Perchè è tanto difficile accettare la propria mediocrità in campo relazionale?

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rossonero
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Perchè è tanto difficile accettare la propria mediocrità in campo relazionale?

Messaggio da rossonero » 05/03/2026, 8:10

Riflettevo sul fatto che innumerevoli persone (molti di noi compresi)accettano tranquillamente la propria inadeguatezza in svariati campi della vita traendo comunque giovamento nel praticare attività che la mettano a nudo. Ad esempio io come molte persone ho giocato anni e anni a calcio a livelli infimi. Sai che sei un verme con la lebbra e la diarrea rispetto ad un calciatore di livello professionistico,eppure esulti come un pazzo al gol decisivo del torneo locale su un campo di patate. Questa cosa non si riesce a replicare in campo relazionale,e se vali poco,sia che tu decida di stare solo sia che tu decida di metterti con una cessa,ci stai male.

Il motivo di tutto cio' quale potrebbe essere? Che il campo relazionale sia più importante di quello dei passatempi è scontato ma non puo' essere il punto chiave,perchè i passatempi non sono obbligatori ,per cui uno potrebbe tranquillamente rinunciare,eppure il cervello continua a trarre piacere dalla loro pratica seppur a livelli infimi. Da cosa deriva questo rilascio di serotonina? E perchè non viene inficiato dalla presa di coscienza di essere una merdina in quell'attività che stai svolgendo?

E' forse un discorso di percentili?? Voglio dire che se sono un calciatore sfigatissimo pachinaro di terza categoria(il punto più basso immaginabile)ho comunque un talento calcistico di gran lunga superiore alla media dei miei coetanei,mentre se sono uno sfigato in campo sentimentale,proprio perchè è un campo a cui partecipano tutti,sono proprio in basso alla scala.

Continuo con l'esempio calcistico ma vale per più o meno tuttu gli hobbies più comuni

-sfigato panchinaro di terza categoria,il mio cervello riesce a immergersi nel contesto e godere,sto comunque al 85 percentile dei maschi dela mia età come talento calcistico

-sfigato relazionale,il mio cervello si spegne,sono sotto al 20 percentile,sono feccia rispetto alla popolazione maschile globale come appetiblità.

Boh,mi è venuta sta riflessione,che alla fine sia sempre il solito discorso di come ti piazzi in mezzo agli altri e la risposta per la quale si riesce a godere partecipando a livelli infimi in alcuni campi, è che tale livello è infimo nel contesto specifico, ma non lo è per nulla rispetto alla popolazione globale di riferimento. Cosa ne pensate?

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favaduck
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Re: Perchè è tanto difficile accettare la propria mediocrità in campo relazionale?

Messaggio da favaduck » 05/03/2026, 9:29

La riflessione sui percentili è interessante e coglie qualcosa di reale, ma penso che il punto chiave sia un altro: il cervello calcola le relazioni in modo fondamentalmente diverso rispetto ad altre abilità, e lo fa perché — consciamente o no — sa che il valore di una relazione è co-costruito.

Nel calcio, anche il peggiore del torneo amatoriale sa implicitamente di essere comunque nel top 10-15% della popolazione per quella skill. Il cervello non fa questo calcolo in modo esplicito, ma lo "sente" nel contesto: sei in campo, stai giocando, appartieni a quel gruppo. C'è inclusione, e il valore che esprimi è relativamente assoluto — sai palleggiare o non sai palleggiare.

Nelle relazioni invece il valore è sempre dipendente dall'altra persona. È difficile che qualcuno ti segua "tanto per" — di solito se lo fa è perché ci sono elementi in gioco che riguardano entrambi. Questo dovrebbe essere rassicurante, ma paradossalmente diventa una fonte di ulteriore ansia: togli la possibilità di avere controllo pieno sul miglioramento, e soprattutto rende i rifiuti indecodificabili. Non sai mai con certezza se dipende da te, dall'altro, dalla compatibilità, dal momento, dal caso. Il cervello non riesce a chiudere il file e ci rimugina sopra.

C'è poi un'altra differenza importante: perdere una partita manda il messaggio "hai performato male in questa skill". Un rifiuto manda il messaggio percepito "tu come persona non sei abbastanza", perché l'altro ha valutato il pacchetto completo. Non puoi rispondere con "mi alleno di più e miglioro il dribbling".

Forse è anche per questo che chi è in difficoltà relazionale tende a scivolare verso spiegazioni deterministiche tipo "sono brutto" o "sono noioso" — il cervello preferisce una risposta negativa ma certa all'incertezza totale.
Nella vita non è importante COSA si fa, è importante CHI lo fa.

rossonero
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Re: Perchè è tanto difficile accettare la propria mediocrità in campo relazionale?

Messaggio da rossonero » 05/03/2026, 9:38

favaduck ha scritto: ↑
05/03/2026, 9:29
La riflessione sui percentili è interessante e coglie qualcosa di reale, ma penso che il punto chiave sia un altro: il cervello calcola le relazioni in modo fondamentalmente diverso rispetto ad altre abilità, e lo fa perché — consciamente o no — sa che il valore di una relazione è co-costruito.

Nel calcio, anche il peggiore del torneo amatoriale sa implicitamente di essere comunque nel top 10-15% della popolazione per quella skill. Il cervello non fa questo calcolo in modo esplicito, ma lo "sente" nel contesto: sei in campo, stai giocando, appartieni a quel gruppo. C'è inclusione, e il valore che esprimi è relativamente assoluto — sai palleggiare o non sai palleggiare.

Nelle relazioni invece il valore è sempre dipendente dall'altra persona. È difficile che qualcuno ti segua "tanto per" — di solito se lo fa è perché ci sono elementi in gioco che riguardano entrambi. Questo dovrebbe essere rassicurante, ma paradossalmente diventa una fonte di ulteriore ansia: togli la possibilità di avere controllo pieno sul miglioramento, e soprattutto rende i rifiuti indecodificabili. Non sai mai con certezza se dipende da te, dall'altro, dalla compatibilità, dal momento, dal caso. Il cervello non riesce a chiudere il file e ci rimugina sopra.

C'è poi un'altra differenza importante: perdere una partita manda il messaggio "hai performato male in questa skill". Un rifiuto manda il messaggio percepito "tu come persona non sei abbastanza", perché l'altro ha valutato il pacchetto completo. Non puoi rispondere con "mi alleno di più e miglioro il dribbling".

Forse è anche per questo che chi è in difficoltà relazionale tende a scivolare verso spiegazioni deterministiche tipo "sono brutto" o "sono noioso" — il cervello preferisce una risposta negativa ma certa all'incertezza totale.
No pero' aspetta,la singola partita la puoi vincere o perdere ma il tuo valore quello è. Se sei un giocatore da seconda categoria quello sei,potrai scivolare in terza se cazzeggi totalmente o arrivare in prima se dedichi la vita al calcio e ti annulli per emergere,ma il tuo valore sostanziale quello rimane e per un livello più alto "non sei abbastanza" qualunque cosa tu faccia

Nelle relazioni è lo stesso,il tuo livello sul mercato lo conosci,indipendentemente da come possa andare la singola situazione e per un livello più alto "non sei abbastanza" qualunque cosa tu faccia,esattamente come sopra.

Pegasus
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Re: Perchè è tanto difficile accettare la propria mediocrità in campo relazionale?

Messaggio da Pegasus » 05/03/2026, 10:53

Se in un torneo di calcio riesci a battere il belloccio bulletto, ciò ti permetterà di avere una grande soddisfazione e di essere apprezzato dagli altri maschi per questo.

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urlich
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Re: Perchè è tanto difficile accettare la propria mediocrità in campo relazionale?

Messaggio da urlich » 05/03/2026, 12:57

Si viene in mente anche a me questa cosa, credo che i fattori principali siano due:

1) Il campione di riferimento. Eccellere nello sport e in particolare nel calcio e' una caratteristica molto apprezzata socialmente, ma e' un di piu' che non incide a meno che tu non decida di fare del calcio il tuo mestiere. Il risultato e' che il campione e' ridotto ma come dici te la tendenza e' quella di confrontarsi con il resto della popolazione generale piuttosto che con il tuo campione di riferimento.

2) Percezione (spesso falsata) di quanto l'affinamento delle skill conti rispetto al talento naturale.

Io credo che sia sopratutto la 2) a incidere, d'altronde i fresconi che credono alle favolette bluepill che si riassumono in "non sono io che non valgo granche' ma: lei che e' .../io che non ho fatto ..." esistono in ogni campo.
In ambito relazionale oggi forse l'evidenza e' troppo ovvia e infatti ormai tutto quello che dicevamo e' diventato mainstream, ma in altri ambiti e' ancora molto forte la tentazione di usare l'escamotage mentale del "eh ma se mi impegnassi di piu', chissa' dove arriverei".
La persona media che si cimenta con esiti mediocri in una qualche passione e oserei dire, persino sul lavoro, accampa spesso questa difesa ultima rispetto alla messa in discussione del proprio valore auto-percepito.
Altri ottengono risultati modesti nel proprio ambiente al costo di non avere una vita o di ossessionarsi rovinandosela e godono per le loro piccole vittorie su se stessi.

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johnny-red
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Re: Perchè è tanto difficile accettare la propria mediocrità in campo relazionale?

Messaggio da johnny-red » 05/03/2026, 14:19

l'impegnarsi di più vale in qualsiasi campo tranne quello sentimentale; se sei brutto puoi impegnarti quanto vuoi ma al massimo, se ti va bene, troverai una cessa obesa. Nello sport se ti impegni al massimo qualcosa ottieni, fosse anche passare dalla terza alla seconda categoria

rossonero
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Re: Perchè è tanto difficile accettare la propria mediocrità in campo relazionale?

Messaggio da rossonero » 05/03/2026, 14:29

johnny-red ha scritto: ↑
05/03/2026, 14:19
l'impegnarsi di più vale in qualsiasi campo tranne quello sentimentale; se sei brutto puoi impegnarti quanto vuoi ma al massimo, se ti va bene, troverai una cessa obesa. Nello sport se ti impegni al massimo qualcosa ottieni, fosse anche passare dalla terza alla seconda categoria
Non c'entra nulla con la discussione. Nello sport o nelle attività in genere (io ho fatto l'esempio del calcio perchè è quello più vicino a me ma vale più o meno per tutto)hai comunque il tuo livello e non lo puoi oltrepassare pur con tutto l'impegno del mondo

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Re: Perchè è tanto difficile accettare la propria mediocrità in campo relazionale?

Messaggio da johnny-red » 05/03/2026, 16:12

rossonero ha scritto: ↑
05/03/2026, 14:29
johnny-red ha scritto: ↑
05/03/2026, 14:19
l'impegnarsi di più vale in qualsiasi campo tranne quello sentimentale; se sei brutto puoi impegnarti quanto vuoi ma al massimo, se ti va bene, troverai una cessa obesa. Nello sport se ti impegni al massimo qualcosa ottieni, fosse anche passare dalla terza alla seconda categoria
Non c'entra nulla con la discussione. Nello sport o nelle attività in genere (io ho fatto l'esempio del calcio perchè è quello più vicino a me ma vale più o meno per tutto)hai comunque il tuo livello e non lo puoi oltrepassare pur con tutto l'impegno del mondo
parafrasavo urlich sul fatto d'impegnarsi, e in effetti nello sport se ti impegni qualche passo avanti, se pur piccolo, lo fai, con le donne no. Per quanto riguarda il thread, tutti accettano facilmente il fatto di essere mediocri in qualcosa ma non con le donne perché si ha un senso d'impotenza, con buona pace dei sostenitori del 'saperci fare'. In realtà quel senso d'impotenza contraddice la stessa bluepill

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Hoppe
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Re: Perchè è tanto difficile accettare la propria mediocrità in campo relazionale?

Messaggio da Hoppe » 05/03/2026, 18:40

Ci stai più male perché è un campo fondamentale per l'autostima e la felicità. Un qualsiasi adolescente può rimanerci male nello scoprire di non essere talentuoso nello sport o nella musica, ma se ne fa una ragione e va avanti, sapendo che con scuola/lavoro/amici potrà trovare la propria dimensione.
Se anche da adulto con le donne sei incapace questo ha un forte impatto sulla tua qualità di vita, sei mediamente più solo delle persone accoppiate, non avrai una famiglia tua ecc. E sopratutto non attrarre nessuna donna significa venire giudicato negativamente negli aspetti più essenziali della tua persona: aspetto estetico e personalità.
[...] non so mi guardo allo specchio e si ho dei difetti ovvio, ma mi piaccio non vedo perche una donna non dovrebbe volere il mio seme, stiamo scherzando lol? IO sono un grande, un figo, una donna dovrebbe essere grata del mio seme.

Annibal
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Re: Perchè è tanto difficile accettare la propria mediocrità in campo relazionale?

Messaggio da Annibal » 05/03/2026, 18:58

Bel thread di sapore "antico" o perlomeno classico nell'ambito del forum, , sempre di matrice rossoneriano: mi pare addirittura di averlo già letto ,sempre da te, anni fa
Per quello che posso dire io , cercando di semplificare al massimo perché è una roba vastissima da scriverci libri(infatti ci sono) la differenza sta nel fatto che l ambito relazionale tocca le corde del nostro IO più profondo , dei bisogni primari con cui nasciamo cioè l essere amato (incondizionatamente ), ,l'essere accolti, l' essere visti , l'essere accuditi,l' essere accettati; :sono i bisogni del bambino che rimangono anche nell'adulto e che se non soddisfatti (o trasformati) scatenano la reazione che il bambino utilizzava per affermarsi :rabbia, tristezza , paura ,e che nell adulto portano a depressione, rassegnazione, etc
Poi per la mia esperienza (ma sono ragionevolmente certo che valga per tutti) in realtà queste dinamiche le portiamo in tutti i campi , da quelli (letteralmente) di calcio a quelli hobbystici a quello lavorativo, etc
Semplicemente il peso che diamo a questi è settoriale, (non marginale eh anzi la parola corretta che mi viene è derivato,)mentre quello delle relazioni è originario ,esiziale , attiene al senso di sopravvivenza stesso perciò il sentimento di fallimento in quel campo è un sentimento di vera e propria morte , non sublimabile con mezzo ordinari
Spero di sia capito almeno il senso globale :tongue:

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