Più che il forum in sè direi che è stata la conoscenza della blackpill. Quando mi resi conto che le cose non sarebbero mai migliorate è iniziato l'accasciamento, mi pare anche ovvio
Presa di coscienza
- InfamiaInfinita
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Re: Presa di coscienza
"Nei confronti del mio dolore, ogni altro dolore mi pare fasullo o
irrilevante. È dolore di gente felice o dolore di gente che vive ma si
lamenta. Il mio invece è di chi si trova imprigionato dalla vita, isolato..."
- F. Pessoa
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FrancescoMilano
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Re: Presa di coscienza
Prima della fine delle superiori
- Mike Litoris
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Re: Presa di coscienza
Per motivi non prettamente estetici o relativi all'incelitudine, credo di essere stato depresso o con problemi esistenziali da sempre, da finché ho memoria
La mia preadolescenza era piena di rabbia, niente sogni o aspirazioni, voglia di spaccar tutto più che altro
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- Crimson
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Re: Presa di coscienza
Fin dalle medie mi sono sempre sentito diverso/indietro rispetto agli altri da un punto di vista estetico.
Alle superiori ero già pienamente cosciente della mia situazione ma avevo ancora alcune speranze.
Col senno di poi comunque mi sono comportato esattamente come lo stereotipo che ogni tanto riportate delle donne che si incazzano se i brutti ci provano con loro lel
Alle superiori ero già pienamente cosciente della mia situazione ma avevo ancora alcune speranze.
Col senno di poi comunque mi sono comportato esattamente come lo stereotipo che ogni tanto riportate delle donne che si incazzano se i brutti ci provano con loro lel
- Crimson
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Re: Presa di coscienza
Io sono arrivato all'uni già distrutto sul punto di vista relazioni umane come ho già raccontato.Hoppe ha scritto: ↑15/01/2021, 18:42idem come varg, quando all'uni non riesci ad avere una vita sociale decente perché tagliato fuori dai giri sociali e capisci che probabilmente resterai un mezzo sfigato considerando le variabili aspetto estetico+amicizie carenti+carattere inadatto alla vita(non abbastanza combattivo)
ma forse addirittura alle superiori verso la fine c'era un inizio di presa di coscienza, che è culminata a 21-22 anni. Dal 22esimo compleanno ero accasciato totale, sarebbe dovuto succedere un miracolo per tirarmi fuori
Il primo anno ero riuscito a farmi un micro gruppo di amici ma col cambio di corso ho vissuto 1 anno da solo vero praticamente, non andavo quasi mai a lezione e quando ci andavo ero solo.
A metà secondo anno/terzo avevo trovato compagnia ma troppo diversa da me e sentito sempre solo con loro, invece con la magistrale ho trovato gruppo più simile a me(anche se lontano anni luce dal punto di vista estetico/relazionale).
Ad oggi davvero non ho la minima voglia di avere a che fare con le persone o di costruire rapporti nuovi, non sto riuscendo nemmeno a mantenere vivi quelli vecchi ed anzi ho smesso di parlare anche con le persone a me più care da qualche settimana praticamente.
- Hoppe
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Re: Presa di coscienza
Idem, ho zero entusiasmo verso qualsiasi cosa e sopratutto verso le personeCrimson ha scritto: ↑15/01/2021, 21:57Ad oggi davvero non ho la minima voglia di avere a che fare con le persone o di costruire rapporti nuovi, non sto riuscendo nemmeno a mantenere vivi quelli vecchi ed anzi ho smesso di parlare anche con le persone a me più care da qualche settimana praticamente.
Ho rotto l'estate scorsa con un amico che se l'è presa per una cosa (anche se era colpa sua) e ha smesso di scrivermi, non ci siamo più visti nè sentiti. L'altro mio amico c'è sempre per chattare ma non ci vediamo di persona forse addirittura da settembre, non ricordo nemmeno.
Ce n'è un altro con cui mi sento e poi basta praticamente.
[...] non so mi guardo allo specchio e si ho dei difetti ovvio, ma mi piaccio non vedo perche una donna non dovrebbe volere il mio seme, stiamo scherzando lol? IO sono un grande, un figo, una donna dovrebbe essere grata del mio seme.
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Re: Presa di coscienza
Oggi non ha più senso avere entusiasmo verso le persone, quasi tutti i rapporti amicali che vedevo in giro già prima del covid erano palesemente di facciata. Ribadisco, la solitudine ha una sua dignità
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rossonero
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Re: Presa di coscienza
La maggior parte dei rapporti sono così,non è che si debba cercare la profondità in ogni cosa. Più che altro molti rapporti si trascinavano seppur "finiti",nel senso che andavano avanti da anni sempre allo stesso modo,facendo sempre le stesse cose,per inerzia e senza il minimo entusiasmo. Sicuramente le restrizioni hanno incentivato a tagliare alcuni rami secchi.
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Re: Presa di coscienza
Mi ha riscritto proprio stasera una delle persone incriminate, facendo praticamente finta di cadere dalle nubi e mi dice che ho frainteso sue azioniHoppe ha scritto: ↑15/01/2021, 22:59Idem, ho zero entusiasmo verso qualsiasi cosa e sopratutto verso le personeCrimson ha scritto: ↑15/01/2021, 21:57Ad oggi davvero non ho la minima voglia di avere a che fare con le persone o di costruire rapporti nuovi, non sto riuscendo nemmeno a mantenere vivi quelli vecchi ed anzi ho smesso di parlare anche con le persone a me più care da qualche settimana praticamente.![]()
Ho rotto l'estate scorsa con un amico che se l'è presa per una cosa (anche se era colpa sua) e ha smesso di scrivermi, non ci siamo più visti nè sentiti. L'altro mio amico c'è sempre per chattare ma non ci vediamo di persona forse addirittura da settembre, non ricordo nemmeno.
Ce n'è un altro con cui mi sento e poi basta praticamente.
Però è anche stanca e quindi ne parleremo poi a voce

- urlich
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Re: Presa di coscienza
Soffro di "mindset pessimista" sin dalla primissima adolescenza. Ho già spiegato in passato come penso che la scoperta del male di vivere sia legata al sesso, per me fu così. Dopo aver scoperto la masturbazione sono iniziate le domande esistenziali sul senso, sul perché svegliarmi, andare a scuola, ripetere un giorno identico al precedente etc.
Mi sentivo brutto e inadeguato, e ho sempre pensato che l'estetica fosse "sine qua non", l'intuizione fu in realtà abbastanza semplice: dopo essere stato perculato sull'aspetto da una carina per cui avevo una cottarella, ho iniziato a chiedermi come mai avessi idealizzato quella strega credendola buona e dolce, e la risposta fu "perché ha il bel faccino". Mi sono reso conto che la stessa cosa dovesse accadere a parti invertite.
Ma non era neanche tanto quello a darmi pensieri...di facciata andava alla grande, eravamo un gruppo di teppistelli molto affiatato e qualcuno se ne usciva sempre con qualche idea brillante per passare il pomeriggio, facevamo scherzi molto divertenti ad anziani, suore, rompevamo i coglioni alle coetanee etc etc, ma nonostante questo divertimento non avevo più la spensieratezza dell'infanzia.
Quella consapevolezza non se ne è più andata, è rimasta una costante della mia vita e un unico grande filo conduttore che persiste a prescindere dalle condizioni esteriori...ad esempio, i 16/17 anni non furono malissimo per me in termini di possibilità con l'altro sesso (poca roba e sporadica, io mi sentivo brutto come alle medie ma ero diventato un normaloide...il fatto che fosse sporadica non mi dava la spinta necessaria a credere che non fosse tutto un crudele scherzo...quindi semmai ero redpillato oltre il necessario).
Le superiori nel complesso furono un periodo di studio matto e disperato, peraltro inutile, e di occasioni mancate per vivere.
I primi anni di università un disastro totale, ero un fantasma che vagava tra i corridoi dell'ateneo saltando le lezioni.
Mi sentivo brutto e inadeguato, e ho sempre pensato che l'estetica fosse "sine qua non", l'intuizione fu in realtà abbastanza semplice: dopo essere stato perculato sull'aspetto da una carina per cui avevo una cottarella, ho iniziato a chiedermi come mai avessi idealizzato quella strega credendola buona e dolce, e la risposta fu "perché ha il bel faccino". Mi sono reso conto che la stessa cosa dovesse accadere a parti invertite.
Ma non era neanche tanto quello a darmi pensieri...di facciata andava alla grande, eravamo un gruppo di teppistelli molto affiatato e qualcuno se ne usciva sempre con qualche idea brillante per passare il pomeriggio, facevamo scherzi molto divertenti ad anziani, suore, rompevamo i coglioni alle coetanee etc etc, ma nonostante questo divertimento non avevo più la spensieratezza dell'infanzia.
Quella consapevolezza non se ne è più andata, è rimasta una costante della mia vita e un unico grande filo conduttore che persiste a prescindere dalle condizioni esteriori...ad esempio, i 16/17 anni non furono malissimo per me in termini di possibilità con l'altro sesso (poca roba e sporadica, io mi sentivo brutto come alle medie ma ero diventato un normaloide...il fatto che fosse sporadica non mi dava la spinta necessaria a credere che non fosse tutto un crudele scherzo...quindi semmai ero redpillato oltre il necessario).
Le superiori nel complesso furono un periodo di studio matto e disperato, peraltro inutile, e di occasioni mancate per vivere.
I primi anni di università un disastro totale, ero un fantasma che vagava tra i corridoi dell'ateneo saltando le lezioni.
