Quello di Toppo (le toppate) è un coping e coping fa l'impiegato in un'azienda in cui è entrato su raccomandazione del padre,non è che abbia chissa che sogni.
I coping non sono strutture morali, sono coping.
Yugioh è un coping,le toppate di toppo sono un coping.
La cosa ideale sarebbe avere una struttura morale solida, una struttura che dia soddisfazione,fierezza di quello che si fa,che spinga a dare il meglio per la propria nazione, per la propria famiglia etc.
Ovviamente non è colpa solo dell'individuo,ma della società che ha rotto la struttura morale dei valori (che famiglia si può avere con queste donne? che patria è se la mia patria è destinata a diventare sempre meno bianca?) e della situazione economica (non basta più avere una morale, bisogna avere un certo QI perchè i lavori che pagano bene sono sempre di meno e richiedono sempre più competenze, quindi X individui sono automaticamente tagliati fuori).
Il trasporto verso la propria famiglia è un sentimento innato e ok.
La patria è già una roba sovrastrutturale che se non ti inculca qualcuno, tu naturalmente manco calcoli. Non è diversa dalle toppate.
Anzi,il culto della patria spesso richiede sacrifici senza dare in cambio nulla. Ci vuole tanta propaganda assorbita fin da bambini e una popolazione prevalentemente ignorante. Un po' come per la fede religiosa,che poi di fatto sempre di un culto si parla,solo che al posto di dio c'è la patria. In passato durante il ventennio fascista hanno anche provato a farli coesistere. Tutta roba per soggiogare il popolo bue
Coping penso sia tra i top termini più malutilizzati della storia del forum
Vabbe per coping intendo hobby, però quando una persona nella sua vita non ha strutture morali solide penso sia meglio parlare di coping che di hobby.
Un conto sarebbe se tu avessi famiglia (o l'intenzione) e nel tempo libero ti piace toppare, un altro conto è quando sei un incel: gli hobby più che hobby diventano coping.
Se vuoi sostenere che in mancanza di famiglia mi butto più a capofitto su un hobby hai perfettamente ragione, non la vedo qualcosa nemmeno di troppo negativo.
[...] non so mi guardo allo specchio e si ho dei difetti ovvio, ma mi piaccio non vedo perche una donna non dovrebbe volere il mio seme, stiamo scherzando lol? IO sono un grande, un figo, una donna dovrebbe essere grata del mio seme.
si,chiaro che lavorare per un obiettivo ti da piu dopamina di averlo raggiunto,la vita è fatta di obiettivi, però cosa vuoi dire con questo video?
niente, ho visto il video e ho pensato al power process
[...] non so mi guardo allo specchio e si ho dei difetti ovvio, ma mi piaccio non vedo perche una donna non dovrebbe volere il mio seme, stiamo scherzando lol? IO sono un grande, un figo, una donna dovrebbe essere grata del mio seme.
La risposta doverosa è: il suo discorso non fa testo perché si tratta di un pelato, un pelato anche con tutto quello che ha descritto rimane un pelato e quindi non potrà mai essere felice.
Sono andato avanti a vedere il video e ho chiuso perché stava prendendo una piega meme trita e ritrita sul percorso che è più importante della meta ecc, roba in cui non mi ci sono mai rivisto molto. Pensavo fosse un discorso di accettazione e introspezione ma immagino non abbiano la stessa popolarità purtroppo
Sono andato avanti a vedere il video e ho chiuso perché stava prendendo una piega meme trita e ritrita sul percorso che è più importante della meta ecc, roba in cui non mi ci sono mai rivisto molto. Pensavo fosse un discorso di accettazione e introspezione ma immagino non abbiano la stessa popolarità purtroppo
Non ho nemmeno aperto il video ,ma che il percorso sia più importante della meta è vero,e sembra ovvio. Anche perchè la meta è rappresentata da un istante sfuggente,mentre il percorso è un pezzo di vita vissuta.
Da aforismi come "l'attesa del piacere è essa stessa il piacere" fino ad opere letterarie come "il sabato del villaggio",ci sono innumerevoli testimonianze che illustrano fin dai tempi antichi questo sentimento.
Quando lavoravo il venerdì rischiava spesso di essere più bello domenica tanto per dire. La meta spesso non è nulla di che in sè.