Pillole di Storia

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Mike Litoris
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Re: Pillole di Storia

Messaggio da Mike Litoris » 04/02/2022, 21:01

Una cosa che mi ha sempre sorpreso, per quel che so un primato nella storia dell'uomo, è la "città di ghiaccio" austriaca nella Marmolada.

Prima Guerra Mondiale, angolo del fronte molto secondario, e sguarnito da entrambi gli schieramenti viste le quote super impegnative e il meteo degno del Polo Nord.

Ad un certo punto gli austriaci decidono di occupare la testata del ghiacciaio a 3300 m, Punta Rocca e Forcella V, il punto strategico migliore ma anche il più lontano dai centri logistici in Val di Fassa.
Gli italiani occupano di conseguenza il Serauta, in svantaggio di altitudine a "soli" 2.900 m, ma comodamente servito da una teleferica per i rifornimenti

Le posizioni dei due schieramenti nella pic, è importante il fatto che il ghiacciaio ai tempi arrivava quasi al lago di Fedaia.
La freccia indica la direzione seguita per gli spostamenti austriaci verso la loro linea, quasi tutta a piedi.

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Gli austriaci avevano il gigantesco problema di dover attraversare il ghiacciaio per tutta la sua lunghezza e dislivello per portare armi, viveri e rinforzi alla prima linea.
Il tutto sotto il tiro italiano.

Un giorno un giovane ufficiale austriaco, tale Leo Handl, mentre porta i rifornimenti con la sua squadra alla prima linea in Marmolada è costretto a buttarsi in un crepaccio nel ghiaccio per proteggersi dal fuoco italiano

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Ci rimane ore nel crepaccio di ghiaccio e da lì l'idea.
Perchè non scavare nel ghiaccio stesso?
Roba che nemmeno gli eschimesi, si parla dai 10 fino ai 15 km di gallerie nel ghiaccio per collegarsi con la prima linea, baracche dove stavano i soldati austriaci fino a 50 m sotto il ghiaccio.
Per quanto assurdo può sembrare sotto il ghiaccio faceva anche relativamente "caldo" rispetto allo stare all'aria aperta in quota, dai meno 30/20 si passava agli zero gradi circa.


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Baracca sotto il ghiaccio

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La città di ghiaccio nonostante sia stata funzionale allo scopo bellico aveva i suoi problemi, necessitava di lavori continui visto il mutare del ghiaccio.
Inoltre un serio problema era l'aereazione a causa delle stufe nelle baracche sotto il ghiaccio che producevano fumi tossici.
Però ha funzionato per circa un anno, gli italiani non hanno mai conquistato il ghiacciaio e post caporetto hanno abbandonato le posizioni ritirandosi più a valle.
Gli stessi austriaci abbandonarono la città di ghiaccio per avanzare e allontanarsi da dalle posizioni così impegnative da tenere.

Oggi della città di ghiaccio non rimane più niente, causa scioglimento e movimento del ghiacciaio.
Ma da ciò che rimane del ghiacciaio della Marmolada si vedono spesso e volentieri ruderi di baracche che ai tempi furono 20, 40, 50 m sotto il ghiaccio

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Skop
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Re: Pillole di Storia

Messaggio da Skop » 04/02/2022, 21:15

Mike Litoris ha scritto: ↑
03/02/2022, 0:14
Cazzeggiando ho scoperto, roba nuova per me, che Carlo Magno girava con un elefante (pare albino, raro occhi blu).
Dono da delegazioni diplomatiche del Califfo di Baghdad.
Deve essere stato una grossa impresa trasportarlo da Baghdad a Aquisgrana.

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Pare che lo abbia seguito nelle campagne contro i sassoni e i danesi.

Forse per larperare Carlomagno, Federico II secoli dopo si fece donare un elefante dal sultano dell'Egitto che rimase a Cremona (nelle cronache è "l'elefante di Cremona" LOL )

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Pare che lo utilizzasse per parate e simili

Che roba per il villco padano/tedesco medievale avere a che fare con un elefante.
È un po' come se io uscissi di casa e vedessi mister X delle istituzioni con, cazzo ne so, un puma al guinzaglio
Già, però in epoca medievale e rinascimentale non era così raro vedere animali esotici in Italia. I medici ne tenevano moltissimi, a Milano c'è l'affresco dell'elefante al castello sforzesco, a Curtatone c'è il famoso coccodrillo della chiesa delle Grazie:
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Gli europei hanno sempre avuto dalla loro questo interesse e curiosità verso ciò che era insolito, cosa che ormai si perderà con l'imbastardimento della nostra cultura, che diventerà sempre più simile a quella africana, dove per millenni hanno vissuto in case di guano e se non fosse per l'uomo bianco sarebbero ancora a un livello paleolitico.

Comunque se ti interessa un romanzo affine a questa storia, ti consiglio Il viaggio dell'elefante di Saramago, che parla di un elefante regalato dal re del Portogallo all'imperatore Massimiliano d'Asburgo, e quindi deve attraversare tutta l'Europa. E' di fantasia, ma molto accurato storicamente.
I brutti rimarranno sempre brutti. E pazzi. E rancorosi.

rossonero
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Re: Pillole di Storia

Messaggio da rossonero » 05/02/2022, 3:43

Mike Litoris ha scritto: ↑
04/02/2022, 21:01
Una cosa che mi ha sempre sorpreso, per quel che so un primato nella storia dell'uomo, è la "città di ghiaccio" austriaca nella Marmolada.

Prima Guerra Mondiale, angolo del fronte molto secondario, e sguarnito da entrambi gli schieramenti viste le quote super impegnative e il meteo degno del Polo Nord.

Ad un certo punto gli austriaci decidono di occupare la testata del ghiacciaio a 3300 m, Punta Rocca e Forcella V, il punto strategico migliore ma anche il più lontano dai centri logistici in Val di Fassa.
Gli italiani occupano di conseguenza il Serauta, in svantaggio di altitudine a "soli" 2.900 m, ma comodamente servito da una teleferica per i rifornimenti

Le posizioni dei due schieramenti nella pic, è importante il fatto che il ghiacciaio ai tempi arrivava quasi al lago di Fedaia.
La freccia indica la direzione seguita per gli spostamenti austriaci verso la loro linea, quasi tutta a piedi.

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Gli austriaci avevano il gigantesco problema di dover attraversare il ghiacciaio per tutta la sua lunghezza e dislivello per portare armi, viveri e rinforzi alla prima linea.
Il tutto sotto il tiro italiano.

Un giorno un giovane ufficiale austriaco, tale Leo Handl, mentre porta i rifornimenti con la sua squadra alla prima linea in Marmolada è costretto a buttarsi in un crepaccio nel ghiaccio per proteggersi dal fuoco italiano

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Ci rimane ore nel crepaccio di ghiaccio e da lì l'idea.
Perchè non scavare nel ghiaccio stesso?
Roba che nemmeno gli eschimesi, si parla dai 10 fino ai 15 km di gallerie nel ghiaccio per collegarsi con la prima linea, baracche dove stavano i soldati austriaci fino a 50 m sotto il ghiaccio.
Per quanto assurdo può sembrare sotto il ghiaccio faceva anche relativamente "caldo" rispetto allo stare all'aria aperta in quota, dai meno 30/20 si passava agli zero gradi circa.


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Baracca sotto il ghiaccio

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La città di ghiaccio nonostante sia stata funzionale allo scopo bellico aveva i suoi problemi, necessitava di lavori continui visto il mutare del ghiaccio.
Inoltre un serio problema era l'aereazione a causa delle stufe nelle baracche sotto il ghiaccio che producevano fumi tossici.
Però ha funzionato per circa un anno, gli italiani non hanno mai conquistato il ghiacciaio e post caporetto hanno abbandonato le posizioni ritirandosi più a valle.
Gli stessi austriaci abbandonarono la città di ghiaccio per avanzare e allontanarsi da dalle posizioni così impegnative da tenere.

Oggi della città di ghiaccio non rimane più niente, causa scioglimento e movimento del ghiacciaio.
Ma da ciò che rimane del ghiacciaio della Marmolada si vedono spesso e volentieri ruderi di baracche che ai tempi furono 20, 40, 50 m sotto il ghiaccio

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Spettacolo assoluto!

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Mike Litoris
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Re: Pillole di Storia

Messaggio da Mike Litoris » 14/02/2022, 0:37

Un fatto molto noto, magari qualcuno lo saprà già, nell'aprile del 1916 gli italiani fanno esplodere una montagna.

Prima guerra mondiale, settore dolomitico, dopo ripetuti attacchi per un anno circa sul Col di Lana e Cima Sief gli italiani decisero di scavare una galleria da mina e far esplodere la cima.

Era una delle poche cime sul fronte trentino presidiate in parte anche dal DAK (Deutsche Alpen Korps) truppe per lo più bavaresi, che qualcosa di montagna lo sapevano rispetto ad un berlinese, mandate dall'alleato tedesco in sostegno agli austriaci troppo impegnati ad est alla dichiarazione di guerra italiana.
In cambio gli austriaci mandarono batterie di artiglieria sul fronte francese.

Tornando al Col di Lana, dopo ripetuti attacchi gli italiani riuscirono ad arrivare a 100 m circa sotto la cima, al prezzo di migliaia di perdite fra feriti e morti.
Si decide così di scavare una galleria da mina, in soldoni gallerie sotterranee che superano il dislivello arrivando appena sotto la cima e che culminano in una caverna, in gergo "fornello da mina".
Nella caverna/fornello vengono stipate tonnellate e tonnellate di esplosivo che al momento opportuno verrà fatto detonare.

Si sa per certo che gli austro-tedeschi si fossero accorti che gli italiani stessero scavando sotto i loro piedi,
come contromisura si misero a scavare gallerie di contromina (in sintesi si tratta scavare una galleria appena sopra quella dell'avversario così da fargli crollare la sua in testa, una guerra davvero brutta e cruda da ratti-talpe, una morte orrenda).
Non funzionarono, non riuscirono a intercettare le gallerie italiane, e quando la mina esplose gli austriaci erano al loro posto, c'è chi dice per scellerati ordini del tipo "vietato lasciare la posizione in qualsiasi caso".

Col di Lana e cima Sief pre esplosione

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Post, al di là della distruzione della cima del Lana salta all'occhio che si è staccata ed è finita a valle gran parte della parete che separava le due cime.

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Gran parte della guarnigione austro-tedesca muore sul colpo o è così schockata da arrendersi più che volentieri dopo che ti è esplosa una montagna sotto i piedi.
Chi riesce a riorganizzarsi raggiunge la cima accanto, Sief.

Gli italiani occupano così agevolmente, dopo tante fatiche, il Col di Lana.

Col di Lana e Sief oggi, sono ancora evidentissimi i segni della mega esplosione

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Gli austriaci riuscirono ad organizzare in fretta e furia una linea di resistenza sul Sief e bloccarono gli italiani sul Col di Lana.
Post Caporetto gli italiani si ritirarono dal Lana per attestarsi sul Grappa e Piave, nonostante le enormi cicatrici è un monte che finirà la guerra in retrovia.


Non ci son mai stato, mi piacerebbe andarci prima o poi

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Re: Pillole di Storia

Messaggio da Mike Litoris » 23/02/2022, 22:14

Porca troia che figura di merda per gli americani, questa non la sapevo

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Operazione_Eagle_Claw

Full retard lo sparare con il lanciarazzi sul contrabbandiere iraniano lol

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Re: Pillole di Storia

Messaggio da Mike Litoris » 25/06/2022, 18:02

Curiosità autistica, cazzeggiando su un gruppo di americani appassionati di armi

Compare nella guerra attuale in ucraina una luger "modello artiglieria", arma rarissima (per inciso vale anche un pacco di soldi)

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Immagino che gran parte di voi sappiano cos'è una luger, forse la pistola più iconica del secolo passato, il modello "artiglieria" è una variante dalla canna allungata il triplo o quasi rispetto alla standard, con migliorie varie che permettevano di agganciarci un calcio in legno e un caricatore maggiorato per trasformarla da pistola a carabina semiautomatica improvvisata.

Equipaggiava, sulla carta, artiglieri, mitraglieri, medici, squadre d'assalto ecc... tutti quelli che avevano troppo intralcio a portare il fucile standard in spalla.
In realtà al fronte ne sono arrivate davvero poche, era un'arma complessa e costosa da produrre per l'epoca
Come sia finita in ucraina boh, sicuramente prodotta in Germania durante la prima mondiale, catturata dai russi nella grande Guerra? Nella seconda? Aiuti occidentali al governo bianco durante la guerra civile? Freikorps tedeschi nei paesi baltici?
Non lo sapremo mai, però catturata finita in un magazzino sovietico e tirata fuori all'occorrenza.

Molto, molto rara

Chad Vs virgin

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Fondina lunghissima per luger modello artiglieria

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Riciclata nella seconda guerra mondiale


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vecchio innocuo
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Re: Pillole di Storia

Messaggio da vecchio innocuo » 25/06/2022, 22:10

ricordi male.

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L'Eremita
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Re: Pillole di Storia

Messaggio da L'Eremita » 05/07/2022, 21:05


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Mike Litoris
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Re: Pillole di Storia

Messaggio da Mike Litoris » 25/02/2023, 1:05

Curiosamente l'ultima avventura dei panzer tedeschi della seconda guerra mondiale è stata più di un quarto di secolo dopo, rimangono un sacco di ruderi allo stato brado sulle alture del Golan fra Israele e Siria.
Roba che farebbe gola a qualsiasi museo ma è zona demilitarizzata.
Reduci dalla battaglia degli anni 60 fra Israele e Siria, distrutti e/o abbandonati.
Si tratta di veicoli catturati dai sovietici nella seconda guerra mondiale e passati ai siriani dopo.

Panzer IV

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seconda guerra mondiale

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Siriano

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Stug

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Seconda guerra mondiale

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Jagdpanzer IV

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In mano ai siriani

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Ai tedeschi nella offensiva delle Ardenne

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Dopo 18 anni dall'ultima guerra i panzer tedeschi della seconda guerra mondiale marciavano ancora contro gli ebrei (lol).
È andata male anche a sto giro :honk:

Curiosamente in mano ai siriani c'erano i due nemici storici, Panzer iv tedesco e T-34 russo

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Re: Pillole di Storia

Messaggio da Mike Litoris » 09/04/2023, 22:50

La storia divertente


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