uno per l’ altro più di quanto si immagini soprattutto grazie al trasformismo del primo. Comunque sarebbe troppo lungo affrontarlo in poche righe, intanto però continuerò a leggervi. Un saluto

    1. Grazie mille, ricordo il tuo nickname e mi fa piacere sapere che ci segui ancora. Ora a inizio ottobre vedrò di pubblicare sul blog un articolo di supporto alla candidatura alle comunali di Roma da parte di Fabrizio Marchi.

  4. I nazional-bolscevichi sarebbero la alt-left?
    Ancora la stessa retorica all’infinito. Che tristezza.

    1. Non sapevo cosa fosse l’alt-left, ho cercato su google e a quanto ho capito è un termine che i liberali utilizzano per etichettare e stigmatizzare la sinistra patriottica anti-capitalista e anti-liberale. Non so quanto questo termine, nato da pochissimo, possa essere idoneo a descrivere un’ideologia sorta nel primo dopoguerra se non prima.

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