poi per fortuna invecchiando si sente sempre meno fino a ritenerlo una rottura di coglioni
Perchè è tanto difficile accettare la propria mediocrità in campo relazionale?
- vecchio innocuo
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Re: Perchè è tanto difficile accettare la propria mediocrità in campo relazionale?
in estrema sintesi,perchè il piacere al sesso opposto è l'istinto più "forte" che hanno gli esseri viventi e il valore del tuo essere si basa su quel successo. anche l'avere successo in altri ambiti della vita se vai a stringere..serve istintivamente per renderti migliore sul mercato sessuale.
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rossonero
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Re: Perchè è tanto difficile accettare la propria mediocrità in campo relazionale?
A quanto pare nessuno ha percepito il cuore della domanda(a parte Ulrich),deviando più su altre considerazioni. Se non l'ha capita quasi nessuno, evidentemente sono io che non riesco a passare il messaggio. Oppure la si è capita ma si è preferito virare su una risposta più "facile" puntualizzando un qualcosa di ridondante.
Il fatto che l'ambito relazionale sia il più importante nella vita è scontato, non c'è nemmeno bisogno di sottolinearlo,l'ho anche premesso nel messaggio iniziale,non era lì che mi volevo concentrare e ho spiegato anche il perché. Forse riuscirei meglio a farmi capire a voce dal vivo(cosa che ovviamente,quando ci fosse occasione ,non avrei assolutamente voglia di fare
)
Provo dunque a spiegarmi ancora un po'
Continuo con l'esempio calcio(ma ognuno puo' utilizzare il suo hobby)per poi parametrarlo alle relazioni. Se per giocare in serie A devo essere, che so, al 99.97 percentile nel talento calcistico tra i giovani uomini,in serie B al 99.71 e così via fino ad arrivare alla 3 categoria dove saremo al 85/90.....proviamo ad immagiare una situazione in cui 9 uomini su 10 non avessero accesso mai ed in nessun modo ad alcuna donna e tu avessi accesso alla cessa essendo al 90 percentile sul mercato relazionale. Accontentarsi (o decidere di stare solo ma sapendo di avere potenzialmente accesso a qualcosa che ti pone sopra il 90% dei tuoi competitors) sarebbe devastante come lo è nella realtà odierna? Oppure,pur invidiando di tanto in tanto' la fascia elitaria dove ci sono maschi che stanno con donne belle ,la percezione oggettiva di stare comunque nel top10% setterebbe il cervello in modo diverso, facendoti percepire la tua situazione molto migliore di come la percepiresti oggi? Io penso di sì
E dunque forse uno dei motivi per cui si riesce a trarre piacere dal competere a livelli bassissimi in alcuni settori è quello di percepirsi comunque migliori della stragrande parte della popolazione di riferimento? Secondo me sì.
@urlich ha messo sul piatto un altro elemento che mi sento di approvare. Ovvero negli hobbies la bluepill è elevatissima,nel senso che è molto facile pensare "sto facedo questa cosa come hobby quindi non sto mettendo tutto me stesso ma volendo potrei essere molto meglio". E' un buon input anche se secondo me la parte riguardante il percentile rispetto alla tua popolazione di riferimento è quella più potente per il cervello
Il fatto che l'ambito relazionale sia il più importante nella vita è scontato, non c'è nemmeno bisogno di sottolinearlo,l'ho anche premesso nel messaggio iniziale,non era lì che mi volevo concentrare e ho spiegato anche il perché. Forse riuscirei meglio a farmi capire a voce dal vivo(cosa che ovviamente,quando ci fosse occasione ,non avrei assolutamente voglia di fare
Provo dunque a spiegarmi ancora un po'
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E dunque forse uno dei motivi per cui si riesce a trarre piacere dal competere a livelli bassissimi in alcuni settori è quello di percepirsi comunque migliori della stragrande parte della popolazione di riferimento? Secondo me sì.
@urlich ha messo sul piatto un altro elemento che mi sento di approvare. Ovvero negli hobbies la bluepill è elevatissima,nel senso che è molto facile pensare "sto facedo questa cosa come hobby quindi non sto mettendo tutto me stesso ma volendo potrei essere molto meglio". E' un buon input anche se secondo me la parte riguardante il percentile rispetto alla tua popolazione di riferimento è quella più potente per il cervello
- Hoppe
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Re: Perchè è tanto difficile accettare la propria mediocrità in campo relazionale?
Sono entrambe le cose:rossonero ha scritto: ↑06/03/2026, 4:44A quanto pare nessuno ha percepito il cuore della domanda(a parte Ulrich),deviando più su altre considerazioni. Se non l'ha capita quasi nessuno, evidentemente sono io che non riesco a passare il messaggio. Oppure la si è capita ma si è preferito virare su una risposta più "facile" puntualizzando un qualcosa di ridondante.
Il fatto che l'ambito relazionale sia il più importante nella vita è scontato, non c'è nemmeno bisogno di sottolinearlo,l'ho anche premesso nel messaggio iniziale,non era lì che mi volevo concentrare e ho spiegato anche il perché. Forse riuscirei meglio a farmi capire a voce dal vivo(cosa che ovviamente,quando ci fosse occasione ,non avrei assolutamente voglia di fare)
Provo dunque a spiegarmi ancora un po'
Continuo con l'esempio calcio(ma ognuno puo' utilizzare il suo hobby)per poi parametrarlo alle relazioni. Se per giocare in serie A devo essere, che so, al 99.97 percentile nel talento calcistico tra i giovani uomini,in serie B al 99.71 e così via fino ad arrivare alla 3 categoria dove saremo al 85/90.....proviamo ad immagiare una situazione in cui 9 uomini su 10 non avessero accesso mai ed in nessun modo ad alcuna donna e tu avessi accesso alla cessa essendo al 90 percentile sul mercato relazionale. Accontentarsi (o decidere di stare solo ma sapendo di avere potenzialmente accesso a qualcosa che ti pone sopra il 90% dei tuoi competitors) sarebbe devastante come lo è nella realtà odierna? Oppure,pur invidiando di tanto in tanto' la fascia elitaria dove ci sono maschi che stanno con donne belle ,la percezione oggettiva di stare comunque nel top10% setterebbe il cervello in modo diverso, facendoti percepire la tua situazione molto migliore di come la percepiresti oggi? Io penso di sì
E dunque forse uno dei motivi per cui si riesce a trarre piacere dal competere a livelli bassissimi in alcuni settori è quello di percepirsi comunque migliori della stragrande parte della popolazione di riferimento? Secondo me sì.
@urlich ha messo sul piatto un altro elemento che mi sento di approvare. Ovvero negli hobbies la bluepill è elevatissima,nel senso che è molto facile pensare "sto facedo questa cosa come hobby quindi non sto mettendo tutto me stesso ma volendo potrei essere molto meglio". E' un buon input anche se secondo me la parte riguardante il percentile rispetto alla tua popolazione di riferimento è quella più potente per il cervello
1) è un settore fondamentale per la vita sopratutto da adulti quando le persone media fanno una famiglia, gli hobby no
2) se sei nel bottom 10% equivale a far cagare anche nella partita di calcetto con gli amici e non riuscire a fare neanche un passaggio. Solo che uno negatissimo non gioca a calcio e vive lo stesso, un incellone estremo si vede intorno persone normali avere una compagna è ovvio che ci rimane più male.
Io la bluepill negli hobby non ce la vedo più di tanto, per dire in ambito palestra in tantissimi lo ammettono di avere genetica scadente.
[...] non so mi guardo allo specchio e si ho dei difetti ovvio, ma mi piaccio non vedo perche una donna non dovrebbe volere il mio seme, stiamo scherzando lol? IO sono un grande, un figo, una donna dovrebbe essere grata del mio seme.
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rossonero
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Re: Perchè è tanto difficile accettare la propria mediocrità in campo relazionale?
Se ho ben capito mi stai dando ragione,ovvero si riesce a trarre godimento nel partecipare ad attività a livello infimo(tipo terza categoria nel calcio) perchè in realtà non è per nulla infimo rispetto alla popolazione di riferimento globale. Chi è infimo realmente non pratica quell'attività. In definitiva non esistono persone(in media poi i casi esisteranno)che praticano con costanza attività nelle quali sono negate rispetto alla media globale perchè le rifuggono istintivamente.Hoppe ha scritto: ↑06/03/2026, 12:42Sono entrambe le cose:rossonero ha scritto: ↑06/03/2026, 4:44A quanto pare nessuno ha percepito il cuore della domanda(a parte Ulrich),deviando più su altre considerazioni. Se non l'ha capita quasi nessuno, evidentemente sono io che non riesco a passare il messaggio. Oppure la si è capita ma si è preferito virare su una risposta più "facile" puntualizzando un qualcosa di ridondante.
Il fatto che l'ambito relazionale sia il più importante nella vita è scontato, non c'è nemmeno bisogno di sottolinearlo,l'ho anche premesso nel messaggio iniziale,non era lì che mi volevo concentrare e ho spiegato anche il perché. Forse riuscirei meglio a farmi capire a voce dal vivo(cosa che ovviamente,quando ci fosse occasione ,non avrei assolutamente voglia di fare)
Provo dunque a spiegarmi ancora un po'
Continuo con l'esempio calcio(ma ognuno puo' utilizzare il suo hobby)per poi parametrarlo alle relazioni. Se per giocare in serie A devo essere, che so, al 99.97 percentile nel talento calcistico tra i giovani uomini,in serie B al 99.71 e così via fino ad arrivare alla 3 categoria dove saremo al 85/90.....proviamo ad immagiare una situazione in cui 9 uomini su 10 non avessero accesso mai ed in nessun modo ad alcuna donna e tu avessi accesso alla cessa essendo al 90 percentile sul mercato relazionale. Accontentarsi (o decidere di stare solo ma sapendo di avere potenzialmente accesso a qualcosa che ti pone sopra il 90% dei tuoi competitors) sarebbe devastante come lo è nella realtà odierna? Oppure,pur invidiando di tanto in tanto' la fascia elitaria dove ci sono maschi che stanno con donne belle ,la percezione oggettiva di stare comunque nel top10% setterebbe il cervello in modo diverso, facendoti percepire la tua situazione molto migliore di come la percepiresti oggi? Io penso di sì
E dunque forse uno dei motivi per cui si riesce a trarre piacere dal competere a livelli bassissimi in alcuni settori è quello di percepirsi comunque migliori della stragrande parte della popolazione di riferimento? Secondo me sì.
@urlich ha messo sul piatto un altro elemento che mi sento di approvare. Ovvero negli hobbies la bluepill è elevatissima,nel senso che è molto facile pensare "sto facedo questa cosa come hobby quindi non sto mettendo tutto me stesso ma volendo potrei essere molto meglio". E' un buon input anche se secondo me la parte riguardante il percentile rispetto alla tua popolazione di riferimento è quella più potente per il cervello
1) è un settore fondamentale per la vita sopratutto da adulti quando le persone media fanno una famiglia, gli hobby no
2) se sei nel bottom 10% equivale a far cagare anche nella partita di calcetto con gli amici e non riuscire a fare neanche un passaggio. Solo che uno negatissimo non gioca a calcio e vive lo stesso, un incellone estremo si vede intorno persone normali avere una compagna è ovvio che ci rimane più male.
Io la bluepill negli hobby non ce la vedo più di tanto, per dire in ambito palestra in tantissimi lo ammettono di avere genetica scadente.
- johnny-red
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Re: Perchè è tanto difficile accettare la propria mediocrità in campo relazionale?
io tanti anni fa sono stato panchinaro in terza categoria, tanto per dire, e il presidente era un mio amico, ma non me ne fregava più di tanto, non sono mai stato una cima a giocare a calcio; ma il fatto di essere ignorato da tutte le donne e trovare al massimo qualche cessa obesa, se va bene, mi duole eccome
- urlich
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Re: Perchè è tanto difficile accettare la propria mediocrità in campo relazionale?
Per esempio, a me la consapevolezza di essere mediocre come programmatore/capacita' logico-matematiche pesa ormai piu' del fatto di non aver mai avuto una storia duratura con qualcuna che mi piacesse davvero. Ma appunto, la questione ha una proiezione multiforme: sul lavoro genera un senso di inadeguatezza, ma al di fuori del lavoro sapere di avere competenze/conoscenze superiori al resto della popolazione in qualche modo contribuisce a tenere a galla la tua autostima.
Il contesto di riferimento varia molto da attivita' ad attivita', perche' alcune non ti mettono in contatto/competizione con fasce superiori mentre altre possono...come ad esempio: ristrutturazione aziendale dove passate da essere tu e Pajeet, con Pajeet tipico pigiatasti IT che procede col pilota automatico, a un team di 10+ persone, con gente che ti tira fuori in un paio di giorni soluzioni che fanno uso di design patterns, ricorsione, caching per prevenire accessi superflui etc etc.
In una situazione del genere passi dal vivacchiare lavorativamente parlando, al sentirti una merdina inutile.
La risposta pragmatica normie e' spesso quella di eludere il confronto, sfuggire alla consapevolezza, relativamente alle cose che definiscono il tuo valore di "core" per quelle che sono state le tue scelte di vita o per quelle che sono le tue condizioni di partenza , sopratutto la 'bellezza' e 'l'intelligenza' (sebbene la seconda per fortuna non sia "univoca" come la prima. Esempio, la visione di gioco di un Totti lo pone a un livello di genialita' intellettiva, che pero' non si traduce nella genialita' intellettiva che ti porta a vincere una medaglia Fields...mentre la bellezza quella e': se sei uno sgorbio, lo sei sub specie aeternitatis).
Il tipo pragmatico neurotipico non e' che stia ad analizzarsi nei suoi difetti, semmai si cruccia di non trovare una compagna, ma vive abbastanza serenamente nel momento in cui la trova.
Sul lavoro elude il confronto col soggetto piu' dotato, cerca di non pensarci, trova scappatoie per non mettersi in discussione ma piuttosto pensa magari "questo me lo devo fare amico cosi' mi da una mano".
Esistono casi rari di soggetti che invece hanno sogni che sopravvivono all'adolescenza e che si ostinano a portare avanti con scarsi risultati (penso sopratutto in ambito artistico/musicale etcetc) e molti di questi finiscono veramente male, diventano alienati veri da adulti, vanno in depressione etc, mentre in genere come dice Rosso l'istinto di sopravvivenza ti mette al riparo dal cimentarti ossessivamente in attivita' per le quali la natura non ti ha dato un vantaggio genetico.
Il contesto di riferimento varia molto da attivita' ad attivita', perche' alcune non ti mettono in contatto/competizione con fasce superiori mentre altre possono...come ad esempio: ristrutturazione aziendale dove passate da essere tu e Pajeet, con Pajeet tipico pigiatasti IT che procede col pilota automatico, a un team di 10+ persone, con gente che ti tira fuori in un paio di giorni soluzioni che fanno uso di design patterns, ricorsione, caching per prevenire accessi superflui etc etc.
In una situazione del genere passi dal vivacchiare lavorativamente parlando, al sentirti una merdina inutile.
La risposta pragmatica normie e' spesso quella di eludere il confronto, sfuggire alla consapevolezza, relativamente alle cose che definiscono il tuo valore di "core" per quelle che sono state le tue scelte di vita o per quelle che sono le tue condizioni di partenza , sopratutto la 'bellezza' e 'l'intelligenza' (sebbene la seconda per fortuna non sia "univoca" come la prima. Esempio, la visione di gioco di un Totti lo pone a un livello di genialita' intellettiva, che pero' non si traduce nella genialita' intellettiva che ti porta a vincere una medaglia Fields...mentre la bellezza quella e': se sei uno sgorbio, lo sei sub specie aeternitatis).
Il tipo pragmatico neurotipico non e' che stia ad analizzarsi nei suoi difetti, semmai si cruccia di non trovare una compagna, ma vive abbastanza serenamente nel momento in cui la trova.
Sul lavoro elude il confronto col soggetto piu' dotato, cerca di non pensarci, trova scappatoie per non mettersi in discussione ma piuttosto pensa magari "questo me lo devo fare amico cosi' mi da una mano".
Esistono casi rari di soggetti che invece hanno sogni che sopravvivono all'adolescenza e che si ostinano a portare avanti con scarsi risultati (penso sopratutto in ambito artistico/musicale etcetc) e molti di questi finiscono veramente male, diventano alienati veri da adulti, vanno in depressione etc, mentre in genere come dice Rosso l'istinto di sopravvivenza ti mette al riparo dal cimentarti ossessivamente in attivita' per le quali la natura non ti ha dato un vantaggio genetico.
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wizard
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Re: Perchè è tanto difficile accettare la propria mediocrità in campo relazionale?
Non riesci a pezzarla con AI? Ormai hanno raggiunto buon livello
- urlich
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Re: Perchè è tanto difficile accettare la propria mediocrità in campo relazionale?
Si gli LLM ormai producono codice migliore di quello che possa scrivere io ma il fatto e' che scrivere codice mi piace in realta', quindi sottraggono semmai l'aspetto per me più divertente del lavoro da consulente IT. Riesco a stare a galla, semplicemente non ho un talento spiccato.
Il resto sono meeting, chiacchiere coi clienti, conoscenza del prodotto/architettura del software che spesso pero' nelle fasi iniziali del progetto è più abilità narrativa&alfismo&wishful thinking piuttosto che un piano razionale.
Comunque non so perchè con esattezza, ma il topic mi ha portato alla memoria attraverso una concatenazione di associazioni mentali a questo filmone straordinario (quando esistevano intellettuali seri di sinistra in Italia):
[media][
Quello che contesto della tesi di fondo è che sia il "capitalismo" a indurre questo senso di vergogna del proprio stare al mondo da gregari/subordinati. Io penso sia la vita in se stessa.
Ieri ero uscito con un ex collega e siamo andati in un locale per tardoni, ho pensato a quanto una pista da ballo sia una microscopia di un teatro di guerra. Ogni aspetto della vita, anche il più infimo, come il connazionale che avevi conosciuto mesi prima per caso e che poi lo rivedi a lavorare come ragazzo di fatica in un locale, e fa finta di non riconoscerti per la vergogna di farsi vedere in una posizione "umile".
Un tempo si veniva gettati dalla rupe tarpea quando la natura non ti dava le carte giuste, adesso tutto è molto più soft, e capitalismo o meno ci saranno sempre dei criteri per separare i vincenti dai perdenti.
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wizard
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Re: Perchè è tanto difficile accettare la propria mediocrità in campo relazionale?
Infatti secondo me è un po' meme il fatto che i programmatori verranno rimpiazzati da ai, perchè appunto il normie medio nemmeno saprebbe come formulare la richiesta giusta pur avendo modelli avanzati a disposizione, serve sempre layer intermedio
- joker
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Re: Perchè è tanto difficile accettare la propria mediocrità in campo relazionale?
Credo sia perché il fallimento sul piano sentimentale/affettivo/sessuale sia considerato come un fallimento totale della persona. In realtà non è così (rimane un fallimento relativo) ma da un giovane viene percepito come totale. Diverso il fallimento nello sport. Allenatore che ti dice che se non tocchi un pallone non puoi giocare con quelli della tua categoria.
Nel mio caso ho accettato la cosa. Per la malattia che ho non posso ambire ad essere promosso in serie a se ho dei giocatori di serie B. Ho giocato semplicemente un campionato diverso e per le carte che ho avuto ho giocato anche bene (molto al di sopra di chi ha la mia stessa patologia esteticamente invalidante).
Se giochi in serie B o C anche quello che ho avuto è tanto.
Nel mio caso ho accettato la cosa. Per la malattia che ho non posso ambire ad essere promosso in serie a se ho dei giocatori di serie B. Ho giocato semplicemente un campionato diverso e per le carte che ho avuto ho giocato anche bene (molto al di sopra di chi ha la mia stessa patologia esteticamente invalidante).
Se giochi in serie B o C anche quello che ho avuto è tanto.
Non è vero che è finita, piuttosto non è mai iniziata
