Caffè del brutto
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Re: Caffè del brutto
C’è gente che nel 2026 crede ancora ai razzi nello spazio
- Teomondo_Scrofalo
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Re: Caffè del brutto
"Ero un perdente, come Fantozzi. Ecco perchè quel film mi è venuto bene. Sono un attore mediocre, mica bravo come Tognazzi, Giannini o Mastroianni. Era l'autoritratto di un perdente che conoscevo bene. Era una specie di confessione. Io Paolo avevo l'aspetto da duro, invidioso e cinico, più tutti i difetti possibili, ma il più grave era un'assoluta insicurezza di cui conoscevo i contorni e i motivi.
Fantozzi è sicuramente vivo in questi ultimi tempi, in questi ultimi anni. Il Fantozzi degli anni del "Boom", quando erano tutti ricchi e l'Italia era il quarto paese industrializzato del pianeta, era un'eccezione, faceva ridere.
Adesso sinceramente, l'italia è diventato un paese piuttosto povero. C'è gente che non lavora, i giovani fino a quarantanni vivono in casa della nonna.
Quindi direi che Fantozzi non fa più tanto ridere, ma lo si può amare in quanto ti libera dal timore di essere isolato da quel tipo di incapacità ad essere competitivi. Ti rendi conto che Fantozzi, lo sono diventati il 99% degli italiani e la parte restante è fatta di grandi ladri.
La gente si è riconosciuta. Mi dicevano che Fantozzi somigliava a un amico, allo zio, a un collega perché non avevano il coraggio di dire che loro stessi erano uguali, e così volevano insabbiarlo. Quando lo ammisero, ridendo, fu una liberazione collettiva fondamentale.
Grazie a Fantozzi ho fatto in modo che alcuni neppure si accorgessero di essere nullità. O al limite ho fatto sì che non si sentissero soli."
[Paolo Villaggio su Fantozzi]
Crudissimo quante verità avesse già compreso Villaggio quasi 50anni fa...
Fantozzi è attualissimo anche al giorno d'oggi, semplicemente è cambiato il mode
Fantozzi è sicuramente vivo in questi ultimi tempi, in questi ultimi anni. Il Fantozzi degli anni del "Boom", quando erano tutti ricchi e l'Italia era il quarto paese industrializzato del pianeta, era un'eccezione, faceva ridere.
Adesso sinceramente, l'italia è diventato un paese piuttosto povero. C'è gente che non lavora, i giovani fino a quarantanni vivono in casa della nonna.
Quindi direi che Fantozzi non fa più tanto ridere, ma lo si può amare in quanto ti libera dal timore di essere isolato da quel tipo di incapacità ad essere competitivi. Ti rendi conto che Fantozzi, lo sono diventati il 99% degli italiani e la parte restante è fatta di grandi ladri.
La gente si è riconosciuta. Mi dicevano che Fantozzi somigliava a un amico, allo zio, a un collega perché non avevano il coraggio di dire che loro stessi erano uguali, e così volevano insabbiarlo. Quando lo ammisero, ridendo, fu una liberazione collettiva fondamentale.
Grazie a Fantozzi ho fatto in modo che alcuni neppure si accorgessero di essere nullità. O al limite ho fatto sì che non si sentissero soli."
[Paolo Villaggio su Fantozzi]
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Fantozzi è attualissimo anche al giorno d'oggi, semplicemente è cambiato il mode
Sono stanco Capo.
"o muori da incel o vivi tanto a lungo da diventare Brutton."
Eremita (18/03/2025)
"In questo forum devi essere matto. Se no impazzisci."
Semicit. Leopold Fechtner
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- vecchio innocuo
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Re: Caffè del brutto
Teomondo_Scrofalo ha scritto: ↑03/09/2026, 23:50"Ero un perdente, come Fantozzi. Ecco perchè quel film mi è venuto bene. Sono un attore mediocre, mica bravo come Tognazzi, Giannini o Mastroianni. Era l'autoritratto di un perdente che conoscevo bene. Era una specie di confessione. Io Paolo avevo l'aspetto da duro, invidioso e cinico, più tutti i difetti possibili, ma il più grave era un'assoluta insicurezza di cui conoscevo i contorni e i motivi.
Fantozzi è sicuramente vivo in questi ultimi tempi, in questi ultimi anni. Il Fantozzi degli anni del "Boom", quando erano tutti ricchi e l'Italia era il quarto paese industrializzato del pianeta, era un'eccezione, faceva ridere.
Adesso sinceramente, l'italia è diventato un paese piuttosto povero. C'è gente che non lavora, i giovani fino a quarantanni vivono in casa della nonna.
Quindi direi che Fantozzi non fa più tanto ridere, ma lo si può amare in quanto ti libera dal timore di essere isolato da quel tipo di incapacità ad essere competitivi. Ti rendi conto che Fantozzi, lo sono diventati il 99% degli italiani e la parte restante è fatta di grandi ladri.
La gente si è riconosciuta. Mi dicevano che Fantozzi somigliava a un amico, allo zio, a un collega perché non avevano il coraggio di dire che loro stessi erano uguali, e così volevano insabbiarlo. Quando lo ammisero, ridendo, fu una liberazione collettiva fondamentale.
Grazie a Fantozzi ho fatto in modo che alcuni neppure si accorgessero di essere nullità. O al limite ho fatto sì che non si sentissero soli."
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Fantozzi è attualissimo anche al giorno d'oggi, semplicemente è cambiato il mode
villaggio era una persona di una cultura ed intelligenza "terrificante".
- Teomondo_Scrofalo
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Re: Caffè del brutto
Pikkoloancielo

Non hai i permessi necessari per visualizzare i file allegati in questo messaggio.
Sono stanco Capo.
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Re: Caffè del brutto
Se avesse continuato a mandarle fiori avrebbe fatto un tweet in cui parlava del "ragazzo inquietante che mi manda i fiori".
Nella vita non è importante COSA si fa, è importante CHI lo fa.
- Teomondo_Scrofalo
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Re: Caffè del brutto
Non credo, gli orbiter che non si aspettano nulla in cambio servono loro come il pane, visto che le egoboostano, pur restando "casi umani" .
Purtroppo noi ridiamo e scherziamo, ma se gli uomini MEDI (visto che noi -da molti definiti sottomedia- abbiamo capito come funziona e i vari Chad neanche prenderebbero in considerazione di metterle sul piedistallo) lo capissero il sistema crollerebbe in modo estremo. Altro che "sono sola", ancora non hanno mai provato un giorno di ASSOLUTA solitudine che l'uomo vive costantemente (anche da impegnato e con famiglia eh).
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Re: Caffè del brutto
Last year I went on a date with a gorgeous man who ticked all my boxes: funny, clever, close with his family, capable of asking a follow-up question and — unusually for a dating app — exactly as advertised. After a fantastic date I watched him select the wrong currency at an ATM and felt all interest evaporate on the spot. By the next Tube station I had remembered an improbably early start the next morning and fled. Not my finest moment, but unfortunately a terminal one.
https://archive.is/R8dAw
https://archive.is/R8dAw
[...] non so mi guardo allo specchio e si ho dei difetti ovvio, ma mi piaccio non vedo perche una donna non dovrebbe volere il mio seme, stiamo scherzando lol? IO sono un grande, un figo, una donna dovrebbe essere grata del mio seme.
- Teomondo_Scrofalo
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Re: Caffè del brutto
https://www.facebook.com/share/p/1DFGKbXcD2/
Diciamo che alcune cose possono anche starci, ma sostanzialmente è un Boomer morto di figa e neanche se ne rende conto...
Spoiler
Show
Ho scoperto che guidare l’autobus il sabato sera è un’esperienza antropologica straordinaria.
Io pensavo fosse un lavoro.
Invece no.
È National Geographic.
Il sabato sera osservo soprattutto il corteggiamento dei giovani.
Ed è lì che ho capito che qualcosa, nell’evoluzione, dev’essere andato storto.
Alla fermata arrivano loro.
Le ragazze.
Vestito lungo.
Tacchi.
Capelli perfetti.
Trucco.
Profumo.
Bellissime.
Alcune salgono sull’autobus e io, giuro, me ne accorgo prima col naso.
Arriva questa nuvola dolcissima di profumo…
e penso: "è salita una ragazza oppure abbiamo investito un negozio di Sephora".
Poi la guardi e dici: "Minchia."
Anche perché sono siciliano e non conosco altre espressioni idiomatiche tanto azzeccate per casi simili.
Cioè, ragazze che quando avevo vent’anni io avrebbero provocato tamponamenti a catena nel raggio di quattro chilometri.
Così belle che si sarebbe fermato il mondo solo per vederle attraversare la strada.
E allora, inevitabilmente, guardo i ragazzi seduti dietro. Perché penso: "Adesso questi impazziscono."
Niente.
Non si sono accorti di nulla.
Quattro maschi con maglietta nera, pantaloncino bianco, Birkenstock, vestiti praticamente come un gruppo di turisti tedeschi che ha perso l’albergo, e stanno parlando tra loro.
Serissimi.
Lei passa davanti.
Niente.
Lei si siede.
Niente.
Lei potrebbe spogliarsi, incendiare l’autobus e partorire un unicorno nel corridoio e loro: "Comunque secondo me Mbappé su FIFA è troppo forte."
Io li guardo dallo specchietto e penso: "RAGAZZI. CRISTO. ALZATE GLI OCCHI."
Perché poi c’è questa cosa stranissima.
Le ragazze di vent’anni oggi sembrano donne.
I ragazzi di vent’anni sembrano quelli che sono scesi cinque minuti fa dal pullman della gita di terza media.
Lei sembra pronta per andare alla prima della Scala.
Lui sembra che la madre gli abbia detto: "Mattia, a mamma, mettiti qualcosa di carino, per una volta."
E Mattia ha scelto le Birkenstock.
Ogni tanto, però, succede il contrario.
Sale lui.
Elegantissimo.
Jeans sotto le natiche.
Mutanda perfettamente esposta al pubblico.
Rasta.
Camicia aperta fino allo sterno.
Chiazza di sudore sotto l’ascella che ormai ha ottenuto la cittadinanza.
E LUI le ragazze le vede.
Eccome se le vede.
Solo che generalmente punta quella che ha appena finito otto ore di lavoro.
Lei sale sul bus distrutta.
Ha negli occhi un unico desiderio: doccia, pigiama, letto, morte sociale.
E lui: "Sciao bela."
Lei lo guarda con quella faccia che dice: "Se mi rivolgi un’altra parola ti denuncio direttamente all’autista."
E l’autista sono io.
Che nel frattempo sto seguendo tutto dallo specchietto come Beautiful.
Ma la cosa che mi ha stupito di più è un’altra.
Quelli che vedo ancora avvicinarsi davvero a una ragazza, parlarle, fare una battuta, chiederle il numero, rischiare quella meravigliosa, antichissima umiliazione del: "No, grazie", molto spesso non sono italiani.
E questa cosa ormai mi incuriosisce.
Perché non sto dicendo che dobbiamo tornare agli anni Cinquanta, per carità.
Non dico che bisogna importunare le donne, ovviamente.
Dico proprio: quando abbiamo smesso di provarci?
Perché a un certo punto dev’essere successo qualcosa.
Forse il testosterone italiano è finito.
Non lo so.
Magari lo abbiamo consumato tutto noi della generazione precedente.
Anche perché, giuro, io ne ho così tanto in disavanzo che potrei venderlo.
Abbiamo lasciato ai nostri figli il debito pubblico, il cambiamento climatico e zero testosterone, altrimenti non me lo spiego.
Oppure oggi il corteggiamento funziona diversamente.
Magari questi ragazzi non ignorano le ragazze.
Magari stanno già parlando con loro.
Solo che lo fanno su Instagram.
Lei è seduta a cinquanta centimetri.
E lui le scrive: "Ehi."
E aspetta.
Perché parlarle direttamente sarebbe troppo intimo.
Comunque io ormai il sabato sera non guido più un autobus.
Guido un documentario sull’accoppiamento umano.
E, da quello che vedo, se un singolo autobus fa media nazionale, siamo destinati all'estinzione.
#savastascrivecose
Io pensavo fosse un lavoro.
Invece no.
È National Geographic.
Il sabato sera osservo soprattutto il corteggiamento dei giovani.
Ed è lì che ho capito che qualcosa, nell’evoluzione, dev’essere andato storto.
Alla fermata arrivano loro.
Le ragazze.
Vestito lungo.
Tacchi.
Capelli perfetti.
Trucco.
Profumo.
Bellissime.
Alcune salgono sull’autobus e io, giuro, me ne accorgo prima col naso.
Arriva questa nuvola dolcissima di profumo…
e penso: "è salita una ragazza oppure abbiamo investito un negozio di Sephora".
Poi la guardi e dici: "Minchia."
Anche perché sono siciliano e non conosco altre espressioni idiomatiche tanto azzeccate per casi simili.
Cioè, ragazze che quando avevo vent’anni io avrebbero provocato tamponamenti a catena nel raggio di quattro chilometri.
Così belle che si sarebbe fermato il mondo solo per vederle attraversare la strada.
E allora, inevitabilmente, guardo i ragazzi seduti dietro. Perché penso: "Adesso questi impazziscono."
Niente.
Non si sono accorti di nulla.
Quattro maschi con maglietta nera, pantaloncino bianco, Birkenstock, vestiti praticamente come un gruppo di turisti tedeschi che ha perso l’albergo, e stanno parlando tra loro.
Serissimi.
Lei passa davanti.
Niente.
Lei si siede.
Niente.
Lei potrebbe spogliarsi, incendiare l’autobus e partorire un unicorno nel corridoio e loro: "Comunque secondo me Mbappé su FIFA è troppo forte."
Io li guardo dallo specchietto e penso: "RAGAZZI. CRISTO. ALZATE GLI OCCHI."
Perché poi c’è questa cosa stranissima.
Le ragazze di vent’anni oggi sembrano donne.
I ragazzi di vent’anni sembrano quelli che sono scesi cinque minuti fa dal pullman della gita di terza media.
Lei sembra pronta per andare alla prima della Scala.
Lui sembra che la madre gli abbia detto: "Mattia, a mamma, mettiti qualcosa di carino, per una volta."
E Mattia ha scelto le Birkenstock.
Ogni tanto, però, succede il contrario.
Sale lui.
Elegantissimo.
Jeans sotto le natiche.
Mutanda perfettamente esposta al pubblico.
Rasta.
Camicia aperta fino allo sterno.
Chiazza di sudore sotto l’ascella che ormai ha ottenuto la cittadinanza.
E LUI le ragazze le vede.
Eccome se le vede.
Solo che generalmente punta quella che ha appena finito otto ore di lavoro.
Lei sale sul bus distrutta.
Ha negli occhi un unico desiderio: doccia, pigiama, letto, morte sociale.
E lui: "Sciao bela."
Lei lo guarda con quella faccia che dice: "Se mi rivolgi un’altra parola ti denuncio direttamente all’autista."
E l’autista sono io.
Che nel frattempo sto seguendo tutto dallo specchietto come Beautiful.
Ma la cosa che mi ha stupito di più è un’altra.
Quelli che vedo ancora avvicinarsi davvero a una ragazza, parlarle, fare una battuta, chiederle il numero, rischiare quella meravigliosa, antichissima umiliazione del: "No, grazie", molto spesso non sono italiani.
E questa cosa ormai mi incuriosisce.
Perché non sto dicendo che dobbiamo tornare agli anni Cinquanta, per carità.
Non dico che bisogna importunare le donne, ovviamente.
Dico proprio: quando abbiamo smesso di provarci?
Perché a un certo punto dev’essere successo qualcosa.
Forse il testosterone italiano è finito.
Non lo so.
Magari lo abbiamo consumato tutto noi della generazione precedente.
Anche perché, giuro, io ne ho così tanto in disavanzo che potrei venderlo.
Abbiamo lasciato ai nostri figli il debito pubblico, il cambiamento climatico e zero testosterone, altrimenti non me lo spiego.
Oppure oggi il corteggiamento funziona diversamente.
Magari questi ragazzi non ignorano le ragazze.
Magari stanno già parlando con loro.
Solo che lo fanno su Instagram.
Lei è seduta a cinquanta centimetri.
E lui le scrive: "Ehi."
E aspetta.
Perché parlarle direttamente sarebbe troppo intimo.
Comunque io ormai il sabato sera non guido più un autobus.
Guido un documentario sull’accoppiamento umano.
E, da quello che vedo, se un singolo autobus fa media nazionale, siamo destinati all'estinzione.
#savastascrivecose
Sono stanco Capo.
"o muori da incel o vivi tanto a lungo da diventare Brutton."
Eremita (18/03/2025)
"In questo forum devi essere matto. Se no impazzisci."
Semicit. Leopold Fechtner
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wizard
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Re: Caffè del brutto
E' uno che chiede soldi come si vede dal primo post sotto, probabilmente il testo è scritto dall'ai (è lo stesso stile usato su likedin (altro cringiodromo) anche come formattazione).
Comunque ipotizzando che il racconto sia vero, maschi davvero low-libido sono pochissimi, molti sono incel rassegnati o comunque beta, semplicemente non si mettono a sbavare apertamente ma fanno finta di nulla.
Comunque ipotizzando che il racconto sia vero, maschi davvero low-libido sono pochissimi, molti sono incel rassegnati o comunque beta, semplicemente non si mettono a sbavare apertamente ma fanno finta di nulla.
- Teomondo_Scrofalo
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Re: Caffè del brutto
Credo che il discorso della libido sia di una via parallela, il punto principale è che ormai i giovani son stanchi di fare apprezzamenti e rischiare di passare per "molestatori" o "probabili stupratori" quindi preferiscono guardare da lontano e farsi gli affari propri, provandoci al massimo con i social tra IG e Tinder.wizard ha scritto: ↑15/09/2026, 0:15E' uno che chiede soldi come si vede dal primo post sotto, probabilmente il testo è scritto dall'ai (è lo stesso stile usato su likedin (altro cringiodromo) anche come formattazione).
Comunque ipotizzando che il racconto sia vero, maschi davvero low-libido sono pochissimi, molti sono incel rassegnati o comunque beta, semplicemente non si mettono a sbavare apertamente ma fanno finta di nulla.
Insomma i tempi in stile Pio e Amedeo dove "Ammmoreeeehhh mioooohhh" sono ormai finiti anche perché la narrativa e il woke odierno li fa apparire alla pari degli stupratori effettivi.
Stessa narrativa dove , tipo una settimana fa, girava un video di una che dalla cadenza sarà stata lombarda (magari non Milano ma tipo Carate Brianza o Sesto Calende) preoccupata di non poter andare a fare jogging di prima mattina per paura di essere violentata, facendo il paragone con la storia del bosco e l'orso
Preferendo correre su tipo una super strada che in un parco pubblico
Questo oltre al discorso che sempre più ragazzi stanno fregandosene proprio delle super egopompate arrizzacazzi, pensando ai propri interessi e neanche più perdendo tempo in discoteche e affini.
Sarei curioso di vedere post estate quanti saranno ancora i ragazzi a frequentare discoteche e affini, @-FM tu hai più fatto conteggi dalle foto nelle discoteche?
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