rossonero ha scritto: ↑27/11/2024, 2:25
Come vuoi chiamarlo se non fallimento? Un regime che si e' imposto con la violenza e i brogli elettorali,ha fatto sparire oppositori e poi e' finito male con la rivolta del suo popolo condannato ad una guerra disastrosa. In mezzo nei 20 anni qualcosa di buono c'e' stato ovviamente,ci mancherebbe altro. Ma il giudizio storico non puo' che essere severissimo.
Non dimentichiamo poi i disastri fatti tramite le italianizzazioni forzate,cognomi storpiati,gente a cui veniva negata la possibilita' di parlare la propria lingua o che aveva problemi ad esercitare la propria professione perche' era slava. In slovenia ed istria l'occupazione fascista ha gettato i semi di quella che poi sarebbe stata la catastrofe per gli italiani di quelle zone,braccati dalla furia dei titini. Vero o falso (ma perche' dovrebbero mentire?)ho sentito racconti di italiani sbattuti fuori dai bar in slovenia ad istria ancora negli anni 60 e 70 per il rancore che la gente portava ( e prima del cancro dei nazionalismi in quelle zone avevano le diverse etnie vissuto a contatto per secoli senza alcun problema)
Per me e' davvero assurdo cercare di salvare il fascismo dalla condanna che la storia ha decretato.
Sulla crescita economica posso anche concordare,e' un parametro "moderno" che in quel contesto poteva anche non essere di primaria importanza. Per me la condanna e' proprio a livello sociale/storico/morale.
Ecco, questo è proprio il genere di discorso semplicistico che non va bene e che genera un antifascismo poco centrato sulla realtà.
Di base è sbagliato proprio pensare che la storia abbia "condannato" qualcosa. La Storia non condanna nulla, non è un tribunale, la Storia racconta quello che è successo, al massimo ne spiega le ragioni, con pure più interpretazioni. Ma non celebra o condanna proprio niente, quello lo fanno gli uomini con la loro faziosità.
La condanna è unicamente politica, ed è quella decreta dai vincitori della guerra e quindi dell'opposizione al regime. Che può avere le sue ragioni per farlo, ma non è che per questo si trova dalla parte giusta ed è risultata migliore del Regime. Aver vinto una guerra non vuol dire essere dalla parte della ragione, vuol dire aver avuto mezzi migliori o usato strategie più valide. Non dice nulla su questioni morali o simili.
Riguardo alla violenza, parliamo di un contesto diversissimo. La repressione degli oppositori? Certo, ma il caso Matteotti, su cui peraltro i tribunali hanno escluso la responsabilità diretta di Mussolini (anche nel processo che si è svolto dopo la guerra, in un clima tutt'altro che favorevole al fascismo) quasi rischiava di far cadere il governo.
E la repressione delle opposizione va inquadrata in un contesto imparagonabile con quello odierno. Tutti quanti quando si parla di fascismo dicono che Mussolini abbia distrutto una democrazia liberale italiana precedente come se fosse una specie di età dell'oro di libertà, diritti, tranquillità.
Ma quella democrazia precedente, per assurdo, aveva visto situazioni come i Fatti di Milano, con l'esercito che spara sulla folla che protesta causando 100 morti.
Una cosa del genere non si è mai vista durante il Fascismo, oggi verrebbe considerata praticamente un genocidio, e per quanto sembri strano, nel 1924 si votò con un suffragio più allargato rispetto a quello delle consultazioni precedenti.
Riguardo alla questione delle minoranze etniche, ha risposto efficacemente Risorto. La politica fascista nelle aree slave non era assolutamente diversa da quella di paesi "democratici" come la Francia che aveva sistematicamente cancellato ogni diversità, piallando tutto in nome dell'unità nazionale, francesizzando a forza chiunque, bretoni, corsi, baschi, nizzardi, fiamminghi, tedeschi dell'Alsazia, occitani, francoprovenzali.
O come gli inglesi si sono mangiati completamente ogni retaggio celtico in Irlanda, Galles, Scozia. Il paradosso è che oggi in Italia le minoranze linguistiche sono fortissime, vedi slavi e tedeschi, mentre in Francia e Regno Unito sono sparite.
Poi, non è affatto vero che in Venezia Giulia le diverse etnie convivevano pacificamente. In realtà l'Impero Asburgico aveva tentato chiaramente di reprimere l'elemento italiano e aveva sobillato gli slavi contro gli italiani affinchè prendessero possesso di quelle aree, giudicate chiaramente più controllabili.
Non è stato il fascismo a generare l'odio contro gli italiani. Gli slavi già nell'800 avevano in mente di conquistare Trieste. E' una storia molto più antica. Quella del fascismo è stata solo una scusa per giustificare la violenza del nazionalismo slavo e la conquista dell'Istria, e ha funzionato visto che ancora oggi tantissimi italiani sono tanto ritardati da giustificare la violenza contro loro stessi e la perdita di territori. I titini quello che hanno fatto lo avrebbero fatto comunque. Magari in maniera meno plateale, non avendo la base ideologica forte, ma lo avrebbero fatto.
Riguardo infine alle violenze dello squadrismo e quelle robe li : si trattava di una prassi politica già esistente. I socialisti e i comunisti avevano bande simili e compivano ugualmente violenze, devastazioni, omicidi, stragi. Era un'epoca in cui la violenza politica e rivoluzionare o pseudo-tale era la norma, anche in altri paesi.
I fascisti risaltano semplicemente perchè erano i più organizzati e i meglio armati. Del resto fra di loro c'era anche tantissimi ex-combattenti della WWI e ricevettero anche un certo supporto dal mondo industriale che temeva molto di più i comunisti.
In definitiva, il fascismo ha avuto cose buone e meno buone, ma la visione totalmente negativa che ne abbiamo per educazione scolastica e mediatica deriva per il 90 % dalla sconfitta in guerra, e solo da quella.
Prima di allora, il popolo aveva accettato più o meno tutto. Il Regime aveva sostenitori entusiasti, sostenitori tiepidi, oppositori decisi e gente più o meno indifferente.
E' solo dopo il 1940 che le cose volgono chiaramente verso un'opposizione al regime, seppure non totale come si vuole far credere. L'adesione alla RSI e il fatto che i nostalgici esistano ancora oggi la dice lunga.