Ma questo al limite puo' essere un concetto territoriale. Anche l'iberia o la scandinavia sono concetti territoriali,ma non implicano il concetto che ci viva un popolo riconosciuto come infatti non accade. Tanto piu' che nella cartina postata abbiamo territori che non sono italiani e non lo sono mai stati tipo l'istria interna, che e' sempre stata a maggioranza slava perfino sotto la serenissima
Nascita del concetto di italia e italiani
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Re: Nascita del concetto di italia e italiani
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Re: Nascita del concetto di italia e italiani
E ma quindi il discorso non mi torna. Noi stiamo dialogando in fiorentino adesso,non in sicilianoil duce degli incel ha scritto: ↑25/11/2024, 11:11Sì comunque il siciliano era abbastanza diverso dal fiorentino chiediamo a varg.rossonero ha scritto: ↑25/11/2024, 11:08Quindi il siciliano medievale era totalmente differente da quello attuale? Perche' ltaliano che parliamo non ha nulla a che vedere con il siciliano. Mi sfugge qualcosa....il duce degli incel ha scritto: ↑25/11/2024, 11:01
Il siciliano fu la prima lingua italiana ne parla anche dante ed fu influenzata dalla lingua d'oc.
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Re: Nascita del concetto di italia e italiani
Inizialmente sì, ma dopo furono Cesare e Augusto i primi a creare il concetto di "Italia" come paese o entità geografica che si estende dalla Calabria fino al Ticino a nord e all'Istria ad est. La letteratura di quel periodo ne parlava (l'Eneide di Virgilio, ad esempio, celebrava l'Italia oltre che Roma). Era una provincia distinta da tutte le altre perché era l'unica ad essere suddivisa in "regioni". Ed era anche l'unica a godere di uno status privilegiato rispetto alle altre province, essendo esente da alcune tasse e servendo come nucleo amministrativo e culturale dell'impero.
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Re: Nascita del concetto di italia e italiani
Però il fatto che abbiano esteso la cittadinanza prima a tutti i cittadini della penisola e poi agli altri significa che abitare nella penisola aveva un significato particolare.rossonero ha scritto: ↑25/11/2024, 11:12Ma questo al limite puo' essere un concetto territoriale. Anche l'iberia o la scandinavia sono concetti territoriali,ma non implicano il concetto che ci viva un popolo riconosciuto come infatti non accade. Tanto piu' che nella cartina postata abbiamo territori che non sono italiani e non lo sono mai stati tipo l'istria interna, che e' sempre stata a maggioranza slava perfino sotto la serenissima
Secondo me la romanizzazione è quello che ha creato l'Italia. Le tribù italiche sotto i romani si sono per la prima volta unite in uno stato e hanno uniformato la propria cultura allo standard romano sotto vari pdv: lingua, religione, costumi ecc.
[...] non so mi guardo allo specchio e si ho dei difetti ovvio, ma mi piaccio non vedo perche una donna non dovrebbe volere il mio seme, stiamo scherzando lol? IO sono un grande, un figo, una donna dovrebbe essere grata del mio seme.
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Re: Nascita del concetto di italia e italiani
E' sempre stata a maggioranza slava. Gli italiani erano prevalentemente sulla coste e in generale nella classe dirigenzialeil duce degli incel ha scritto: ↑25/11/2024, 11:26L'istria è sempre stata considerata italia anche se poi ha subito delle migrazioni oggi possiamo dire averla persa.rossonero ha scritto: ↑25/11/2024, 11:12Ma questo al limite puo' essere un concetto territoriale. Anche l'iberia o la scandinavia sono concetti territoriali,ma non implicano il concetto che ci viva un popolo riconosciuto come infatti non accade. Tanto piu' che nella cartina postata abbiamo territori che non sono italiani e non lo sono mai stati tipo l'istria interna, che e' sempre stata a maggioranza slava perfino sotto la serenissima
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Re: Nascita del concetto di italia e italiani
In che senso lingua? E' un fattore a cui io tengo molto come ho specificato nel post di apertura. I romani non hanno unito linguisticamente la penisola. Il latino era lingua ufficiale ma lo stesso in tutti i territori conquistati credo. La gente immagino parlasse il volgare in base alle zone e quindi tra uno che stava a milano e uno di napoli non ci si capiva. E' vero che questo valeva anche 150 anni fa,ma appunto dal medioevo l'italiano era la lingua tetto di tutta la penisola e solo di quella, mente ai tempi di roma il latino era lingua tetto di tutti i territori sotto essa e quindi perde di significato.Hoppe ha scritto: ↑25/11/2024, 11:24Però il fatto che abbiano esteso la cittadinanza prima a tutti i cittadini della penisola e poi agli altri significa che abitare nella penisola aveva un significato particolare.rossonero ha scritto: ↑25/11/2024, 11:12Ma questo al limite puo' essere un concetto territoriale. Anche l'iberia o la scandinavia sono concetti territoriali,ma non implicano il concetto che ci viva un popolo riconosciuto come infatti non accade. Tanto piu' che nella cartina postata abbiamo territori che non sono italiani e non lo sono mai stati tipo l'istria interna, che e' sempre stata a maggioranza slava perfino sotto la serenissima
Secondo me la romanizzazione è quello che ha creato l'Italia. Le tribù italiche sotto i romani si sono per la prima volta unite in uno stato e hanno uniformato la propria cultura allo standard romano sotto vari pdv: lingua, religione, costumi ecc.
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Re: Nascita del concetto di italia e italiani
Il volgare siciliano di quell'epoca è molto vicino al fiorentino di Dante. Ma bisogna ricordare che quando si parla di "volgare" siciliano, ci si riferisce comunque alla lingua utilizzata dalla classe colta. È probabile che il 99% della popolazione si esprimesse in modo incomprensibile lol.rossonero ha scritto: ↑25/11/2024, 1:52Non si capisce bene pero'. Che ci siano delle produzioni in volgare e' ovvio,ci sono in tutte le regione,poi alcune piu' importanti altre meno. Bisogna capire se quella scuola siciliana produceva poesie in un volgare che si avvicina all'italiano contenporaneo. Ne dubito ma non ne so nulla quindi boh. Da sempre si sente che l'italiano non e' altro che il fiorentino letterario ed ha un senso visto che ancora oggi il toscano e le lingue centrali vicine sono quelle piu' simili all'italiano e ogni italiano puo' capire queste parlate (mentre un lombardo non puo' capire un napoletano che parla in napoletano e viceversa).
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così, bella, facc’eo,
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porto la tua figura.
In cor par ch’eo vi porti,
pinta como parete,
e non pare di fore.
O deo, co’ mi par forte.
Non so se lo sapete,
con’ v’amo di bon core:
ch’eo son sì vergognoso
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e non vi mostro amore.
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dipinsi una pintura,
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e quando voi non vio,
guardo ’n quella figura,
e par ch’eo v’aggia avante:
come quello che crede
salvarsi per sua fede,
ancor non veggia inante.
Al cor m’arde una doglia,
com’om che ten lo foco
a lo suo seno ascoso,
e quando più lo ’nvoglia
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e non pò stare incluso:
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bella, per risguardare.
Andando, ad ogni passo
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e certo bene ancoscio,
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Sacciatelo per singa,
zo ch’eo no dico a linga,
quando voi mi vedrite.
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Re: Nascita del concetto di italia e italiani
Sì ma il latino penso fosse più diffuso in Italia e ha influenzato di più le lingue locali.rossonero ha scritto: ↑25/11/2024, 11:31In che senso lingua? E' un fattore a cui io tengo molto come ho specificato nel post di apertura. I romani non hanno unito linguisticamente la penisola. Il latino era lingua ufficiale ma lo stesso in tutti i territori conquistati credo. La gente immagino parlasse il volgare in base alle zone e quindi tra uno che stava a milano e uno di napoli non ci si capiva. E' vero che questo valeva anche 150 anni fa,ma appunto dal medioevo l'italiano era la lingua tetto di tutta la penisola e solo di quella, mente ai tempi di roma il latino era lingua tetto di tutti i territori sotto essa e quindi perde di significato.Hoppe ha scritto: ↑25/11/2024, 11:24Però il fatto che abbiano esteso la cittadinanza prima a tutti i cittadini della penisola e poi agli altri significa che abitare nella penisola aveva un significato particolare.rossonero ha scritto: ↑25/11/2024, 11:12
Ma questo al limite puo' essere un concetto territoriale. Anche l'iberia o la scandinavia sono concetti territoriali,ma non implicano il concetto che ci viva un popolo riconosciuto come infatti non accade. Tanto piu' che nella cartina postata abbiamo territori che non sono italiani e non lo sono mai stati tipo l'istria interna, che e' sempre stata a maggioranza slava perfino sotto la serenissima
Secondo me la romanizzazione è quello che ha creato l'Italia. Le tribù italiche sotto i romani si sono per la prima volta unite in uno stato e hanno uniformato la propria cultura allo standard romano sotto vari pdv: lingua, religione, costumi ecc.
Non dico che ci fosse già una nazione come oggi, però un identità italiana di qualche tipo secondo me già esisteva ai tempi dei romani, qualche indizio c'è.
Non avrebbe nenche molto senso che si formasse da zero un identità comune proprio quando la penisola era divisa in più stati mentre non si è formata quando per 700 anni è stata unita in uno stato.
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Re: Nascita del concetto di italia e italiani
No,il latino ha influenzato allo stesso modo tutte le lingue romanze,tanto il fiorentino ,quanto il galloitalico,quanto il rumeno,il francese,l'occitano,il castigliano o il catalano. Le lingue della penisola non sono piu' latine delle altre lingue romanze(e linguisticamente le parlate galloitaliche sono molto più vicine a occitano o catalano rispetto a quelle sotto l'Appennino).Hoppe ha scritto: ↑25/11/2024, 11:39Sì ma il latino penso fosse più diffuso in Italia e ha influenzato di più le lingue locali.rossonero ha scritto: ↑25/11/2024, 11:31In che senso lingua? E' un fattore a cui io tengo molto come ho specificato nel post di apertura. I romani non hanno unito linguisticamente la penisola. Il latino era lingua ufficiale ma lo stesso in tutti i territori conquistati credo. La gente immagino parlasse il volgare in base alle zone e quindi tra uno che stava a milano e uno di napoli non ci si capiva. E' vero che questo valeva anche 150 anni fa,ma appunto dal medioevo l'italiano era la lingua tetto di tutta la penisola e solo di quella, mente ai tempi di roma il latino era lingua tetto di tutti i territori sotto essa e quindi perde di significato.Hoppe ha scritto: ↑25/11/2024, 11:24
Però il fatto che abbiano esteso la cittadinanza prima a tutti i cittadini della penisola e poi agli altri significa che abitare nella penisola aveva un significato particolare.
Secondo me la romanizzazione è quello che ha creato l'Italia. Le tribù italiche sotto i romani si sono per la prima volta unite in uno stato e hanno uniformato la propria cultura allo standard romano sotto vari pdv: lingua, religione, costumi ecc.
Non dico che ci fosse già una nazione come oggi, però un identità italiana di qualche tipo secondo me già esisteva ai tempi dei romani, qualche indizio c'è.
Non avrebbe nenche molto senso che si formasse da zero un identità comune proprio quando la penisola era divisa in più stati mentre non si è formata quando per 700 anni è stata unita in uno stato.
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Ultima modifica di rossonero il 25/11/2024, 11:50, modificato 2 volte in totale.
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Re: Nascita del concetto di italia e italiani
E ma quindi la questione e' semplicemente diversa. La sicilia ha assunto il fiorentino letterario (o quanto meno si e' avvicinato ad esso)come lingua tetto colta prima degli altri ,perche' ovviamente non e' accaduto in modo sincrono in tutta la penisola. E questo volgare siciliano ne e' la riprova. Nel frattempo la massa continuava a parlare il siciliano "reale" che e' tutt'altra robaSad Clown ha scritto: ↑25/11/2024, 11:33Il volgare siciliano di quell'epoca è molto vicino al fiorentino di Dante. Ma bisogna ricordare che quando si parla di "volgare" siciliano, ci si riferisce comunque alla lingua utilizzata dalla classe colta. È probabile che il 99% della popolazione si esprimesse in modo incomprensibile lol.rossonero ha scritto: ↑25/11/2024, 1:52Non si capisce bene pero'. Che ci siano delle produzioni in volgare e' ovvio,ci sono in tutte le regione,poi alcune piu' importanti altre meno. Bisogna capire se quella scuola siciliana produceva poesie in un volgare che si avvicina all'italiano contenporaneo. Ne dubito ma non ne so nulla quindi boh. Da sempre si sente che l'italiano non e' altro che il fiorentino letterario ed ha un senso visto che ancora oggi il toscano e le lingue centrali vicine sono quelle piu' simili all'italiano e ogni italiano puo' capire queste parlate (mentre un lombardo non puo' capire un napoletano che parla in napoletano e viceversa).
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Com’om che pone mente
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così, bella, facc’eo,
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porto la tua figura.
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O deo, co’ mi par forte.
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ca pur vi guardo ascoso
e non vi mostro amore.
Avendo gran disio,
dipinsi una pintura,
bella, voi simigliante,
e quando voi non vio,
guardo ’n quella figura,
e par ch’eo v’aggia avante:
come quello che crede
salvarsi per sua fede,
ancor non veggia inante.
Al cor m’arde una doglia,
com’om che ten lo foco
a lo suo seno ascoso,
e quando più lo ’nvoglia
allora arde più loco
e non pò stare incluso:
similemente eo ardo
quando pass’e non guardo
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S’eo guardo, quando passo,
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