Socialismo e potere sessuale

Fondamenti del pensiero legato alla manosphere e alla critica della società moderna
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Hoppe
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Re: Socialismo e potere sessuale

Messaggio da Hoppe » 01/12/2021, 19:12

Myers ha scritto: ↑
01/12/2021, 17:39
Io invece vedo un forte parallelismo tra capitalismo e libertinismo, almeno nei loro principi fondanti.
Solo a livello teorico. In effetti c'è un parallelismo in quanto entrambi i sistemi si giustificano con la pretesa che libertà --> felicità individuale senza ripercussioni a livello collettivo. Però nella pratica la maggioranza dei proponenti del libertinismo sociale sono stati a sinistra. Ci sono più conservatori sociali tra le persone pro-mercato che tra i socialisti. Non ti insospettisce la cosa?

Quello che io penso è che anche se assurdo se visto attraverso la tua analisi, se la si vede da un altro punto di vista più panoramico ha senso.
Vedi, la società dell'800 era sia meno libertaria di oggi, con più restrizioni sociali, ma anche più libertà economica sotto un altro punto di vista (meno tasse, meno spesa statale, meno restrizioni varie agli imprenditori, anche se anche lì c'era corruzione e intervento statale in certi settori almeno in Italia). Successivamente è aumentata l'ingerenza dello stato a livello economico e parallelamente anche i costumi si sono liberalizzati. Qualcosa non torna.

E invece se riflettiamo su cosa è la sinistra, ha senso. La prima sinistra era liberale, in linea di massima pro-mercato (anche se fin da subito c'erano alcuni pensatori socialisti), pro democrazia parlamentare, più o meno antimonarchica. Questo perché l'obiettivo era liberarsi dal controllo del re e della chiesa per aumentare il potere politico/economico della classe nobiliare (eh sì, tra i primi rivoluzionari c'erano nobili che si opponevano a Luigi XVI, e ironicamente sono finiti in buona parte ghigliottinati, vittime del mostro che avevano creato) e borghese. Una volta raggiunti questi obiettivi, per espandere ancora di più il proprio potere la sinistra (che come capiamo adesso non è fissa, ma si muove: è un movimento psicopolitico usato dalle elite per conservare ed espandere il proprio potere!) si sposta su posizioni sempre più egalitarie per appianare le differenze tra i ceti sociali. Quindi il libero mercato adesso diventa "di destra" e nasce il movimento socialista che è "di sinistra". Fino alla fine del XIX secolo c'erano liberali a sinistra e conservatori a destra. Entrambi in linea di massima pro-mercato ma con il passare degli anni i liberali diventano più socialisti. Le ideologie si evolvono, ma sempre verso sinistra.
Cosa è la sinistra è spiegato benissimo in questo saggio sullo squisito sito counter-currents: https://counter-currents.com/2019/06/wh ... -part-one/

La sinistra desidera affrancare gli individui dai vincoli della natura e della società, creando così società dove tutti sono "liberi e uguali".
Ovviamente questo è impossibile perché non ci si può ribellare alle leggi della natura (che sono alle basi anche ovviamente delle società umane) e quindi il risultato saranno molte contraddizioni (come questa sulla sessualità che stiamo vedendo) che i sinistri vorrebbero risolvere con ancora più libertà e uguaglianza, sopratutto uguaglianza :)) (non era vero comunismo!1! :honk:)
I liberismo a differenza del socialismo utopico riconosce le leggi dell'economia (domanda/offerta, inflazione della moneta e il suo effetto sui prezzi, l'importanza dell'imprenditore nell'innovazione, il problema del calcolo economico, l'importanza della preferenza temporale) esattamente come i reazionari redpillati come Roger Devlin riconoscono la natura della sessualità umana e entrambi vogliono incanalare questa conoscenza verso la creazione di società funzionali. Detto questo credo che anche abolire lo stato e creare una società retta da principi anarcocapitalisti porti a una evoluzione più o meno rapida e indolore a regimi monarchici assoluti (e come dice Moldbug: "real libertarianism is absolute monarchy", un po' esoterico ma è così :smile:). E inoltre i privati possono danneggiare la società in vari modi (lobby, finanziamento di gruppi sovversivi, NGO, propaganda nei media ecc) e quindi lo stato in quei casi dovrebbe fermarli per il bene comune. L'arte del governo sta nel capire quando è opportuno intervenire.
La sinistra non riconosce il valore della libertà in economia perché il fatto che i soldi non crescano sugli alberi e che bisogna lavorare per campare non piace, non gli piaccono la responsabilità individuale e i doveri perché ci limitano. La proprietà privata e la sua distribuzione diseguale limitano la capacità di tutte le persone di usufruirne. Una cosa vera ma se la proprietà fosse distribuita in modo diverso secondo i desideri di una commissione statale non è detto che la società diventi più funzionale. Anche i poveri beneficiano sul lungo periodo degli investimenti degli imprenditori e delle invenzioni prodotte dai privati in cerca di profitto.
Quindi per concludere riassumendo la proprietà privata e la morale tradizionale limitano l'individuo: la sinistra quindi supporta lo stato sociale e il liberalismo sociale più estremo (matrimonio+adozione per lgbtq+, ormoni e cambio di sesso gratuito per i minorenni, aborto anche dopo 3 mesi di gravidanza, immigrazione di massa senza limiti da paesi con culture e genetica completamente diversa, e chissà quante cose ci sono ancora).
In un mercato totalmente deregolamentato dove vige la libera iniziativa economica chiunque, se abbastanza bravo e fortunato, può emergere sulla massa e arricchirsi. E' la grande illusione del capitalismo, quella su cui è nato il mito del self-made man, l'uomo che partendo povero si è fatto da solo. Tutto bello sulla carta, se non fosse che in realtà pochissimi hanno i mezzi e le capacità per farlo. Tutti gli altri fanno la fame o sono costretti a una vita di precariato e lavori sottopagati.
Milioni di persone partendo da zero si sono fatti una buona carriera e hanno fatto famiglie numerose. In america in particolare milioni di europei senza niente sono riusciti ad avere successo. Avevano intelligenza e sopratutto etica del lavoro. Se l'america dell'800 che era il far-west economico attraeva così tanti immigrati un motivo di sicuro c'era, forse non era così male. Invece tutti i regimi statalisti hanno fallito (la Cina che per ora ha un sistema misto è cresciuta molto ma vedremo quanto durerà ancora questa crescita economica).
Con l'amore e il sesso è la stessa cosa. In un mercato relazionale deregolamentato, ovvero dove non esistono più il bigottismo, le pressioni sociali, la morale cattolica, dove sono caduti i tabù e tutto è lasciato alla libera iniziativa del singolo, chiunque può avere tutte le donne che desidera in linea puramente teorica perchè le donne sono libere di fare ciò che vogliono. Non c’è più nessuno che giudica male Maria perchè frequenta due ragazzi contemporaneamente o perchè cambia fidanzato ogni sabato sera, perchè “il corpo è mio e lo gestisco io”. E guai se non fosse così! Sarai mica un maschio bianco etero con idee medievali che vuole dire alle donne cosa devono e cosa non devono fare?!

Quindi mentre una volta ti ammazzavi di seghe nei tuoi anni migliori, a 25 anni ti sposavi una scelta tua famiglia e quella ti tenevi per tutta la vita -> fine dei giochi, oggi se sei sufficientemente fortunato e capace, in linea teorica puoi avere tutte le donne che desideri e dare sfogo alla tua innata poligamia.
E' la grande illusione che ha ammaliato almeno 2 generazioni di uomini: più libertà sessuale = più sesso per tutti.
Puoi avere 10 donne diverse in un anno, andare in discoteca e farti segare sulla pista da ballo da una sconosciuta, puoi uscire con la tua amica di Tinder e ricevere un BJ con ingoio 5 minuti dopo che vi siete presentati, e l'indomani fare threesome con la tua fidanzata e sua cugina. Non esistono più limiti e divieti di sorta.
In linea teorica potresti anche cambiare una ragazza a sera.
Teorica appunto, perchè chiunque ha capito come gira il mondo, sa che tra la teoria e la pratica ci sta un abisso.
E la pratica è che nel mercato libero esistono vincenti e perdenti. E' impossibile che tutti gli uomini abbiano accesso allo stesso modo al corpo femminile, perchè ogni volta che tizio seduce una donna, la sta sottraendo a caio e a sempronio che la desideravano con tutte le forze e rimangono a bocca asciutta. E che magari avevano bisogno di quella donna più dell’aria che respirano, mentre per tizio è solo l’ennesima figurina della sua collezione.
E' quello che Houellebecq chiama "Dominio della Lotta".
Nel Dominio della Lotta, la felicità di uno è l’infelicità di tanti. Esattamente come i miliardi fatturati da Amazon sono gli spiccioli sottratti a tanti piccoli negozianti.

Non solo.

Nei grandi numeri si ha un abbassamento complessivo dell’utilità marginale, e chi ha studiato economia sa di cosa parlo.
All'aumentare del consumo di un bene, la soddisfazione che quel bene porta all'individuo, diminuisce. In pratica, i prossimi 100.000 euro fatturati da Amazon, Jeff Bezos neanche li vede, mentre per il negozietto sotto casa sono l’ago della bilancia tra il continuare a lavorare e il chiudere bottega. Allo stesso modo, la 100esima donna sedotta da un chad, produce in lui molta meno soddisfazione di quella che produrrebbe la prima donna in un Varg o in un favaduck.
Risultato? Sul piano economico i negozietti piano piano chiudono, ma le persone che ci lavoravano devono in qualche modo vivere, quindi da elementi produttivi della società che pagano le tasse (se le pagano!), si trasformeranno in disoccupati, peseranno sul welfare e qualcuno andrà anche a rubare.
Sul piano sessuale chi è cronicamente invisibile al sesso femminile, cadrà in depressione, diventerà improduttivo (NEET), qualcuno sbroccherà e farà un omicidio (Antonio De Marco), qualcun altro una strage (ER, Minassian), qualcuno si suiciderà perchè il fardello che deve portare è diventato insostenibile, e qualcuno andrà a portare i suoi averi, la sua forza lavoro o il suo intelletto all'estero dove ha più possibilità di essere considerato un uomo e non un verme.

Quei discorsi da nostalgici che sfociano spesso in sogni a occhi aperti (leggi: coping), hanno un fondamento perchè l'equidistribuzione del sesso, analogamente alla ricchezza, migliorerebbe la società per tutti.
Certo, che non ci sia una perfetta equità sul piano sessuale è normale, ci sarà sempre qualcuno che ha un po' di più e qualcun altro che ha un po' di meno, ma di questo passo nel giro di un paio di generazioni arriveremo a livelli di turbocapitalismo sudamericano: i ricchissimi grattacieli di Buenos Aires, e subito dietro l'angolo le favelas.
Vero ma il sesso non si accumula come il denaro. L'equidistribuzione del denaro non creerebbe una società migliore perché ciruzzo o puzzone spenderebbe i soldi in cazzate tipo vestiti, champagne, macchine sportive, mentre Skin e Damned li investirebbero in borsa o li spenderebbero per aumentare la propria produttività (corsi professionali, oppure aprirebbero una azienda di consulenze).

Inoltre se le donne fanno sesso con Chad senza neanche figliare sul lungo periodo ci si estingue, o più semplicemente la popolazione invecchia e si riduce così tanto che non si riesce più a mantenere i vecchi --> i politici aprono le porte all'immigrazione e si viene sostituiti da altri popoli.

Se un multimilionario tiene i soldi in banca (l'analogo della donna media che non la dà al pariestetico) questi sono a disposizione di altri imprenditori che li potranno usare per eventuali investimenti.
Se li tiene nel suo caveau personale, automaticamente i soldi in circolazione varranno di più (se hai studiato economia lo dovresti sapere :wink:). Uno che lavora e non spende non rende la società più povera, ma più ricca. È come se stesse lavorando gratis, in un certo senso.


@Millennial Doomer @_Brutton_
[...] non so mi guardo allo specchio e si ho dei difetti ovvio, ma mi piaccio non vedo perche una donna non dovrebbe volere il mio seme, stiamo scherzando lol? IO sono un grande, un figo, una donna dovrebbe essere grata del mio seme.

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Crimson
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Re: Socialismo e potere sessuale

Messaggio da Crimson » 01/12/2021, 19:49

Hoppe ha scritto: ↑
01/12/2021, 19:12
Myers ha scritto: ↑
01/12/2021, 17:39
Io invece vedo un forte parallelismo tra capitalismo e libertinismo, almeno nei loro principi fondanti.
Solo a livello teorico. In effetti c'è un parallelismo in quanto entrambi i sistemi si giustificano con la pretesa che libertà --> felicità individuale senza ripercussioni a livello collettivo. Però nella pratica la maggioranza dei proponenti del libertinismo sociale sono stati a sinistra. Ci sono più conservatori sociali tra le persone pro-mercato che tra i socialisti. Non ti insospettisce la cosa?

Quello che io penso è che anche se assurdo se visto attraverso la tua analisi, se la si vede da un altro punto di vista più panoramico ha senso.
Vedi, la società dell'800 era sia meno libertaria di oggi, con più restrizioni sociali, ma anche più libertà economica sotto un altro punto di vista (meno tasse, meno spesa statale, meno restrizioni varie agli imprenditori, anche se anche lì c'era corruzione e intervento statale in certi settori almeno in Italia). Successivamente è aumentata l'ingerenza dello stato a livello economico e parallelamente anche i costumi si sono liberalizzati. Qualcosa non torna.

E invece se riflettiamo su cosa è la sinistra, ha senso. La prima sinistra era liberale, in linea di massima pro-mercato (anche se fin da subito c'erano alcuni pensatori socialisti), pro democrazia parlamentare, più o meno antimonarchica. Questo perché l'obiettivo era liberarsi dal controllo del re e della chiesa per aumentare il potere politico/economico della classe nobiliare (eh sì, tra i primi rivoluzionari c'erano nobili che si opponevano a Luigi XVI, e ironicamente sono finiti in buona parte ghigliottinati, vittime del mostro che avevano creato) e borghese. Una volta raggiunti questi obiettivi, per espandere ancora di più il proprio potere la sinistra (che come capiamo adesso non è fissa, ma si muove: è un movimento psicopolitico usato dalle elite per conservare ed espandere il proprio potere!) si sposta su posizioni sempre più egalitarie per appianare le differenze tra i ceti sociali. Quindi il libero mercato adesso diventa "di destra" e nasce il movimento socialista che è "di sinistra". Fino alla fine del XIX secolo c'erano liberali a sinistra e conservatori a destra. Entrambi in linea di massima pro-mercato ma con il passare degli anni i liberali diventano più socialisti. Le ideologie si evolvono, ma sempre verso sinistra.
Cosa è la sinistra è spiegato benissimo in questo saggio sullo squisito sito counter-currents: https://counter-currents.com/2019/06/wh ... -part-one/

La sinistra desidera affrancare gli individui dai vincoli della natura e della società, creando così società dove tutti sono "liberi e uguali".
Ovviamente questo è impossibile perché non ci si può ribellare alle leggi della natura (che sono alle basi anche ovviamente delle società umane) e quindi il risultato saranno molte contraddizioni (come questa sulla sessualità che stiamo vedendo) che i sinistri vorrebbero risolvere con ancora più libertà e uguaglianza, sopratutto uguaglianza :)) (non era vero comunismo!1! :honk:)
I liberismo a differenza del socialismo utopico riconosce le leggi dell'economia (domanda/offerta, inflazione della moneta e il suo effetto sui prezzi, l'importanza dell'imprenditore nell'innovazione, il problema del calcolo economico, l'importanza della preferenza temporale) esattamente come i reazionari redpillati come Roger Devlin riconoscono la natura della sessualità umana e entrambi vogliono incanalare questa conoscenza verso la creazione di società funzionali. Detto questo credo che anche abolire lo stato e creare una società retta da principi anarcocapitalisti porti a una evoluzione più o meno rapida e indolore a regimi monarchici assoluti (e come dice Moldbug: "real libertarianism is absolute monarchy", un po' esoterico ma è così :smile:). E inoltre i privati possono danneggiare la società in vari modi (lobby, finanziamento di gruppi sovversivi, NGO, propaganda nei media ecc) e quindi lo stato in quei casi dovrebbe fermarli per il bene comune. L'arte del governo sta nel capire quando è opportuno intervenire.
La sinistra non riconosce il valore della libertà in economia perché il fatto che i soldi non crescano sugli alberi e che bisogna lavorare per campare non piace, non gli piaccono la responsabilità individuale e i doveri perché ci limitano. La proprietà privata e la sua distribuzione diseguale limitano la capacità di tutte le persone di usufruirne. Una cosa vera ma se la proprietà fosse distribuita in modo diverso secondo i desideri di una commissione statale non è detto che la società diventi più funzionale. Anche i poveri beneficiano sul lungo periodo degli investimenti degli imprenditori e delle invenzioni prodotte dai privati in cerca di profitto.
Quindi per concludere riassumendo la proprietà privata e la morale tradizionale limitano l'individuo: la sinistra quindi supporta lo stato sociale e il liberalismo sociale più estremo (matrimonio+adozione per lgbtq+, ormoni e cambio di sesso gratuito per i minorenni, aborto anche dopo 3 mesi di gravidanza, immigrazione di massa senza limiti da paesi con culture e genetica completamente diversa, e chissà quante cose ci sono ancora).
In un mercato totalmente deregolamentato dove vige la libera iniziativa economica chiunque, se abbastanza bravo e fortunato, può emergere sulla massa e arricchirsi. E' la grande illusione del capitalismo, quella su cui è nato il mito del self-made man, l'uomo che partendo povero si è fatto da solo. Tutto bello sulla carta, se non fosse che in realtà pochissimi hanno i mezzi e le capacità per farlo. Tutti gli altri fanno la fame o sono costretti a una vita di precariato e lavori sottopagati.
Milioni di persone partendo da zero si sono fatti una buona carriera e hanno fatto famiglie numerose. In america in particolare milioni di europei senza niente sono riusciti ad avere successo. Avevano intelligenza e sopratutto etica del lavoro. Se l'america dell'800 che era il far-west economico attraeva così tanti immigrati un motivo di sicuro c'era, forse non era così male. Invece tutti i regimi statalisti hanno fallito (la Cina che per ora ha un sistema misto è cresciuta molto ma vedremo quanto durerà ancora questa crescita economica).
Con l'amore e il sesso è la stessa cosa. In un mercato relazionale deregolamentato, ovvero dove non esistono più il bigottismo, le pressioni sociali, la morale cattolica, dove sono caduti i tabù e tutto è lasciato alla libera iniziativa del singolo, chiunque può avere tutte le donne che desidera in linea puramente teorica perchè le donne sono libere di fare ciò che vogliono. Non c’è più nessuno che giudica male Maria perchè frequenta due ragazzi contemporaneamente o perchè cambia fidanzato ogni sabato sera, perchè “il corpo è mio e lo gestisco io”. E guai se non fosse così! Sarai mica un maschio bianco etero con idee medievali che vuole dire alle donne cosa devono e cosa non devono fare?!

Quindi mentre una volta ti ammazzavi di seghe nei tuoi anni migliori, a 25 anni ti sposavi una scelta tua famiglia e quella ti tenevi per tutta la vita -> fine dei giochi, oggi se sei sufficientemente fortunato e capace, in linea teorica puoi avere tutte le donne che desideri e dare sfogo alla tua innata poligamia.
E' la grande illusione che ha ammaliato almeno 2 generazioni di uomini: più libertà sessuale = più sesso per tutti.
Puoi avere 10 donne diverse in un anno, andare in discoteca e farti segare sulla pista da ballo da una sconosciuta, puoi uscire con la tua amica di Tinder e ricevere un BJ con ingoio 5 minuti dopo che vi siete presentati, e l'indomani fare threesome con la tua fidanzata e sua cugina. Non esistono più limiti e divieti di sorta.
In linea teorica potresti anche cambiare una ragazza a sera.
Teorica appunto, perchè chiunque ha capito come gira il mondo, sa che tra la teoria e la pratica ci sta un abisso.
E la pratica è che nel mercato libero esistono vincenti e perdenti. E' impossibile che tutti gli uomini abbiano accesso allo stesso modo al corpo femminile, perchè ogni volta che tizio seduce una donna, la sta sottraendo a caio e a sempronio che la desideravano con tutte le forze e rimangono a bocca asciutta. E che magari avevano bisogno di quella donna più dell’aria che respirano, mentre per tizio è solo l’ennesima figurina della sua collezione.
E' quello che Houellebecq chiama "Dominio della Lotta".
Nel Dominio della Lotta, la felicità di uno è l’infelicità di tanti. Esattamente come i miliardi fatturati da Amazon sono gli spiccioli sottratti a tanti piccoli negozianti.

Non solo.

Nei grandi numeri si ha un abbassamento complessivo dell’utilità marginale, e chi ha studiato economia sa di cosa parlo.
All'aumentare del consumo di un bene, la soddisfazione che quel bene porta all'individuo, diminuisce. In pratica, i prossimi 100.000 euro fatturati da Amazon, Jeff Bezos neanche li vede, mentre per il negozietto sotto casa sono l’ago della bilancia tra il continuare a lavorare e il chiudere bottega. Allo stesso modo, la 100esima donna sedotta da un chad, produce in lui molta meno soddisfazione di quella che produrrebbe la prima donna in un Varg o in un favaduck.
Risultato? Sul piano economico i negozietti piano piano chiudono, ma le persone che ci lavoravano devono in qualche modo vivere, quindi da elementi produttivi della società che pagano le tasse (se le pagano!), si trasformeranno in disoccupati, peseranno sul welfare e qualcuno andrà anche a rubare.
Sul piano sessuale chi è cronicamente invisibile al sesso femminile, cadrà in depressione, diventerà improduttivo (NEET), qualcuno sbroccherà e farà un omicidio (Antonio De Marco), qualcun altro una strage (ER, Minassian), qualcuno si suiciderà perchè il fardello che deve portare è diventato insostenibile, e qualcuno andrà a portare i suoi averi, la sua forza lavoro o il suo intelletto all'estero dove ha più possibilità di essere considerato un uomo e non un verme.

Quei discorsi da nostalgici che sfociano spesso in sogni a occhi aperti (leggi: coping), hanno un fondamento perchè l'equidistribuzione del sesso, analogamente alla ricchezza, migliorerebbe la società per tutti.
Certo, che non ci sia una perfetta equità sul piano sessuale è normale, ci sarà sempre qualcuno che ha un po' di più e qualcun altro che ha un po' di meno, ma di questo passo nel giro di un paio di generazioni arriveremo a livelli di turbocapitalismo sudamericano: i ricchissimi grattacieli di Buenos Aires, e subito dietro l'angolo le favelas.
Vero ma il sesso non si accumula come il denaro. L'equidistribuzione del denaro non creerebbe una società migliore perché ciruzzo o puzzone spenderebbe i soldi in cazzate tipo vestiti, champagne, macchine sportive, mentre Skin e Damned li investirebbero in borsa o li spenderebbero per aumentare la propria produttività (corsi professionali, oppure aprirebbero una azienda di consulenze).

Inoltre se le donne fanno sesso con Chad senza neanche figliare sul lungo periodo ci si estingue, o più semplicemente la popolazione invecchia e si riduce così tanto che non si riesce più a mantenere i vecchi --> i politici aprono le porte all'immigrazione e si viene sostituiti da altri popoli.

Se un multimilionario tiene i soldi in banca (l'analogo della donna media che non la dà al pariestetico) questi sono a disposizione di altri imprenditori che li potranno usare per eventuali investimenti.
Se li tiene nel suo caveau personale, automaticamente i soldi in circolazione varranno di più (se hai studiato economia lo dovresti sapere :wink:). Uno che lavora e non spende non rende la società più povera, ma più ricca. È come se stesse lavorando gratis, in un certo senso.


@Millennial Doomer @_Brutton_
Ottima analisi.

L'unica cosa su cui non concordo al 100% è la parentesi economica finale. Ovviamente lasciare soldi depositati in banca aiuta gli istituti stessi (seppur con percentuali basse) a poter effettuare più prestiti. Di fatto quindi si aiuta ad aumentare la moneta prestata ad imprenditori e simili.

Uno che però tiene contante in caveau personale però secondo me al netto dell'effetto "scarsità" finirebbe per prevalere la contrazione del consumo, specialmente in riferimento ad alcuni beni di alto livello accessibili solo ai ricchi veri. Però sono tutti effetti marginalissimi, probabilmente a seconda del reale livello di ricchezza questi effetti potrebbero essere a volte positivi ed altre volte negativi.

Secondo me uno che lavora e non spende è qualcuno che, in una società come oggi, getta le basi per essere il più libero possibile domani. Sarebbe un sogno avere 10+mln di euro e poter mandare a fanculo apertamente i petalosi sapendo di poter vivere benissimo di rendita senza preoccuparsi di ostracismi vari del "regime". Sembra stiano per licenziare il conduttore dello "scandalo" della giornalista che ha ricevuto schiaffo sul culo perché ha detto qualcosa fuori posto.
La vera libertà per me in questi casi sarebbe poter dire "Si, non sono d'accordo e secondo me non è successo un cazzo, siete matti a vederci tutte ste cazzate dietro", girarsi ed andarsene a casa sapendo di non rischiare nulla e poter vivere super bene per il resto dei propri giorni.

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Re: Socialismo e potere sessuale

Messaggio da Stato d’Eccezione » 01/12/2021, 20:18

L’america dell’800/inizio ‘900 era un paese nuovo con un rapporto risorse/popolazione vantaggiosissimo, normale che pure i lavoratori più umili potessero fare fortuna.

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Bofocchino
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Re: Socialismo e potere sessuale

Messaggio da Bofocchino » 02/12/2021, 8:57

Hoppe ha scritto: ↑
01/12/2021, 19:12
Inoltre se le donne fanno sesso con Chad senza neanche figliare sul lungo periodo ci si estingue, o più semplicemente la popolazione invecchia e si riduce così tanto che non si riesce più a mantenere i vecchi --> i politici aprono le porte all'immigrazione e si viene sostituiti da altri popoli.
secondo te qual'è il motivo della forte spinta ad importare immigrati? E' partita dal 2008 in italia e in germania poi dal 2014

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Hoppe
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Re: Socialismo e potere sessuale

Messaggio da Hoppe » 02/12/2021, 11:26

_Brutton_ ha scritto: ↑
02/12/2021, 8:57
Hoppe ha scritto: ↑
01/12/2021, 19:12
Inoltre se le donne fanno sesso con Chad senza neanche figliare sul lungo periodo ci si estingue, o più semplicemente la popolazione invecchia e si riduce così tanto che non si riesce più a mantenere i vecchi --> i politici aprono le porte all'immigrazione e si viene sostituiti da altri popoli.
secondo te qual'è il motivo della forte spinta ad importare immigrati? E' partita dal 2008 in italia e in germania poi dal 2014
hai le date sbagliate, i motivi sono più di uno ripetuti varie volte sul forum: importare lavoratori per aumentare il pil e il gettito fiscale, e anche ideologici (società aperta, non si può discriminare ecc, e i piccoli cappelli pensano che la società multietnica sia meglio per loro perché possono nascondersi nella moltitudine e non ci sarà più un partito nazista quando i bianchi saranno minoranza)
[...] non so mi guardo allo specchio e si ho dei difetti ovvio, ma mi piaccio non vedo perche una donna non dovrebbe volere il mio seme, stiamo scherzando lol? IO sono un grande, un figo, una donna dovrebbe essere grata del mio seme.

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Alaricus Rex
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Re: Socialismo e potere sessuale

Messaggio da Alaricus Rex » 02/12/2021, 14:58

”Mike Litoris” ha scritto: ↑
30/11/2021, 14:36
È proprio l’avvento del bolscevismo che ha dato il là alla rivoluzione sessuale, poi cavalcata dagli americani decadi dopo, la lista sarebbe lunga ma basti pensare che appena caduto lo Zar le cose più urgenti erano il divorzio, l’aborto, negare la patria potestà, la famiglia, depenalizzare i froci, far brancolare i nudisti per Mosca e fare ministro la Kollontaj che propugnava l’amore e il sesso libero come strumenti di lotta politica (ricorda le femministe odierne, era avanguardia al suo tempo).
Come sanno gli studiosi di storia del diritto sovietico, appena saliti al potere i bolscevichi abrogarono in blocco il Codice penale e l’ordinamento giuridico zarista con il decreto n. 1 sui tribunali del 5 dicembre 1917 (http://soviethistory.msu.edu/1917-2/des ... es-courts/), affidando l’iniziativa legislativa ai giudici locali sulla base della “coscienza rivoluzionaria della giustizia”, nel fuoco della guerra civile incipiente. Di qui il vuoto normativo sull’omosessualità, di cui i legislatori sovietici si occuparono solo negli anni ’30 proprio perché avevano cose più importanti a cui pensare.

Lo stesso decreto del 18 novembre 1920 che legalizzò l’aborto precisava come si trattasse di una concessione provvisoria, valida solo «fino a quando le sopravvivenze morali del passato e le gravi condizioni economiche del presente costringeranno ancora una parte delle donne a decidersi per quest’operazione» (http://istmat.info/node/42778). Nel 1936 il socialismo era essenzialmente edificato e, venute meno le cause economico-sociali, quella concessione fu ritirata. Fu reintrodotta dai successori di Stalin che proprio per questo si attirarono le critiche dei gruppi antirevisionisti perfino in America: https://www.marxists.org/history/erol/c ... ction4.htm E anche allora in URSS fu giustificato con argomenti tecnico-sanitari, come misura per evitare gli aborti clandestini, e non come “diritto” individuale.

L’aborto era visto dai bolscevichi come un male necessario sotto il capitalismo e nella fase di transizione, non come un “diritto” della donna, perché la maternità era una questione sociale e non privata: https://www.hse.ru/data/2009/12/10/1225 ... easure.pdf Anche la Kollontaj, che non si definiva femminista, era di questo avviso e più tardi rivide le proprie convinzioni: «Nell’aprire alla donna l’accesso ad ogni sfera dell’attività creativa, il nostro Stato ha contestualmente assicurato tutte le condizioni necessarie perché ella potesse adempiere alla sua vocazione naturale – quella di madre che tira su i figli e di signora del focolare.

Fin dall’inizio, il diritto sovietico ha riconosciuto che la maternità non è una questione privata, ma il dovere sociale dell’attivo ed uguale cittadino femminile. Questa tesi è inscritta nella Costituzione. L’Unione Sovietica ha risolto uno dei problemi più importanti e complessi – come fare uso attivo del lavoro femminile in qualsiasi area senza che questo si svolga a detrimento della maternità» (Articoli e discorsi scelti, Edizioni Progress, Mosca 1984, p. 183). Vedi anche Lenin contro il liberalismo sessuale: https://www.ramispogli.it/forum/viewtop ... ead#p70768

Lenin denunciava come borghesi le rivendicazioni della libertà di adulterio, della libertà dalla procreazione e dalla serietà in amore: https://blog.libero.it/sintesi/5082258.html Nondimeno le prime leggi bolsceviche sul divorzio peccavano per eccesso di liberalismo, in quanto dirette contro la cultura del passato ed influenzate dalla convinzione avveniristica del primo marxismo sulla trasformazione dell’amore in rapporto unicamente privato, connessa alla prospettiva dell’estinzione dello Stato e dell’esaurimento della politica nella tecnologia. Engels e Lenin non avevano fatto i conti con la natura umana e con la psicologia evoluzionista, ma Stalin e soprattutto Kim Il Sung colmarono questa lacuna.

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Alaricus Rex
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Re: Socialismo e potere sessuale

Messaggio da Alaricus Rex » 02/12/2021, 16:04

Hoppe ha scritto: ↑
01/12/2021, 19:12
La sinistra desidera affrancare gli individui dai vincoli della natura e della società, creando così società dove tutti sono “liberi e uguali”.
Ovviamente questo è impossibile perché non ci si può ribellare alle leggi della natura (che sono alle basi anche ovviamente delle società umane) e quindi il risultato saranno molte contraddizioni (come questa sulla sessualità che stiamo vedendo) che i sinistri vorrebbero risolvere con ancora più libertà e uguaglianza, soprattutto uguaglianza :)) (non era vero comunismo!1! :honk:)
Questo è precisamente il motivo per cui la sinistra è estranea al socialismo, almeno per come viene inteso in Corea del nord, non a caso bollata come Stato fascista, omofobo e misogino dai sinistri occidentali. Secondo la filosofia del Juché, i “social bonds” che la sinistra vorrebbe abolire in nome della massima libertà individuale possibile sono proprio ciò che rende umano l’uomo, che lo distingue dagli altri animali e lo eleva attraverso norme giuridiche, morali, ecc. che soppiantano gli istinti naturali; abolire il condizionamento sociale significa far regredire l’uomo all’età della pietra e scatenare la lotta darwiniana per la sopravvivenza, con tutte le disuguaglianze che ne risultano. La sinistra, in ciò erede di Rousseau, afferma che tutti i rapporti di potere sono una costruzione sociale e nega la rilevanza delle disparità naturali – proprio per legittimarle. Di qui l’opposizione delle femministe al “patriarcato”, meravigliosa invenzione della civiltà umana, e la loro sordità agli squilibri di potere sessuale che si manifestano nello “stato di natura”.
La sinistra non riconosce il valore della libertà in economia perché il fatto che i soldi non crescano sugli alberi e che bisogna lavorare per campare non piace, non gli piacciono la responsabilità individuale e i doveri perché ci limitano. La proprietà privata e la sua distribuzione diseguale limitano la capacità di tutte le persone di usufruirne.
Kim Il Sung considerava l’aspirazione a vivere senza lavorare come un’idea borghese, derivata dall’invidia dei poveri verso l’oziosa vita dei ricchi, e diceva: «In regime socialista ognuno riceve una quota proporzionale al lavoro svolto, in conformità al principio socialista di distribuzione. Per conseguenza, nella società socialista non si può ottenere qualcosa in cambio di niente. Anche nella società comunista, in cui entrerà in vigore la distribuzione secondo i bisogni, nulla potrà essere guadagnato a titolo gratuito, giacché tutti dovranno lavorare» (Opere, vol. XXXIII, Edizioni in lingue estere, Pyongyang 1988, p. 598).

In questo senso, il socialismo si propone come unica meritocrazia “conforme al concetto”, in cui chi non lavora non mangia e ognuno viene pagato in base al proprio lavoro, mentre il capitalismo impone responsabilità insostenibili ai lavoratori, legando il loro destino alle incontrollabili fluttuazioni del mercato, ed esime i capitalisti da qualsiasi funzione produttiva, remunerando il solo possesso del capitale. Così ad ambo le estremità della scala sociale si generano deresponsabilizzazione e condotte devianti come la delinquenza, il parassitismo, l’incuria personale e così via. Come la borghesia in ascesa fu campione della parsimonia contro lo sfarzo e gli sprechi degli aristocratici, così il socialismo mira a continuare il processo di “accumulazione della civiltà”, non a dissipare quanto prodotto da altri.

Il socialismo riconosce la naturale disuguaglianza fra gli uomini e l’incapacità strutturale di alcuni a reggere la competizione, sia in campo economico che sessuale. E spesso e volentieri questi soggetti più deboli, sconfitti ed emarginati dalla concorrenza, non sono motivati a migliorarsi, bensì spinti sempre più in basso sulla strada dell’invidia, dell’isolamento e della depressione. In ottica socialista, la casa, il lavoro, l’istruzione, l’assistenza sanitaria e la vita sessuale sono condizioni di base della vita, senza di cui l’essere umano “funziona male”, per cui lo Stato ha la responsabilità di garantire queste condizioni a tutti, come presupposto di una competizione equa e motivante per tutti; in caso contrario, qualcuno inevitabilmente resta escluso e non riesce a rimettersi in pari con gli altri, perché “il gioco è truccato” dalle disparità naturali.

Questa è una prima analogia fra liberalismo economico e liberalismo sessuale. In comune hanno anche il carattere puramente negativo e formale della libertà: sulla carta viene garantita a tutti, ma il suo effettivo esercizio dipende da variabili esterne e spesso incontrollabili; anche se la disuguaglianza economica risulta mitigata dalla civiltà, per cui un brutto arricchirsi per compensare L, mentre la disuguaglianza sessuale rimanda alla legge della giungla nella sua originaria brutalità, che guarda caso si manifesta nelle società opulente in cui le norme sociali “superflue” vengono scalzate perché d’ostacolo alla libertà di consumo. Per evitare questo processo di decadenza, con l’avvento del benessere bisogna introdurre norme sociali che in qualche modo surroghino la disciplina imposta dalla scarsità e continuino a temprare il fisico e lo spirito dell’uomo.

Scrive ancora il grande leader: «L’importanza dell’organizzazione è immortale per i rivoluzionari e i popoli di tutti i paesi che aspirano alla sovranità. Il ruolo dell’organizzazione non diminuisce con il cambio d’epoca, né bisogna trascurare il raggruppamento delle masse dopo la vittoriosa avanzata della rivoluzione. È necessario unire le masse popolari in un’organizzazione non soltanto nella lotta per conquistare il potere, ma anche per costruire lo Stato dopo la presa di potere e, più avanti, per continuare la rivoluzione anche dopo aver instaurato la società comunista, sulla base dei successi raggiunti nell’edificazione. Così come la rivoluzione non ha fine, allo stesso modo il lavoro d’organizzazione delle masse non conosce limiti. Questa è la fisiologia dello sviluppo sociale, una legge a cui tutti coloro che lavorano per costruire una società evoluta devono prestare somma attenzione.

Noi oggi non lesiniamo gli sforzi per organizzare le masse popolari senza posa, e non cesseremo di farlo nemmeno dopo l’edificazione della società comunista. Con questa forza delle masse popolari organizzate costruiremo una società eternamente prospera e sovrana su questa terra, trasformata in una fortezza inespugnabile, e difenderemo la nostra patria e il nostro regime con fermezza d’acciaio» (Opere, vol. XLIX, Edizioni in lingue estere, Pyongyang 2009, pp. 160-161).
Ultima modifica di Alaricus Rex il 14/04/2022, 15:28, modificato 1 volta in totale.

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Re: Socialismo e potere sessuale

Messaggio da Alaricus Rex » 02/12/2021, 16:30

Damned ha scritto: ↑
01/12/2021, 19:27
In America fino alla prima metà del 1800 c’era libertarismo economico quasi assoluto, e allo stesso tempo i costumi più rigidi del mondo occidentale. Facevano pure ste robe (il fidanzato in una coppia non sposata veniva cucito dentro un sacco in modo che potesse stare solo con la fidanzata senza il rischio che fornicassero :))):
Il liberalismo funziona bene solo in società illiberali. Locke, Kant, Hume e gli altri classici di quella dottrina scrivevano in società estremamente illiberali, in cui la famiglia tradizionale, la Chiesa e la scuola autoritaria limitavano la libertà personale e – mediante l’esperienza pedagogica del limite – educavano ad usarla con cognizione di causa. Quel vecchio mondo era destinato a scomparire in seguito allo sviluppo economico e tecnologico, portatore di benessere e comodità che permettono di allentare la disciplina – e non v’è nessuna ragione per non farlo, dato che meno disciplina “imposta” significa più libertà personale e più fatturato per l’industria dei beni di consumo. Si pensi a quanto i produttori di giocattoli e poi di telefonini hanno guadagnato dal discredito dell’autorità paterna sui figli.

La coesistenza di tradizione e mercato è condizionata al basso livello di sviluppo economico, con il tempo gli automatismi economici scalzano le sovrastrutture precapitalistiche e da “questa è la mia proprietà” si passa inesorabilmente a “il corpo è mio e me lo gestisco io”. E non è possibile opporsi, perché ognuno è responsabile soltanto della propria vita e dunque libero di avviarsi alla degenerazione. Si sottraggono a questo processo solo i paesi socialisti, a “democrazia illiberale” o influenzati dalla religione, in cui la competizione di mercato è abolita o compressa da valori esterni o da progetti politici a lungo termine, che impediscano agli individui di distruggersi con le proprie mani. In Occidente sei libero di cambiare gender, zerbinare le tipe e drogarti di pornografia, in Corea del nord hai il dovere – e la possibilità concreta – di essere forte perché la patria ha bisogno di soldati.

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Re: Socialismo e potere sessuale

Messaggio da Nihil88 » 02/12/2021, 16:57

Damned ha scritto: ↑
02/12/2021, 16:51
Alaricus Rex ha scritto: ↑
02/12/2021, 16:30
in Corea del nord hai il dovere – e la possibilità concreta – di essere forte perché la patria ha bisogno di soldati.
Sto cercando di immaginarti mentre descrivi seriamente la Corea del Nord come paese ideale. Devi essere Kim Jong-Un che ha imparato l'italiano e trolla sul forum dei brutti, non trovo altra spiegazione.
Comunque ad esempio in Argentina il libero mercato non sanno neanche cosa sia eppure è pieno di femminare fuori di testa e di tutte le degenerazioni LGBT possibili e immaginabili.
E' solo un povero comunista, non so se la sua presenza qui sia dovuta alla svolta politica che si vuole a tutti i costi imprimere al forum, ma ad ogni modo preferisco osservare il cielo tutto il giorno piuttosto che leggere i suoi papiri deliranti su quanto fosse figo lenin o su quanto la corea del nord sia il paradiso in terra lol
"Possa tu liberarmi dal tenebroso abisso di questo mondo che altro non è se non tortura, ferite fino alla morte, e dove né soccorritore né vero amico si trovano! Non sapendo che cosa fare per salvarmi, piango su me stesso"

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Re: Socialismo e potere sessuale

Messaggio da Alaricus Rex » 02/12/2021, 17:14

Damned ha scritto: ↑
02/12/2021, 16:51
Sto cercando di immaginarti mentre descrivi seriamente la Corea del Nord come paese ideale. Devi essere Kim Jong-Un che ha imparato l'italiano e trolla sul forum dei brutti, non trovo altra spiegazione.
Come hai fatto a scoprirmi? :O

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Comunque ad esempio in Argentina il libero mercato non sanno neanche cosa sia eppure è pieno di femminare fuori di testa e di tutte le degenerazioni LGBT possibili e immaginabili.
In Argentina vigono la proprietà socialista dei mezzi di produzione, la dittatura del proletariato, l’economia pianificata, la direzione del partito sulla società civile, ecc.? Mah, io questo non credo, anche perché sono al potere forze socialdemocratiche che cercano di limitare gli effetti peggiori del libero mercato attraverso politiche keynesiane, senza mettere in discussione le basi del capitalismo e anzi condividendo la sua antropologia liberale.

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