La calvizie dal punto di vista evoluzionistico
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Re: La calvizie dal punto di vista evoluzionistico
Lui spiega la natura dell'alopecia
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rossonero
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Re: La calvizie dal punto di vista evoluzionistico
No vabè le donne hanno pochissimo testosterone quindi è normale che non siano colpite,dato che sappiamo che i bulbi piliferi sono sensibili al DHT ,che in pratica li "soffoca". La questione è capire perchè in alcune persone questi bulbi siano diventati sensibili,e perchè c'è tanta differenza tra le razze.vecchio innocuo ha scritto: ↑11/04/2023, 1:00se fosse questione non genetica,ma di abitudini,dovrebbe colpire anche le donne e le altre razze con la stessa media.rossonero ha scritto: ↑11/04/2023, 0:51Sì infatti,non ci credo che una parte di bulbi piliferi(esclusivamente sul cuoio capelluto)di alcuni uomini sono diventati sensibili al DHT così a cazzo per una mutazione casuale. Non lo possiamo escludere per carità,ma sembra davvero improbabilevecchio innocuo ha scritto: ↑11/04/2023, 0:40
complesso e selettivo,perchè non è che si parla di perdere tutti i peli..ma solo quelli di una parte della testa,lasciando tutta la peluria del corpo. senza senso veramente.
mistero.
La mia idea è che potrebbe essere un fenomeno legato al passaggio dall'economia di caccia e raccolta paleolitica a quella agricola neolitica. La maggior diffusione di calvizie al mondo la abbiamo in europa,tra i bianchi,ovvero coloro che hanno sperimentato la transizione al neolitico da più tempo. E guarda caso tra i bianchi,il picco è nel mediterraneo,tra europei meridionali,nord africani e levantini(popoli che sono agricoltori da oltre 10k anni).
In tutto questo tempo probabilmente il danno si è accumulato nel patrimonio genetico e ormai circola in modo trasversale,poi a chi tocca tocca(lì è solo culo o sfiga).
D'altra parte gli antropologi pare siano in grado di stabilire il passaggio dal paleolitico al neolitico in un determinato luogo semplicemente valutando ossa,teschi e ritrovamenti simili. Nel passaggio è calata la statura,la densità ossea,la salute dentale etc... I motivi? Probabilmente un insieme di cose, tra meno movimento naturale,meno sole,più lavoro ripetitivo innaturale (tipo zappare per ore e ore),alimentazione più povera (spesso basata su un solo cereale invece che su una miriade di piante e animali differenti).
Io avevo anche pensato ai latticini e al loro utlizzo,pensando a nativi americani e asiatici orientali che non soffrono di calvizie. Però ecco,io penso ad un danno che si è accumulato nel DNA in migliaia di anni. Per capirci,io credo che sarei diventato pelato qualsiasi stile di vita avessi adottato,perchè ormai è stampato nella genetica e mi è stato tramandato. Però penso che alcuni comportamenti in migliaia di anni possano aver "cottotto" il DNA di alcune popolazioni. D'altra parte se ti serve il nutrimento dei latticini per sopravvivere,i capelli li sacrifichi volentieri. Poi è un esempio,non sono per nulla convinto di questo discorso,sono tutti pensieri confusi. Quello che invece credo davvero molto difficile è il discorso della mutazione casuale.
Ultima modifica di rossonero il 11/04/2023, 2:29, modificato 1 volta in totale.
- vecchio innocuo
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Re: La calvizie dal punto di vista evoluzionistico
ma in asia l'agricoltura è ugualmente antica,perchè loro non hanno avuto sto effetto?rossonero ha scritto: ↑11/04/2023, 2:22No vabè le donne hanno pochissimo testosterone quindi è normale che non siano colpite,dato che sappiamo che i bulbi piliferi sono sensibili al DHT ,che in pratica li "soffoca". La questione è capire perchè in alcune persone questi bulbi siano diventati sensibili,e perchè c'è tanta differenza tra le razze.vecchio innocuo ha scritto: ↑11/04/2023, 1:00se fosse questione non genetica,ma di abitudini,dovrebbe colpire anche le donne e le altre razze con la stessa media.
mistero.
La mia idea è che potrebbe essere un fenomeno legato al passaggio dall'economia di caccia e raccolta paleolitica a quella agricola neolitica. La maggior diffusione di calvizie al mondo la abbiamo in europa,tra i bianchi,ovvero coloro che hanno sperimentato la transizione al neolitico da più tempo. E guarda caso tra i bianchi,il picco è nel mediterraneo,tra europei meridionali,nord africani e levantini(popoli che sono agricoltori da oltre 10k anni).
In tutto questo tempo probabilmente il danno si è accumulato nel patrimonio genetico e ormai circola in modo trasversale,poi a chi tocca tocca(lì è solo culo o sfiga).
D'altra parte gli antropologi pare siano in grado di stabilire il passaggio dal paleolitico al neolitico in un determinato luogo semplicemente valutando ossa,teschi e ritrovamenti simili. Nel passaggio è calata la statura,la densità ossea,la salute dentale etc... I motivi? Probabilmente un insieme di cose, tra meno movimento naturale,meno sole,più lavoro ripetitivo innaturale (tipo zappare per ore e ore),alimentazione più povera (spesso basata su un solo cereale invece che su una miriade di piante e animali differenti).
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rossonero
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Re: La calvizie dal punto di vista evoluzionistico
E stavo giusto editando affiancando il discorso latticini. Poi oh,sono tutti tentativi di ipotesi senza la minima pretesa di essere oggettivi.vecchio innocuo ha scritto: ↑11/04/2023, 2:27ma in asia l'agricoltura è ugualmente antica,perchè loro non hanno avuto sto effetto?rossonero ha scritto: ↑11/04/2023, 2:22No vabè le donne hanno pochissimo testosterone quindi è normale che non siano colpite,dato che sappiamo che i bulbi piliferi sono sensibili al DHT ,che in pratica li "soffoca". La questione è capire perchè in alcune persone questi bulbi siano diventati sensibili,e perchè c'è tanta differenza tra le razze.vecchio innocuo ha scritto: ↑11/04/2023, 1:00
se fosse questione non genetica,ma di abitudini,dovrebbe colpire anche le donne e le altre razze con la stessa media.
mistero.
La mia idea è che potrebbe essere un fenomeno legato al passaggio dall'economia di caccia e raccolta paleolitica a quella agricola neolitica. La maggior diffusione di calvizie al mondo la abbiamo in europa,tra i bianchi,ovvero coloro che hanno sperimentato la transizione al neolitico da più tempo. E guarda caso tra i bianchi,il picco è nel mediterraneo,tra europei meridionali,nord africani e levantini(popoli che sono agricoltori da oltre 10k anni).
In tutto questo tempo probabilmente il danno si è accumulato nel patrimonio genetico e ormai circola in modo trasversale,poi a chi tocca tocca(lì è solo culo o sfiga).
D'altra parte gli antropologi pare siano in grado di stabilire il passaggio dal paleolitico al neolitico in un determinato luogo semplicemente valutando ossa,teschi e ritrovamenti simili. Nel passaggio è calata la statura,la densità ossea,la salute dentale etc... I motivi? Probabilmente un insieme di cose, tra meno movimento naturale,meno sole,più lavoro ripetitivo innaturale (tipo zappare per ore e ore),alimentazione più povera (spesso basata su un solo cereale invece che su una miriade di piante e animali differenti).
- vecchio innocuo
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Re: La calvizie dal punto di vista evoluzionistico
il cambio radicale di alimentazione sicuramente ha modificato molte cose,è indubbio. avrà portato anche debolezze ecc..però sta cosa dei capelli sfugge davvero a qualsiasi ipotesi logica.rossonero ha scritto: ↑11/04/2023, 2:30E stavo giusto editando affiancando il discorso latticini. Poi oh,sono tutti tentativi di ipotesi senza la minima pretesa di essere oggettivi.vecchio innocuo ha scritto: ↑11/04/2023, 2:27ma in asia l'agricoltura è ugualmente antica,perchè loro non hanno avuto sto effetto?rossonero ha scritto: ↑11/04/2023, 2:22
No vabè le donne hanno pochissimo testosterone quindi è normale che non siano colpite,dato che sappiamo che i bulbi piliferi sono sensibili al DHT ,che in pratica li "soffoca". La questione è capire perchè in alcune persone questi bulbi siano diventati sensibili,e perchè c'è tanta differenza tra le razze.
La mia idea è che potrebbe essere un fenomeno legato al passaggio dall'economia di caccia e raccolta paleolitica a quella agricola neolitica. La maggior diffusione di calvizie al mondo la abbiamo in europa,tra i bianchi,ovvero coloro che hanno sperimentato la transizione al neolitico da più tempo. E guarda caso tra i bianchi,il picco è nel mediterraneo,tra europei meridionali,nord africani e levantini(popoli che sono agricoltori da oltre 10k anni).
In tutto questo tempo probabilmente il danno si è accumulato nel patrimonio genetico e ormai circola in modo trasversale,poi a chi tocca tocca(lì è solo culo o sfiga).
D'altra parte gli antropologi pare siano in grado di stabilire il passaggio dal paleolitico al neolitico in un determinato luogo semplicemente valutando ossa,teschi e ritrovamenti simili. Nel passaggio è calata la statura,la densità ossea,la salute dentale etc... I motivi? Probabilmente un insieme di cose, tra meno movimento naturale,meno sole,più lavoro ripetitivo innaturale (tipo zappare per ore e ore),alimentazione più povera (spesso basata su un solo cereale invece che su una miriade di piante e animali differenti).
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rossonero
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Re: La calvizie dal punto di vista evoluzionistico
E' proprio un cambio radicale di stile di vita,non solo alimentazione. Però boh,di certezze non ce ne possono essere. Io continuo ad immaginare che nel paleolitico ,fino a che eravamo cacciatori raccoglitori nomadi, non esistesse la calvizie.vecchio innocuo ha scritto: ↑11/04/2023, 2:33il cambio radicale di alimentazione sicuramente ha modificato molte cose,è indubbio. avrà portato anche debolezze ecc..però sta cosa dei capelli sfugge davvero a qualsiasi ipotesi logica.rossonero ha scritto: ↑11/04/2023, 2:30E stavo giusto editando affiancando il discorso latticini. Poi oh,sono tutti tentativi di ipotesi senza la minima pretesa di essere oggettivi.vecchio innocuo ha scritto: ↑11/04/2023, 2:27
ma in asia l'agricoltura è ugualmente antica,perchè loro non hanno avuto sto effetto?
D'altra parte noi e i nativi americani(che non sono mai calvi) eravamo le stesse persone 100k anni fa e ci siamo differenziati dopo essere usciti dall'africa.
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rossonero
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Re: La calvizie dal punto di vista evoluzionistico
Comunque in definitiva io penso che porcoddio!
- vecchio innocuo
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Re: La calvizie dal punto di vista evoluzionistico
magari è davvero solo un bug evolutivo di ogni razza dopo la "separazione"...alla fine accettabile per la natura perchè non compromettere la continuazione della specie.rossonero ha scritto: ↑11/04/2023, 2:35E' proprio un cambio radicale di stile di vita,non solo alimentazione. Però boh,di certezze non ce ne possono essere. Io continuo ad immaginare che nel paleolitico ,fino a che eravamo cacciatori raccoglitori nomadi, non esistesse la calvizie.vecchio innocuo ha scritto: ↑11/04/2023, 2:33il cambio radicale di alimentazione sicuramente ha modificato molte cose,è indubbio. avrà portato anche debolezze ecc..però sta cosa dei capelli sfugge davvero a qualsiasi ipotesi logica.
D'altra parte noi e i nativi americani(che non sono mai calvi) eravamo le stesse persone 100k anni fa e ci siamo differenziati dopo essere usciti dall'africa.
- vecchio innocuo
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Re: La calvizie dal punto di vista evoluzionistico
La calvizie si eredita principalmente dalla madre, per ora i geni paterni sembrano giocare un ruolo minore, la calvizie è difficile da estirpare anche per questo motivo
