Citazione di che? Ricordo bene un paolo villaggio in africa che faceva la guida turistica farlocca di cacciatori di leoni nel film "dove vai in vacanza"?RE innocuo ha scritto: ↑14/04/2021, 2:40vecchio simba,baragulo!(cit)rossonero ha scritto: ↑14/04/2021, 2:40Ideologico. Io mi chiamo fuori da tutto ciò che sia politicaRE innocuo ha scritto: ↑14/04/2021, 2:39il braccio di ferro politico più lungo della storia del forum!![]()
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Femminismo, socialismo e liberalismo
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rossonero
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Re: Femminismo, socialismo e liberalismo
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Re: Femminismo, socialismo e liberalismo
sapevo lo avresti riconosciuto subito!rossonero ha scritto: ↑14/04/2021, 2:41Citazione di che? Ricordo bene un paolo villaggio in africa che faceva la guida turistica farlocca di cacciatori di leoni nel film "dove vai in vacanza"?
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rossonero
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Re: Femminismo, socialismo e liberalismo
"Faremo fuori Il vecchio bamba"......."Ma cosa dici bimba!"RE innocuo ha scritto: ↑14/04/2021, 2:43sapevo lo avresti riconosciuto subito!
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Re: Femminismo, socialismo e liberalismo
Sono d'accordo sulla prima parte del commento, sulla seconda però vorrei fare una riflessione.rossonero ha scritto: ↑14/04/2021, 2:29Non sono io ad aver parlato dell'educazione. Comunque nel caso di normative atte a tarpare le ali a prescindere alle donne in quanto tali,parliamo sicuramente di situazioni antiliberali,già ieri l'ho detto. Quindi il combattere queste norme ha anche una matrice che è certamente liberale.Millennial Doomer ha scritto: ↑14/04/2021, 2:22Infatti non so perché ci stiamo concentrando sulla questione dell'educazione, mentre ve ne erano molte altre che limitavano le donne su basi legislative e non consuetudinarie. A tal proposito ti consiglio di dare un'occhiata all'opera di Olympe de Gouges e al contesto in cui essa è stata redatta: https://it.wikipedia.org/wiki/Dichiaraz ... _cittadinarossonero ha scritto: ↑14/04/2021, 2:11
Ok ma calate dall'alto per consuetudini familiari,non calate dall'alto con un divieto normativo. Gli schiavi ad esempio erano schiavi a livello legale,mentre non esistevano norme che impedissero ai genitori di far istruire una figlia.
Certo l'ideologia liberale del dare a tutti le stesse basi di partenza ha certamente influito,però non è corretto paragonare situazioni a livello normativo con situazioni a livello consuetudinario.
Lasciare che i genitori permettessero anche alle figlie di studiare lo reputo più buonsenso che femminismo. Buonsenso a livello globale,visto che precludersi il 50% di possibilità(facciamo anche solo 30% visto che tra le donne la possibilità di avere genialità è più bassa ma resta comunque una percentuale altissima da non sprecare)di scoprire qualche talento è un autogol clamoroso
A questo punto,fidandomi di quello che dici perchè non conosco la vicenda,potrei dire che il femminismo nasce sulla base di ideali di matrice liberale per poi assumere nel tempo connotazioni sempre più socialiste e antiliberali.
La parte tossica è quella moderna socialista però. Che le donne per legge debbano di base essere parificate all'uomo nei diritti (senza ovviamente la deriva moderna dove non si riconoscono nemmeno più i ruoli naturali derivanti dal sesso di appartenenza)mi sembra sacrosanto. Che debbano ottenere vantaggi dall'alto per portarle alla pari dove naturalmente non sarebbero tali,mi sembra una minchiata.
Siamo proprio sicuri che il femminismo moderno sia "socialista"? Alla fine "assistenzialismo" non equivale necessariamente a "socialismo", e la corrente femminista oggi maggioritaria (come dice anche Crepaldi) è quella liberale alla Freeda. La Boldrini e la Murgia cosa hanno di socialista? Praticamente nulla, la loro area politica di riferimento è un centro-sinistra liberale i cui unici afflati """"socialisti"""" sono quelli inerenti il favoreggiamento para-statalista dei loro bacini elettorali all'interno della pubblica amministrazione.
I collettivi trans-femministi queer e roba simile che si professano "socialisti" o "comunisti" non contano un cazzo nella scena politica e non smuovono nulla a livello mediatico (e ancora, questi individui e associazioni che anziché sulla lotta di classe si concentrano su immigrazionismo e "progressismo" pro-lgbtq sono considerabili davvero "socialisti"? Quando mai i Paesi in cui si è instaurata qualche forma di socialismo hanno attuato politiche immigrazioniste e omosessualiste?).
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Re: Femminismo, socialismo e liberalismo
Qui torniamo a non capirci,ho detto di matrice ideale socialista,non di appartenenza politica socialista. Poi io ne so poco niente del femminismo e mi interessa poco l'argomento,quindi non sarei in grado di fare analisi. Dico solo che vedo una forte matrice ideologica socialista nelle proposte tipo quote rosa o simili.Millennial Doomer ha scritto: ↑14/04/2021, 2:54Sono d'accordo sulla prima parte del commento, sulla seconda però vorrei fare una riflessione.rossonero ha scritto: ↑14/04/2021, 2:29Non sono io ad aver parlato dell'educazione. Comunque nel caso di normative atte a tarpare le ali a prescindere alle donne in quanto tali,parliamo sicuramente di situazioni antiliberali,già ieri l'ho detto. Quindi il combattere queste norme ha anche una matrice che è certamente liberale.Millennial Doomer ha scritto: ↑14/04/2021, 2:22
Infatti non so perché ci stiamo concentrando sulla questione dell'educazione, mentre ve ne erano molte altre che limitavano le donne su basi legislative e non consuetudinarie. A tal proposito ti consiglio di dare un'occhiata all'opera di Olympe de Gouges e al contesto in cui essa è stata redatta: https://it.wikipedia.org/wiki/Dichiaraz ... _cittadina
A questo punto,fidandomi di quello che dici perchè non conosco la vicenda,potrei dire che il femminismo nasce sulla base di ideali di matrice liberale per poi assumere nel tempo connotazioni sempre più socialiste e antiliberali.
La parte tossica è quella moderna socialista però. Che le donne per legge debbano di base essere parificate all'uomo nei diritti (senza ovviamente la deriva moderna dove non si riconoscono nemmeno più i ruoli naturali derivanti dal sesso di appartenenza)mi sembra sacrosanto. Che debbano ottenere vantaggi dall'alto per portarle alla pari dove naturalmente non sarebbero tali,mi sembra una minchiata.
Siamo proprio sicuri che il femminismo moderno sia "socialista"? Alla fine "assistenzialismo" non equivale necessariamente a "socialismo", e la corrente femminista oggi maggioritaria (come dice anche Crepaldi) è quella liberale alla Freeda. La Boldrini e la Murgia cosa hanno di socialista? Praticamente nulla, la loro area politica di riferimento è un centro-sinistra liberale i cui unici afflati """"socialisti"""" sono quelli inerenti il favoreggiamento para-statalista dei loro bacini elettorali all'interno della pubblica amministrazione.
I collettivi trans-femministi queer e roba simile che si professano "socialisti" o "comunisti" non contano un cazzo nella scena politica e non smuovono nulla a livello mediatico (e ancora, questi individui e associazioni che anziché sulla lotta di classe si concentrano su immigrazionismo e "progressismo" pro-lgbtq sono considerabili davvero "socialisti"? Quando mai i Paesi in cui si è instaurata qualche forma di socialismo hanno attuato politiche immigrazioniste e omosessualiste?).
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Re: Femminismo, socialismo e liberalismo
Sì capisco quello che vuoi dire, anche se inventare un'emergenza a tavolino (visto che la famosa disparità economica tra uomini è donne è essenzialmente una fola almeno per quanto riguarda il nostro Paese) per poi risolverla con aiuti dall'alto è una versione abbastanza distorta degli ideali socialisti.rossonero ha scritto: ↑14/04/2021, 2:57Qui torniamo a non capirci,ho detto di matrice ideale socialista,non di appartenenza politica socialista. Poi io ne so poco niente del femminismo e mi interessa poco l'argomento,quindi non sarei in grado di fare analisi. Dico solo che vedo una forte matrice ideologica socialista nelle proposte tipo quote rosa o simili.Millennial Doomer ha scritto: ↑14/04/2021, 2:54Sono d'accordo sulla prima parte del commento, sulla seconda però vorrei fare una riflessione.rossonero ha scritto: ↑14/04/2021, 2:29
Non sono io ad aver parlato dell'educazione. Comunque nel caso di normative atte a tarpare le ali a prescindere alle donne in quanto tali,parliamo sicuramente di situazioni antiliberali,già ieri l'ho detto. Quindi il combattere queste norme ha anche una matrice che è certamente liberale.
A questo punto,fidandomi di quello che dici perchè non conosco la vicenda,potrei dire che il femminismo nasce sulla base di ideali di matrice liberale per poi assumere nel tempo connotazioni sempre più socialiste e antiliberali.
La parte tossica è quella moderna socialista però. Che le donne per legge debbano di base essere parificate all'uomo nei diritti (senza ovviamente la deriva moderna dove non si riconoscono nemmeno più i ruoli naturali derivanti dal sesso di appartenenza)mi sembra sacrosanto. Che debbano ottenere vantaggi dall'alto per portarle alla pari dove naturalmente non sarebbero tali,mi sembra una minchiata.
Siamo proprio sicuri che il femminismo moderno sia "socialista"? Alla fine "assistenzialismo" non equivale necessariamente a "socialismo", e la corrente femminista oggi maggioritaria (come dice anche Crepaldi) è quella liberale alla Freeda. La Boldrini e la Murgia cosa hanno di socialista? Praticamente nulla, la loro area politica di riferimento è un centro-sinistra liberale i cui unici afflati """"socialisti"""" sono quelli inerenti il favoreggiamento para-statalista dei loro bacini elettorali all'interno della pubblica amministrazione.
I collettivi trans-femministi queer e roba simile che si professano "socialisti" o "comunisti" non contano un cazzo nella scena politica e non smuovono nulla a livello mediatico (e ancora, questi individui e associazioni che anziché sulla lotta di classe si concentrano su immigrazionismo e "progressismo" pro-lgbtq sono considerabili davvero "socialisti"? Quando mai i Paesi in cui si è instaurata qualche forma di socialismo hanno attuato politiche immigrazioniste e omosessualiste?).
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Re: Femminismo, socialismo e liberalismo
Liberalismo è padre del Marxismo, entrambi hanno come fine supremo il benessere materiale e il progressorossonero ha scritto: ↑13/04/2021, 0:56Ottima analisi come tuo solito. Su un punto la vedo in modo differente. Penso che il femminismo nasca nel solco del socialismo e non del liberalismo,che come giustamente fai notare,rigetta qualsiasi tipo di favoritismo in entrata.urlich ha scritto: ↑12/04/2021, 10:27L'articolo è una valida sintesi. Io mi definisco liberale classico in ambito di diritti civili (quindi conservatore spinto nell'agone contemporaneo) e "keynesiano"/interventista in economia(o social-democratico non troppo democratico, lol).
Io aggiungerei rispetto all'articolo che pur nascendo il femminismo nel solco del liberalismo e certo non nel solco del socialismo (l'analisi marxiana è chiarissima e inequivocabile nel definire come nucleo di tutta la faccenda le divisioni di classe e ritenere "fantasmi" sovrastrutturali tutte le altre divisioni possibili), il femminismo contemporaneo è decisamente oltre il liberalismo classico.
Il liberale classico concorda con l'idea che non esistano "ruoli" naturali che inscrivano gli individui dentro categorizzazioni la cui libertà viene normativamente limitata, ma non vuole (anzi proprio l'opposto) che osservata "in uscita" una certa diseguaglianza in un certo ambito per una certa categoria bisogna favorire "in entrata" detta categoria.
Per esempio, un liberale classico non vuole le quote rosa perché sono uno strumento chiaramente distorsivo ed è evidente a chiunque abbia trascorso un'adolescenza/prima giovinezza a giocare a fare il pasionario che nelle sedi giovanili il rapporto maschi/femmine è un ottimo paretiano 80/20 (e aggiungo che buona parte delle 20 è lì per i bei faccini della sezione e se ne sta fottendo della politica).
E' inutile gridare allo scandalo per l'assenza delle donne in politica se a livello di macroscopia statistica le donne della politica sostanzialmente se ne fottono.
Questo vale in tutti gli ambiti delle hardcore science, dove la percentuale maschile supera quella femminile. Nessuno impedisce a una donna di studiare ingegneria elettronica, per esempio, ma lo fanno in molto poche. Quindi? Facciamo le quote rosa nella progettazione di un circuito perché nel team non ci sono abbastanza donne? E' una roba da ritardati.
La sinistra contemporanea si può in buona parte definire una degenerazione del liberalismo nelle sue fragili basi teoriche ma sembra sempre più una costruzione mediatica pilotata ed eterodiretta (fondamentalmente dalle big corporations che come hai detto tu, sostanzialmente premiano la propria clientela).
Vero che il socialismo classico riconosce solo la lotta di classe,ma è abbastanza semplice la sua trasposizione a qualsiasi battaglia in cui si voglia andare contronatura, ottenendo la parità tramite un livellamento verso il basso.
Il marxismo è meno ruffiano e molto più efficace a livello politico perché prevede di estendere il progresso tramite mezzi violenti e autoritari, ma lo scopo finale rimane lo stesso sia per liberalismo che per il marxismo
Мы живем в период
