Le conseguenze del corpo femminile scoperto

La moda moderna che scopre il corpo femminile sta portando la civiltà europea all’estinzione. Anche sul suo stesso territorio essa viene sostituita sempre più da altre culture, tra le quali alcune vietano addirittura la denudazione parziale della donna. Nel mondo gli europei stanno venendo sostituiti da popoli che conservano il pudore o almeno la modestia delle proprie donne, tutelando dunque in questo modo anche i propri uomini.


Il mettere in mostra i vari attributi femminili, cosa che provoca negli uomini un’eccitazione sessuale, può essere classificato come creazione di “stress sessuale”. A causa di esso prende forma un complesso del rifiuto sessuale che a sua volta conduce all’impotenza e alle malattie oncologiche. Di questo ne parla un dottore e studioso molto noto in Russia, Leonid Aleksandrovič Kitayev-Smyk nella sua monografia “La psicologia dello stress. Antropologia psicologica dello stress” (2009).
Per far comprendere in maniera evidente la fisiologia di questo processo, lo studioso porta come esempio una dinamica che avviene nel mondo animale, dove la femmina cerca il maschio migliore, che abbia le maggiori possibilità di mettere al mondo una prole sana e resistente, e nel farlo scarta i maschi peggiori. Tuttavia l’istinto sessuale in quest’ultimi non sparisce, rimane semplicemente non soddisfatto e quindi represso. La quantità degli androgeni nel sangue resta comunque alta, e quindi potenzialmente cancerogena. Nel maschio che viene costantemente rifiutato dalla femmina, il livello medio degli androgeni contribuisce allo sviluppo dell’adenoma benigno della prostata; e in gran parte dei casi ciò conduce all’impotenza. A causa di questo il maschio “non migliore” non ha possibilità di generare una propria prole “non migliore”, nemmeno in modo casuale. Grazie a questo meccanismo vengono scartati gli esemplari maschili “non migliori” all’interno di una determinata popolazione. Inoltre in alcuni di questi elementi l’adenoma (ipertrofia) della prostata si trasforma in un vero e proprio cancro mortale.

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Perché il terrorismo islamico in Occidente?

Negli ultimi giorni la Francia è stata scossa da diversi attentati che hanno scioccato il Paese e il mondo intero, con una successione di atti terroristici di matrice islamica che vanno ad aggiungersi al lungo elenco di quelli compiuti in Europa a partire dal 2015 (se non prima) da “lupi solitari” spesso legati all’ISIS. Una cosa che salta subito all’occhio è che gran parte di questi attentatori è costituita da uomini giovani o giovanissimi: per citare due tra i casi più recenti, il ceceno Abdoullakh Anzorov, che ha decapitato il professore che aveva mostrato in classe le caricature di Charlie Hebdo su Maometto, ha appena 18 anni, mentre il tunisino Aouissaoui Bahrain, il presunto colpevole dell’omicidio di tre fedeli nella chiesa di Notre Dame a Nizza, avrebbe 21 anni.

Ma anche gli attentati e le stragi che hanno funestato la Francia (e non solo, si pensi agli eventi accaduti in Belgio e Germania) meno recentemente hanno avuto perpetratori che in media non avevano neanche 30 anni: ad esempio Chakib Akrouh, Abdelhamid Abaaoud e Salah Abdeslam, tra i responsabili degli attacchi del 13 novembre 2015 a Parigi, avevano 25 anni o poco più all’epoca dei fatti, mentre Foued Mohamed-Aggad, uno degli stragisti del Bataclan, ne aveva appena 23; e così via.

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L’odio irrazionale contro gli incel

Il seguente articolo è una traduzione di The Irrational Hate Towards Incels, pubblicato da Randy Thompson su incel.blog.

Molte persone ostili agli incel ci odiano in misura estrema, ma perché?

Questa è la domanda che mi pongo ogni volta che su Twitter vengono indirizzati insulti nei miei confronti. Mi accusano di essere spregevole e odioso, ma in realtà non dico cose cattive. Rappresento solamente un forum [incels.co] e sono solo un uomo. Per loro, sono ogni brutta persona che abbiano mai incontrato e mi trattano come tale.

Ci accusano di essere i peggiori esseri umani sulla faccia della terra. Ci fanno costantemente la morale dicendoci che [se non piacciamo alle donne] è colpa della nostra personalità e non del nostro aspetto fisico. Anche quando mostriamo loro innumerevoli articoli scientifici che spaziano dalla biologia alla psicologia comportamentale, essi glissano e sminuiscono continuamente questi studi, fornendo articoli giornalistici come “prove”. Quando fai loro notare che le donne trovano l’80% degli uomini poco attraenti, ti ignorano o cambiano discorso. Ci sono innumerevoli studi che dimostrano come l’attrazione fisica conti sopra ogni cosa [per attrarre le donne], ma trovano sempre un modo per “confutare” questo fatto.

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I neo-pagani “de noantri”

Come avevamo promesso nell’articolo precedente sul rapporto tra destra e celibi involontari, vediamo ora di far luce su un ambiente affine alla cosiddetta “area identitaria” che negli ultimi tempi sui social ha espresso spesso e volentieri visioni ostili agli incel, ovvero quello dei neo-pagani “de noantri”.
Facciamo innanzitutto una premessa: l’universo neo-pagano nostrano non costituisce un fronte unitario ed è anzi diviso in una miriade di gruppetti spesso frutto di scissioni e in conflitto tra loro; generalmente tra essi non esiste una vera unità d’intenti né una precisa definizione di cosa si possa definire “paganesimo” e cosa no, ma ci sono due cose che li caratterizzano più o meno tutti: l’avversione nei confronti dei culti monoteisti di matrice abramitica e una vera e propria adorazione della figura femminile in quanto tale. Si può inoltre notare una fondamentale incoerenza di fondo in molti di questi individui, parecchi dei quali sono anche affiliati ad associazioni “identitarie” che di identitario, e soprattutto di Tradizionale in senso apollineo, hanno poco e niente.
Bisogna infatti sottolineare come vi siano fondamentali differenze tra i culti ancestrali indo-europei (essenzialmente solari e patriarcali) e quelli neo-pagani odierni (molto più vicini a una visione cibelica e matriarcale del mondo): molti aderenti a questi ultimi non colgono affatto tale divario poiché sono nati e cresciuti nelle società occidentali odierne di matrice liberal-capitalista e post-sessantottina, e hanno quindi modellato più o meno inconsciamente le proprie credenze in base ai valori dominanti espressi all’interno di queste ultime, nonostante molti di essi si dichiarino estranei alla modernità e vicini a una presunta “tradizione” in realtà inesistente nei termini in cui la concepiscono loro.

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Il problema della destra con gli incel (e la redpill)

Visto che Mister Totalitarismo ha già provveduto ad analizzare in maniera esauriente i rapporti (inesistenti se non direttamente ostili) tra inceldom e sinistra, in questo articolo mi occuperò di prendere in esame la altrettanto tormentata relazione che intercorre tra gli incel e la destra, soprattutto per quanto riguarda la cosiddetta “area identitaria” che fa riferimento a CasaPound (e in futuro probabilmente il blog si occuperà anche dei folkloristici “neo-pagani” de noantri).

Il mese scorso mi sono recato in edicola e insieme ad altre cose ho preso anche il numero cartaceo di settembre del Primato Nazionale (rivista che acquisto regolarmente più che altro per le pagine culturali che mi tengono aggiornato sulle novità editoriali d’area). La prima cosa che sono andato a leggere è stata la rubrichetta “Aktion Trigger” tenuta da Cristina Gauri per vedere se, come mi aspettavo da tempo visti i commenti a riguardo che lasciava nelle pagine a tema su Facebook, si fosse “finalmente” decisa a indirizzare i suoi strali pseudo-alternativi contro gli incel, e in effetti a questo giro lo aveva fatto. Prima di citare alcuni stralci dell’articolo in questione, ritengo utile accennare una breve biografia dell’autrice, che potete consultare tranquillamente su Wikipedia (in inglese) a questo indirizzo.
Una delle prime cose che saltano all’occhio è che in passato ha svolto l’attività di suicide girl con il nickname Aiki (piccola nota colorita: lei stessa sul suo profilo nel sito di SG si autodefinisce “jew b*tch”), e che ha partecipato alla realizzazione di almeno un film pornografico (i cui spezzoni con lei protagonista sono tuttora reperibili in rete). Che dire, niente di nuovo da parte di CasaPound che come ben si sa è da anni che carica sul suo carrozzone le figure più paradossali pur di ottenere un minimo di visibilità mediatica in più, a discapito ovviamente della coerenza ideologica (si vedano ad esempio i teatrini imbastiti qualche tempo fa con Nina Moric, che tra l’altro poi li ha pure scaricati dopo poco più di un anno di “militanza” nel partito).

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La vera storia di Guerriglia Memetica Blackpillata

Comincio l’articolo con una doverosa premessa: io sono/ero uno dei due amministratori (l’altro è/era Mike Litoris) della pagina facebook Guerriglia Memetica Blackpillata, i cui meme hanno impazzato nell’ambiente redpill/incel (e non solo) da inizio aprile a fine giugno dell’Anno Domini 2020.
Leggo con piacere che la nostra pagina e i rispettivi meme vengono ancora citati e condivisi abbastanza frequentemente nei meandri dell’internet frequentati da coloro che si interessano al favoloso mondo dell’inceldom o ne costituiscono parte attiva (si va dai commenti sotto gli articoli di totalitarismo.blog ai post nei vari forum dei brutti sparsi per la rete), e molti si chiedono comprensibilmente che fine abbiamo fatto, visto che abbiamo smesso di postare dall’oggi al domani senza alcun preavviso. Quindi per amor di chiarezza mi appresto a narrare la storia del progetto memetico mio e di Mike, dalla nascita alla sua conclusione (reversibile? Temo di no, grazie mille Zuckerberg).


Da parecchio tempo avevo espresso nel vecchio forum di brutti.red l’idea di aprire una pagina facebook dedicata all’incel-postaggio in chiave blackpill e doomer/nichilista, ma non avevo mai attuato concretamente il progetto sia per l’accasciamento dovuto alla mia condizione di incel sia per i miei pressanti impegni universitari. Tuttavia verso la fine dello scorso marzo, in piena emergenza Covid-19 e con la mia laurea magistrale appena conseguita (sì Innocuo, la ho finita la tesi), Mike mi ha proposto di collaborare insieme alla creazione e gestione della pagina di cui sopra. Detto fatto, esordiamo a inizio aprile con un meme del sempreverde (o per meglio dire sempregiallo) Doge, trasformato dai soliti burloni di 4chan e compagnia da meme normie del decennio 2010-2019 a simbolo di edginess spesso e volentieri para-misogina o comunque anti-thot. Il simpatico canide sarebbe divenuto in seguito il protagonista assoluto di molte delle creazioni artistiche della nostra pagina, soprattutto in versione Cheems.

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Presentazione del blog (e del forum)

Ritengo giusto dedicare il primo post di questo blog alla presentazione della comunità che vi sta dietro, quindi inizierò richiamando brevemente le nostre vicissitudini per poi spiegare il perché della scelta di dare il nome di “rami spogli” a questo nuovo progetto, oltre ovviamente agli obiettivi che ci prefiggiamo con quest’ultimo.


Le radici della nostra comunità, come del resto ha egregiamente spiegato il blog del più noto Redpillatore in questo articolo, vanno ricercate nel lontano 2013, quando il nostro nucleo storico si è riunito attorno al vecchio progetto dell’allora “unbruttoforum” (da non confondersi con l’attuale forum omonimo) gestito da brutto38 su forumfree. Si può dire che quello sia stato una sorta di primo nucleo della cosiddetta “incelosfera” italiana, venutosi a formare anni prima che il concetto di “incel” giungesse in Italia e diventasse un termine di uso più o meno comune. Infatti allora nessuno di noi si identificava come tale, e neanche i più “esperti” che frequentavano anche le community statunitensi davano molto peso al termine, che del resto nel nostro Paese (e non solo) ha iniziato ad acquisire visibilità a livello mediatico e sociale solo in un periodo molto più recente.

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