Nessuna donna vuole lavorare in fabbrica.

Fondamenti del pensiero legato alla manosphere e alla critica della società moderna
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Toppo
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Re: Nessuna donna vuole lavorare in fabbrica.

Messaggio da Toppo » 04/11/2022, 22:52

Al Rais ha scritto: ↑
04/11/2022, 20:17
Nena, copo 5 anni di ingegneria, andó a lavorare in una ditta e chiese di essere una via di mezzo tra operaio e ongegnere. Aveva una postazione ufficio ma allo stesso tempo andava parecchie ore a montare macchinari ecc.
A tanti uomini piace sporcarsi le mani e risolvere problemi pratici, magari mettendoci la fantasia ecc, poi ci sono i casi piú alti tipo Nena e quelli piú bassi tipo l'operaio al controllo di stampaggio plastico. Pensare che a tutti faccia schifo mettersi le scarpe antinfortunistiche al mattino e vorrebbero mettere la giacca e la cravatta é anche quello un bel cope, perfetto per "operai" da ufficio, ovvero macchine umane che fanno cose ripetitive al pc o da seduti.
Perchè usi il passato remoto? Poi la questione di Nena ha sicuramente la componente che dici tu (ma Nena per esempio ha sempre avuto anche la passione dei motori, molto genuino) però ha sempre detto che fare l'operaio che montava i tubi dei cessi padani (questo ben prima di Eremita, da cui è nato poi tutta la rottura con lui che credeva sul serio avessi messo su un ring per percularlo) faceva cagare.

Come sempre ci sono lavori e lavori, un artigiano nel vero senso della parola può essere davvero appassionato del suo lavoro, così come tra i white collar non ci sono mica tutti i "passacarte".

Per me gli operai e i manovaloni (specialmente se sotto padrone) si rompono abbastanza i coglioni e coprono tutto con il cope dell'essere uomini duri (che è abbastanza diffuso anche senza tirare in ballo eremita) così come è una rottura di coglioni pure fare il passacarte (che è più o meno quel che faccio io, intendiamoci). Quanto meno non rischio infortuni, sto in un ambiente salubre e non torno a casa fisicamente stanco, che è poi motivo per cui c'è attivamente carenza di manovali ed è il classico lavoro spauracchio che proponi ai figli che non vogliono continuare gli studi, "allora vai a lavorare in fonderia" e vedi un sacco di immigrati che lo fanno.

Ad un certo punto superando la retorica non c'è via di uscita, se una cosa fosse realmente bella avresti la fila per farla e invece così non è.

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Re: Nessuna donna vuole lavorare in fabbrica.

Messaggio da Toppo » 04/11/2022, 23:00

Gli aneddoti leggendari praticoni in questo caso dimostrano il contrario di quel che eremita vuol sostenere.

A parità di retribuzione:

Lavoro che da soddisfazioni (che sia white collar o artigianale poco interessa) > lavoro standard white collar (dove non hai soddisfazioni ma almeno sei comfy) > lavoro standard manovale (dove hai bisogno di mitizzare lo spaccarti la schiena)

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Re: Nessuna donna vuole lavorare in fabbrica.

Messaggio da Al Rais » 05/11/2022, 0:46

Toppo ha scritto: ↑
04/11/2022, 22:52
Al Rais ha scritto: ↑
04/11/2022, 20:17
Nena, copo 5 anni di ingegneria, andó a lavorare in una ditta e chiese di essere una via di mezzo tra operaio e ongegnere. Aveva una postazione ufficio ma allo stesso tempo andava parecchie ore a montare macchinari ecc.
A tanti uomini piace sporcarsi le mani e risolvere problemi pratici, magari mettendoci la fantasia ecc, poi ci sono i casi piú alti tipo Nena e quelli piú bassi tipo l'operaio al controllo di stampaggio plastico. Pensare che a tutti faccia schifo mettersi le scarpe antinfortunistiche al mattino e vorrebbero mettere la giacca e la cravatta é anche quello un bel cope, perfetto per "operai" da ufficio, ovvero macchine umane che fanno cose ripetitive al pc o da seduti.
Perchè usi il passato remoto? Poi la questione di Nena ha sicuramente la componente che dici tu (ma Nena per esempio ha sempre avuto anche la passione dei motori, molto genuino) però ha sempre detto che fare l'operaio che montava i tubi dei cessi padani (questo ben prima di Eremita, da cui è nato poi tutta la rottura con lui che credeva sul serio avessi messo su un ring per percularlo) faceva cagare.

Come sempre ci sono lavori e lavori, un artigiano nel vero senso della parola può essere davvero appassionato del suo lavoro, così come tra i white collar non ci sono mica tutti i "passacarte".

Per me gli operai e i manovaloni (specialmente se sotto padrone) si rompono abbastanza i coglioni e coprono tutto con il cope dell'essere uomini duri (che è abbastanza diffuso anche senza tirare in ballo eremita) così come è una rottura di coglioni pure fare il passacarte (che è più o meno quel che faccio io, intendiamoci). Quanto meno non rischio infortuni, sto in un ambiente salubre e non torno a casa fisicamente stanco, che è poi motivo per cui c'è attivamente carenza di manovali ed è il classico lavoro spauracchio che proponi ai figli che non vogliono continuare gli studi, "allora vai a lavorare in fonderia" e vedi un sacco di immigrati che lo fanno.

Ad un certo punto superando la retorica non c'è via di uscita, se una cosa fosse realmente bella avresti la fila per farla e invece così non è.
Uso il passato remoto perché é roba di oltre un anno fa, anche se in Lombardia il passato remoto é un tempo eliminato dal vocabolario a me piace molto usarlo come Berlusconi.

Diciamo che tendenzialmente meglio fare il passacarte che il manovale ecco, ma la cosa non é cosí assoluta. Sull'ambiente salubre dipende perché se mi dici fabbrica chimica, plastica ecc. ti do ragione ma giá uno che fa il cantiere spesso sta in un posto piú sano dell'ufficio medio dove non prendi sole e hai le stampanti da ufficio enormi che buttano fuori un sacco di veleni, se ne parla poco ma le stampanti sono ipercancerogene. Anche la postura, gli occhi davanti al PC, l'ambiente che a parte i meme é a volte tossico per un maschio e lo costringe a castrarsi.
Insomma non dico solo che non vedo cosí chiude le categorie.
Io per esempio faccio un lavoro che da dipendente non farei mai credo, a meno di super paghe, peró da autonomo é tutto diverso.
Invece se fossi bello farei volentieri lavori manuali non pesantissimi in settore agricolo, minerario, grandi lavori tipo ponti e ferrovie.

In ufficio da dipendente ci andrei solo se avessi garanzie che non ci sono donne in ufficio vicino a me, o con ruoli paragonabili a me dove devo competere con loro.
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Re: Nessuna donna vuole lavorare in fabbrica.

Messaggio da Al Rais » 05/11/2022, 0:49

Toppo ha scritto: ↑
04/11/2022, 23:00
Gli aneddoti leggendari praticoni in questo caso dimostrano il contrario di quel che eremita vuol sostenere.

A parità di retribuzione:

Lavoro che da soddisfazioni (che sia white collar o artigianale poco interessa) > lavoro standard white collar (dove non hai soddisfazioni ma almeno sei comfy) > lavoro standard manovale (dove hai bisogno di mitizzare lo spaccarti la schiena)
Su questo sono abbastanza d'accordo, con l'appunto che i lavori manuali permettono anche a bassi livelli gerarchici di guadagnare bene o arrotondare. Tipo il muratore che tra un sabato e una domenica fa un lavoro al vicino e si mette in tasca 500 euro, un white collar di basso livello non ha ste porte aperte, diverso giá se mi parli di un commercialista iscritto all'albo, con lavoro fisso in ditta e clienti fuori da seguire per conto suo da casa.
Ne conosco alcuni.
Altro esempio le ore extra. Tu che possibilitá hai di farne? Io conosco operai che a volte ne fanno tantissime e prendono stipendi che non ti aspetteresti.
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