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La stagione dei brutti
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rossonero
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Re: La stagione dei brutti
Comunque da metà anni 80 quasi dimezzata la produzione e quintuplicata l'esportazione.
Boh letta così superficialmente sembrerebbe che il consumo sia calato a picco
Boh letta così superficialmente sembrerebbe che il consumo sia calato a picco
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wizard
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Re: La stagione dei brutti
Il grafico sulle esportazioni si riferisce al valore economico e non alla quantità in litri, essendoci di mezzo l'inflazione potrebbero anche essere diminuiti i litri, diciamo che è un dato che non viene riportato.
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rossonero
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Re: La stagione dei brutti
Giusto.
Però la vedo dura immaginare un prezzo di vendita più che quintuplicato. Mi sa che l'esportazione è oggettivamente aumentata. Poi non so un cazzo e magari il vino viene venduto a 10 volte tanto rispetto al 1986.
- Crimson
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Re: La stagione dei brutti
C'è anche quello nel grafico, il consumo pro capite nel 1986 era di 68 litri annui a persona, nel 2015 si era abbassato fino a 37. Poco più della metà.
Inoltre c'è stato un "deprezzamento" dell'esclusività, prima solo il 10% dei vini poteva fregiarsi di etichetta DOP/DOC, ora il 35% cioè più di 1 su 3. Direi quindi diventata un po' meme, anche se considerando il minor numero di litri prodotti avrebbe anche senso l'idea di minor produzione di maggior qualità. Qua però servono considerazioni da chi ne capisce qualcosa.
Inoltre c'è stato un "deprezzamento" dell'esclusività, prima solo il 10% dei vini poteva fregiarsi di etichetta DOP/DOC, ora il 35% cioè più di 1 su 3. Direi quindi diventata un po' meme, anche se considerando il minor numero di litri prodotti avrebbe anche senso l'idea di minor produzione di maggior qualità. Qua però servono considerazioni da chi ne capisce qualcosa.
- Crociatonero2
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Re: La stagione dei brutti
Il consumo s'è ridotto della metà perché è morto con i "vecchi" che si ritrovavano al bar e si riempivano di pinottini, rossi e robe così mentre bestemmiavano sul giornale e giocando a carte.
Adesso il marcio al bar è più un elemento che la norma
- johnny-red
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Re: La stagione dei brutti
pensavo però che i boomer bevessero ancora molto a casa, considerando che in Italia sono davvero tanti, invece il consumo è sceso parecchio, ergo o si sono convertiti anche loro a birra/cocktails o bevono meno vino che in passatoCrociatonero2 ha scritto: ↑29/07/2024, 12:27Il consumo s'è ridotto della metà perché è morto con i "vecchi" che si ritrovavano al bar e si riempivano di pinottini, rossi e robe così mentre bestemmiavano sul giornale e giocando a carte.
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- Stato d’Eccezione
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Re: La stagione dei brutti
Il primo aspetto da considerare per inquadrare il fenomeno dei consumi nel nostro Paese è che a partire dagli anni Settanta è andato costantemente decrescendo, pur in pre- senza di un aumento dei redditi, passando dai 19,72 l di alcol puro procapite/anno del 1970 ai 6,94 l del 2009 2 (Fig. 1). Si tratta di una riduzione drastica, avvenuta evidente- mente, almeno nei primi due decenni, senza l’influenza di alcuna specifica politica di set- tore, dato che la prima legge quadro sull’al- col (legge 125/01) 3 è stata emanata in Italia nel 2001, quando il calo dei consumi era ormai un trend consolidato. Come ha eviden- ziato uno studio specifico 4 5, il decremento si spiega principalmente alla luce dei cambia- menti socioeconomici che hanno investito il Paese dalla fine degli anni Sessanta, in parti- colare la massiccia urbanizzazione e i muta- menti nel mercato del lavoro, l’industrializ- zazione prima e la terziarizzazione poi, che hanno determinato una riorganizzazione dei tempi e dei luoghi di vita. A partire dagli anni Ottanta anche fattori quali l’organizzazione familiare, il ruolo della donna, la struttura dei pasti e una sempre maggiore attenzione per la salute, hanno contribuito a modificare gli stili di consumo degli Italiani, consolidando il trend negativo. Negli anni Novanta su questo trend favorevole si sono finalmente inserite le politiche sull’alcol, sfociate nella già citata legge del 2001. Si può quindi affermare che la riduzione dei consumi alcolici, e in particolare del vino, che è la bevanda che ha avuto e ha ancora un peso maggiore sui consumi totali, è legata principalmente ai cambiamenti socioeconomici e al diffondersi di nuovi stili di vita, secondo quello che è stato definito un processo di auto-controllo che la società ha messo in atto negli ultimi 40 anni (ivi).johnny-red ha scritto: ↑29/07/2024, 13:21pensavo però che i boomer bevessero ancora molto a casa, considerando che in Italia sono davvero tanti, invece il consumo è sceso parecchio, ergo o si sono convertiti anche loro a birra/cocktails o bevono meno vino che in passatoCrociatonero2 ha scritto: ↑29/07/2024, 12:27Il consumo s'è ridotto della metà perché è morto con i "vecchi" che si ritrovavano al bar e si riempivano di pinottini, rossi e robe così mentre bestemmiavano sul giornale e giocando a carte.
Adesso il marcio al bar è più un elemento che la norma
https://www.simg.it/Riviste/rivista_sim ... 2012/5.pdf
