Socialismo e questione maschile/incel - Con Fabrizio Marchi e Alarico Della Scala

Fondamenti del pensiero legato alla manosphere e alla critica della società moderna
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Sciocchino
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Re: Socialismo e questione maschile/incel - Con Fabrizio Marchi e Alarico Della Scala

Messaggio da Sciocchino » 07/05/2022, 19:05

Toppo ha scritto: ↑
07/05/2022, 18:50
@Alaricus Rex ma perché sei fissat con la corea? Cioè è il buco del culo del mondo e non ti ci faranno mai vivere
Ma infatti, sentire un borghesotto viziato come lui decantare la Corea del nord, posto in cui la persona media è già tanto se fa 2 pasti al giorno e vive in tuguri che a confronto le case popolari di Corvetto sono delle regge è qualcosa di veramente grottesco.
A giocare a fare rivoluzionari su internet siamo capaci tutti, nella vita reale non ci vivrebbe mai in posto del genere e lo sa benissimo anche lui.

Gelointenso
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Re: Socialismo e questione maschile/incel - Con Fabrizio Marchi e Alarico Della Scala

Messaggio da Gelointenso » 12/05/2022, 21:05

deusfur ha scritto: ↑
07/05/2022, 19:11
scusate, ma perché dovete offendere? Non si può argomentare senza offendere?
@Millennial Doomer
Appoggio questa mozione.

Gelointenso
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Re: Socialismo e questione maschile/incel - Con Fabrizio Marchi e Alarico Della Scala

Messaggio da Gelointenso » 12/05/2022, 21:06

il duce degli incel ha scritto: ↑
07/05/2022, 21:12
deusfur ha scritto: ↑
07/05/2022, 19:11
scusate, ma perché dovete offendere? Non si può argomentare senza offendere?
@Millennial Doomer
È il far west bellezza.
Volete far diventare sto posto un nuovo FDB? Contenti voi...

Gelointenso
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Re: Socialismo e questione maschile/incel - Con Fabrizio Marchi e Alarico Della Scala

Messaggio da Gelointenso » 12/05/2022, 21:19

Alaricus Rex ha scritto: ↑
07/05/2022, 18:22
Damned ha scritto: ↑
05/05/2022, 21:14
Sì, peccato che nella realtà siano completamente dipendenti dalla Cina, che li usa come stato cuscinetto da frapporre alla Corea del sud.
Alla teoria della Corea del nord come satellite cinese ormai non credono più neanche i think tank della CIA che per primi la diffusero: https://www.nknews.org/2020/05/no-youre ... satellite/ Cina e URSS avevano perso il controllo del paese già nella seconda metà degli anni ’50, quando i gruppi di Yen’an e di Irkutsk che progettavano di destituire Kim Il Sung – come accadde con vari dirigenti dell’Europa orientale nello stesso periodo – furono sconfitti ed epurati malgrado il sostegno di Mosca e Pechino.

Nei primi anni ’60 i sovietici imposero restrizioni commerciali a Pyongyang e cercarono invano di infiltrare spie sul suo territorio mentre poco dopo, in piena rivoluzione culturale, i cinesi lanciavano appelli all’insurrezione dagli altoparlanti installati lungo la frontiera e più volte le loro truppe sconfinarono a scopo di provocazione. In ambo i casi Kim Il Sung non arretrò di un passo dalle sue posizioni: «Per il paese revisionista è divenuto impossibile brandire il bastone a piacimento per dettare la linea di condotta, come faceva in passato, e il paese che pratica l’avventurismo di sinistra non è più in grado di imporre agli altri le sue vedute erronee e le sue idee irrazionali» (Opere, vol. XXIV, Edizioni in lingue estere, Pyongyang 1986, p. 231).

Durante la crisi degli anni ’90, calcolando di convincere Kim Jong Il ad aprirsi come loro al mercato, i cinesi inviarono aiuti alimentari solo dopo che questi li minacciò di avviare relazioni diplomatiche con Taiwan. E anche in quel periodo la Corea dovette esportare energia elettrica in Manciuria per guadagnare la valuta estera con cui pagarsi i rifornimenti cinesi. Nel nostro secolo la Cina si è sistematicamente opposta al programma nucleare e missilistico nordcoreano, votando a favore di pressoché tutte le sanzioni dell’Onu e bloccando totalmente il commercio fra i due paesi nel 2017. Allora la stampa di Pyongyang bollava i cinesi come «approfittatori politici che sono soddisfatti di avere soltanto la propria ciotola di riso al sicuro, anche se il vicino viene derubato, mentre considerano la Corea solo come un cortile e una “zona cuscinetto” per contenere l’invasione del ladro» (KCNA, 22 settembre 2017).

Dopo il test del Hwasong-15, messa davanti al fatto compiuto, la Cina ha ripreso a commerciare normalmente e ripristinato la tradizionale alleanza con la Corea. Questa riconciliazione non è spiegabile con un presunto cedimento nordcoreano alla Cina: Jang Song Thaek, l’uomo dei cinesi a Pyongyang, fu eliminato nel 2013 e negli ultimi anni Kim Jong Un ha rafforzato la centralizzazione dell’economia, chiudendo progressivamente gli spiragli aperti al mercato. Sono stati piuttosto i cinesi ad avvicinarsi al socialismo coreano, intensificando il controllo del partito e dello Stato sulle aziende private e alzando il livello dello scontro con gli Usa. Due consigli di lettura sui rapporti Corea-Cina: AA.VV., Enigma Corea del Nord, Mondadori, Milano 2017; Zhihua Shen e Yafeng Xia, A Misunderstood Friendship, Columbia University Press, New York 2018. Oltre, naturalmente, al nostro libro: https://www.anteoedizioni.eu/negozio/po ... m-jong-un/
Caro, ma poi mica credi che sarebbe stata negativa una dipendenza della Corea del Nord dalla Unione Sovietica comunista e dalla Cina Comunista? Non sarebbero state cose positive secondo te? Scusa, tu non sei comunista prima che a favore dell'indipendenza politica della Nord Corea? Non mi è chiaro questo

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Alaricus Rex
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Re: Socialismo e questione maschile/incel - Con Fabrizio Marchi e Alarico Della Scala

Messaggio da Alaricus Rex » 25/05/2022, 3:31

Gelointenso ha scritto: ↑
12/05/2022, 21:19
Caro, ma poi mica credi che sarebbe stata negativa una dipendenza della Corea del Nord dalla Unione Sovietica comunista e dalla Cina Comunista? Non sarebbero state cose positive secondo te? Scusa, tu non sei comunista prima che a favore dell’indipendenza politica della Nord Corea? Non mi è chiaro questo
Così ti risponde Kim Il Sung: «Anche i paesi socialisti rivendicano l’indipendenza. Fine della lotta rivoluzionaria dei popoli per il socialismo e il comunismo è di condurre una vita indipendente, non di vivere asserviti ad altri. Nel Manifesto del partito comunista Marx ha lanciato un appello a spezzare le catene dell’oppressione. Se i popoli affrancati dalle catene dell’oppressione cadono sotto il controllo delle grandi potenze, catene di altro tipo, allora a che scopo fare la rivoluzione?» (Opere, vol. XXIX, Edizioni in lingue estere, Pyongyang 1987, pp. 235-236).

Per godere di potenza e longevità, la causa del socialismo deve fondersi con il destino della nazione, deve contare su forze motrici interne anziché sull’aiuto straniero. In caso contrario, il socialismo non si radica nello spirito del popolo, la battaglia per la sovranità nazionale viene ceduta ai suoi avversari e il regime crolla non appena la grande potenza di turno lo abbandona al suo destino, come accadde ai governi dell’Europa orientale con l’adozione della “dottrina Sinatra” nei tardi anni ’80. Le forze controrivoluzionarie criticavano demagogicamente la sottomissione a Mosca e proponevano un rimedio ben peggiore del male, poiché lo smantellamento del socialismo avrebbe comportato – ed effettivamente comportò dopo il 1989 – la dipendenza dal mercato mondiale e la trasformazione di quei paesi in appendici della Germania Ovest, per questo le truppe sovietiche fecero bene ad intervenire in Ungheria e in Cecoslovacchia, per salvare il salvabile, ma la catastrofe fu solo rimandata.

La Corea del nord invece riuscì a costruire un sistema socialista solidissimo contando sulle proprie forze, per cui non si verificarono mai disordini interni tali da richiedere l’intervento sovietico o cinese; al contrario, siccome i revisionisti saliti al potere in URSS dopo la morte di Stalin propagavano il terremoto della destalinizzazione e più tardi la rivoluzione culturale cinese ebbe analoghi effetti destabilizzanti, Kim Il Sung lanciò frequenti campagne ideologiche contro il dogmatismo e il servilismo verso le grandi potenze, introdusse la linea dell’autosufficienza economica e rafforzò la potenza militare del suo paese per sfuggire all’influenza delle linee politiche sbagliate dei vicini che si contendevano la guida del movimento comunista mondiale. Il controllo sovietico sull’Europa orientale faceva del bene ma non benissimo, perché puntellava il potere di partiti comunisti che erano incapaci di reggersi sulle proprie gambe e almeno difendeva il socialismo in paesi che, in ogni caso, non sarebbero stati indipendenti; per cui Pyongyang appoggiò i carri armati sovietici a Budapest e a Praga, pur facendo notare che i problemi di fondo rimanevano insoluti. I tentativi di interferire negli affari interni della Corea erano invece condannati perché regressivi in confronto a un regime socialista che funzionava meglio di quelli in vigore a Mosca e a Pechino e che, a differenza loro, ha retto contro ogni tempesta e prova della storia senza fare concessioni al capitalismo.

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coca cøla di rienzo
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Re: Socialismo e questione maschile/incel - Con Fabrizio Marchi e Alarico Della Scala

Messaggio da coca cøla di rienzo » 25/05/2022, 16:43

mi ci voleva un'apologia della Corea del nord alle tre e mezza di notte
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Kampuchea
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Re: Socialismo e questione maschile/incel - Con Fabrizio Marchi e Alarico Della Scala

Messaggio da Kampuchea » 17/06/2023, 16:30

Alaricus Rex ha scritto: ↑
25/05/2022, 3:31
Gelointenso ha scritto: ↑
12/05/2022, 21:19
Caro, ma poi mica credi che sarebbe stata negativa una dipendenza della Corea del Nord dalla Unione Sovietica comunista e dalla Cina Comunista? Non sarebbero state cose positive secondo te? Scusa, tu non sei comunista prima che a favore dell’indipendenza politica della Nord Corea? Non mi è chiaro questo
Così ti risponde Kim Il Sung: «Anche i paesi socialisti rivendicano l’indipendenza. Fine della lotta rivoluzionaria dei popoli per il socialismo e il comunismo è di condurre una vita indipendente, non di vivere asserviti ad altri. Nel Manifesto del partito comunista Marx ha lanciato un appello a spezzare le catene dell’oppressione. Se i popoli affrancati dalle catene dell’oppressione cadono sotto il controllo delle grandi potenze, catene di altro tipo, allora a che scopo fare la rivoluzione?» (Opere, vol. XXIX, Edizioni in lingue estere, Pyongyang 1987, pp. 235-236).

Per godere di potenza e longevità, la causa del socialismo deve fondersi con il destino della nazione, deve contare su forze motrici interne anziché sull’aiuto straniero. In caso contrario, il socialismo non si radica nello spirito del popolo, la battaglia per la sovranità nazionale viene ceduta ai suoi avversari e il regime crolla non appena la grande potenza di turno lo abbandona al suo destino, come accadde ai governi dell’Europa orientale con l’adozione della “dottrina Sinatra” nei tardi anni ’80. Le forze controrivoluzionarie criticavano demagogicamente la sottomissione a Mosca e proponevano un rimedio ben peggiore del male, poiché lo smantellamento del socialismo avrebbe comportato – ed effettivamente comportò dopo il 1989 – la dipendenza dal mercato mondiale e la trasformazione di quei paesi in appendici della Germania Ovest, per questo le truppe sovietiche fecero bene ad intervenire in Ungheria e in Cecoslovacchia, per salvare il salvabile, ma la catastrofe fu solo rimandata.

La Corea del nord invece riuscì a costruire un sistema socialista solidissimo contando sulle proprie forze, per cui non si verificarono mai disordini interni tali da richiedere l’intervento sovietico o cinese; al contrario, siccome i revisionisti saliti al potere in URSS dopo la morte di Stalin propagavano il terremoto della destalinizzazione e più tardi la rivoluzione culturale cinese ebbe analoghi effetti destabilizzanti, Kim Il Sung lanciò frequenti campagne ideologiche contro il dogmatismo e il servilismo verso le grandi potenze, introdusse la linea dell’autosufficienza economica e rafforzò la potenza militare del suo paese per sfuggire all’influenza delle linee politiche sbagliate dei vicini che si contendevano la guida del movimento comunista mondiale. Il controllo sovietico sull’Europa orientale faceva del bene ma non benissimo, perché puntellava il potere di partiti comunisti che erano incapaci di reggersi sulle proprie gambe e almeno difendeva il socialismo in paesi che, in ogni caso, non sarebbero stati indipendenti; per cui Pyongyang appoggiò i carri armati sovietici a Budapest e a Praga, pur facendo notare che i problemi di fondo rimanevano insoluti. I tentativi di interferire negli affari interni della Corea erano invece condannati perché regressivi in confronto a un regime socialista che funzionava meglio di quelli in vigore a Mosca e a Pechino e che, a differenza loro, ha retto contro ogni tempesta e prova della storia senza fare concessioni al capitalismo.
Caro Alarico, tutto giusto, tranne per aver definito la Cina maoista "regressiva" rispetto alla Corea del Nord.
Potrei darti ragione per quanto concerne la Cina da Guofeng in poi.
Che parere hai della Kampuchea Democratica?

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Toppo
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Re: Socialismo e questione maschile/incel - Con Fabrizio Marchi e Alarico Della Scala

Messaggio da Toppo » 17/06/2023, 16:45

Crudo, mi ero dimenticato di sto thread di deliri comunisti

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Re: Socialismo e questione maschile/incel - Con Fabrizio Marchi e Alarico Della Scala

Messaggio da Kampuchea » 17/06/2023, 20:46

Toppo ha scritto: ↑
17/06/2023, 16:45
Crudo, mi ero dimenticato di sto thread di deliri comunisti
Ai servi della borghesia il potere del Popolo Lavoratore va sempre di traverso, ecco perché corre l'onere di spazzarla via!
Servo liberal-liberista.

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Re: Socialismo e questione maschile/incel - Con Fabrizio Marchi e Alarico Della Scala

Messaggio da Pegasus » 17/06/2023, 20:47

Bisogna tornare a Deng Xiaoping.

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