Ma quali idee dovrebbe uscire? L'idea che la colpa della denatalità, della decadenza dell'occidente, di tutti i mali del mondo, è da ascriversi unicamente al femminismo, al progressismo, alla corruzione dei valori tradizionali, e a tutto ciò che sta a sinistra?
La denatalità è originata da 3 fattori:
1. il benessere economico delle economie occidentali e di quei paesi che fanno parte del Nord del mondo. Non c'è bisogno nemmeno di elaborare grafici, basta mettere a paragone i tassi di natalità col PIL nazionale, per accorgersi che i paesi dove si fanno tanti figli sono quelli più poveri. E' una cosa che sanno pure i muri, ma se uno ama i numeri, basta cercare su internet
https://it.wikipedia.org/wiki/Tasso_di_ ... _per_paese
https://it.wikipedia.org/wiki/Stati_per ... pro_capite
2. la transizione da una società rurale fondata sul lavoro nei campi, a una società industriale prima, e post-industriale dopo. In quella società che voi chiamate "società tradizionale" e che io preferisco chiamare "economia agricola", i figli non erano un gesto d'amore tra i coniugi, ma un modo per sfornare a costo zero nuove braccia da mandare nei campi, in miniera e ovunque fosse necessaria forza lavoro per sostenere economicamente il nucleo familiare.
Oggi non viviamo più in una economia agricola. Oggi viviamo nell'economia del 2.0. La quasi totalità dei lavoratori è impiegata nel settore terziario, per cui non c'è più motivo di avere quelle famiglie che vediamo nelle foto in bianco in nero con mamma, papà e 10 figli tutti intorno. Ne bastano 1 o 2 al massimo. Per dare una continuità alla propria linea di sangue, per avere degli eredi a cui lasciare i propri possedimenti, per avere degli affetti quando saremo vecchi.
Pure i mestieri dove è richiesta molta forza fisica, come l'agricoltura, il mining, il settore metallurgico, petrolchimico, vedono una fortissima presenza di macchinari, per cui la necessità di "braccia" per mandare avanti le attività è fortemente ridotta.
3. la secolarizzazione della società. Questo è un aspetto che viene sistematicamente taciuto, non so se faziosamente perchè anzichè romper le palle alle page femministe finiresti per prendertela con l'account twitter del papa, o proprio per cecità e incapacità di cogliere il nesso tra fenomeni così diversi.
Per secoli la religione ha avuto una funzione sociale. Non desiderare la donna d'altri, non commettere atti impuri, lo spettro della dannazione eterna, il paradiso come premio per chi segue pedissequamente i dettami della Chiesa, erano tutti modi per evitare derive individualiste con conseguente sgretolamento del tessuto sociale. La Chiesa di fatto era una sorta di commissione antitrust della figa. Oggi i dettami della Chiesa, tolti i ragazzi di CL e altre associazioni analoghe a sfondo cristiano che ancora credono fortemente nella castità e nella verginità, hanno perso qualsiasi valore. La morale cristiana è vista come bigotta, arretrata, limitante la libertà individuale, non al passo coi tempi. Nessuno oggi segue più la morale cristiana, che si è ridotta a mero atto di facciata nelle giornate di Pasqua e di Natale. Sempre che rimanga il tempo di andare in chiesa a battersi il petto, tra un regalo, un panettone e una coscia di agnello arrosto.
Di questi fenomeni nell'articolo non se ne parla, o al massimo se ne fa un brevissimo cenno.
La denatalità non è colpa unicamente dei figli dei fiori, di un gruppo di psicopatiche coi capelli tinti di blu, e della sinistra mondiale, ma è frutto di un processo in atto da molto prima e che travalica i limiti della politica. La trovo una analisi estremamente approssimativa e parziale. Spende fiumi di parole su un'unica causa, laddove ci sono altre 15 cause e concause.
Complessivamente lo considero poco più di un'esca da social per mandare in bestia le femministe, e nemmeno particolarmente riuscita a dire il vero, visto che non leggeranno mai quei dati e quei fiumi di parole. E' molto più facile mandarle in escandescenza con un meme o un titolo provocatorio tipo "Il Privilegio dello Stupro", piuttosto che con tabelle e linee di tendenza.
Nulla che possa essere seriamente sostenuto in un'intervista o in un dibattito all'interno di una sala conferenze.