Ma infatti anche le femministe liberali volevano la parità con gli uomini solo per le donne di ceti sociali elevati e non anche per quelle dei ceti bassi. Del resto vivevano e agivano in un contesto sociale dove in molti casi persino agli uomini di basso ceto non era permesso votare, si pensi che nel Regno Unito il suffragio universale maschile è stato approvato solo nel 1918.rossonero ha scritto: ↑13/04/2021, 2:22Il concetto per cui le donne debbano avere diritto al voto in quanto pari ai maschi è un concetto più socialista che liberale,anche se una situazione in cui le donne non hanno diritto di voto in quanto tali,è fortemente antiliberale.Millennial Doomer ha scritto: ↑13/04/2021, 2:08Se ti vai a vedere le rivendicazioni del primo femminismo non chiedevano stipendi maggiorati o quote di assunzioni riservate alle donne, ma semplicemente il diritto di voto e altre cose basilari per cui non si rendeva necessario redistribuire ricchezza.rossonero ha scritto: ↑13/04/2021, 1:59
Anche il socialismo non nasce come favoritismo nei confronti della classe proletaria,ma come volontà di renderla pari alle classi superiori,tanto che lo scopo finale è un mondo livellato senza più classi.
Per ottenere la parità,che in natura non esiste,servono dei favoritismi verso chi parte da una base più bassa. Le quote rose ne sono un esempio.
Discorso differente il socialismo che fin dalle sue origini si basava proprio su questo.
Un liberale potrebbe ad esempio voler vedere imposta una patente per il voto,nel senso che per accedervi si debba prima dimostrare di conoscere la questione,cosa propongono i vari schieramenti etc......di fatto si otterrebbe quindi una situazione in cui le donne non votano,ma non per il fatto di appartenere alla propria categoria
In ogni caso non voglio dire che il socialismo non abbia mai fatto proprie istanze inerenti l'emancipazione della donna, perché ovviamente lo ha fatto, ma che tali istanze hanno avuto storicamente origine nell'alveo liberale (ho già citato la Rivoluzione francese e Olympe de Gouges), e che oggi sono favorite e propagandate non certo da elementi "socialisti" ma da enti e individui ideologicamente liberali.
