Il caso Tamara Cincik, o “il mondo come lo hanno voluto le femministe”

Cari amici,

Saluti dal Rettiliano Verace, il vostro corrispondente bestemmiante dall’Inghilterra!

Pochi giorni fa mi sono trovato di fronte a un caso del 2018, ma ancora molto attuale. È una faccenda banale di suo, ma le implicazioni sono interessanti dal punto di vista della Redpill.

Una mattina del 2018 una “donna Alpha” prende il fetidissimo vagone della Tube di Londra per andare al lavoro. Lei è una donna in carriera, una CEO femminista impegnata in politica, ovviamente anti-Brexit, pro multiculturalismo, impegnata nella lotta al “gender pay gap” e alle discriminazioni verso le donne sul luogo di lavoro. Una donna così ha le palle d’acciaio, chi la smuove?

Si presenta un “asian” (termine inglese usato essenzialmente per indicare gli indopakistani) alto uno e ottanta, in evidente stato di alterazione, e inizia a molestarla. Lei riesce a scappare a malapena, rischiando la vita. Indovinate contro chi se la è presa? Indovinate chi ha insultato nella sua intervista?

Credeteci o no, se l’è presa contro i due “maschi bianchi di classe media” che invece di combattere per salvarla se la sono filata all’inglese. Le sue invettive erano tutte per loro, non per il tipo che se la voleva violentare sulla carrozza. Il fatto che uno sconosciuto volesse violentarla era del tutto secondario. La cosa che la faceva imbestialire era come due maschi sconosciuti, bianchi, ben vestiti e di circa 50 anni si siano fatti i fatti loro invece di rischiare la vita per lei.

Una scorsa rapida ai profili social della tipa conferma i nostri dubbi: è pesantemente di sinistra e sembra avere un astio particolare verso il maschio bianco autoctono, soprattutto se di classe media o alta. Sicuramente, se i due avessero affrontato l’“asian”, lei li avrebbe denunciati per avere “barbaramente assaltato un povero immigrato ingiustamente oppresso”.

L’unica cosa divertente è che questo tipo di cultura ha reso il mondo invivibile anche per le donne:

Ecco la mia reazione a tutto ciò:

Cosa impariamo da questo, miei piccoli amici?

Ormai viviamo in un mondo nel quale difendere una donna è diventato un rischio senza nessuna contropartita. Le donne hanno spinto per creare un ambiente nel quale il maschio autoctono è automaticamente malvagio e colpevole di tutto, e lo hanno ottenuto. Le donne si sono convinte di non avere bisogno dell’aiuto degli uomini, dato che credono tutte di essere brave e forti quanto loro, se non di più. Anni di propaganda hollywoodiana hanno convinto le donne di essere tutte delle Rey o delle Padmé Amidala, tanto per utilizzare gli esempi di Star Wars che tanto piacciono ai soy. Le stesse donne poi si lamentano quando poi gli uomini le lasciano cuocere nel loro brodo.

Questo è dedicato a tutte le donne che stanno leggendo questo blog alla ricerca di citazioni per prendere in giro gli incel e farli passare per poveri sfigati:

Care ragazze, avete creato un mondo nel quale gli uomini NON vi difenderanno mai per paura di essere attaccati o denunciati. Lo Stato non può difendervi tutte, sempre e continuamente. Siete in pericolo mortale, e vi ci siete messe da sole. Divertitevi.

Fino a circa dieci anni fa, una donna poteva urlare per strada e avere un’ottima possibilità di essere aiutata. Oggi, la maggior parte degli uomini ci penserebbe due volte prima di soccorrere una donna sconosciuta. Vale la pena rischiare una denuncia per molestie? Vale la pena rischiare di avere la carriera stroncata, la fedina penale macchiata e un processo lungo dieci anni, solo per fare una cosa moralmente giusta? Un martire o un eroe saprebbe come rispondere, ma i martiri e gli eroi sono pochi. E sono morti.

Onestamente, ha senso rischiare la propria vita e la carriera, per il bene di una donna che poi potrà denunciarmi e rovinarmi la vita solo perché quel giorno le gira di farlo? Ormai viviamo in una società nella quale le donne vedono tutti gli uomini come potenziali stupratori, e gli uomini vedono tutte le donne come streghe e vampire che aspettano solo di fotterti con il #metoo o di rovinarti per avere qualche like in più su Instagram. Il buon Nebo Zuliani ad esempio ha scritto un articolo molto interessante sull’argomento.

Questo video è una trollata fatta da una youtuber nel 2018, ma ormai tutto questo è diventato una faccenda seria. Detto in parole povere personalmente so nuotare benissimo, ma se vedessi una che sta affogando ci penserei molto bene prima di andarla a ripescare dall’acqua oggi come oggi.

Riguardo a noi maschi, cosa possiamo fare?

La risposta è semplice: dobbiamo comportarci da bravi cittadini, onesti e rispettosi delle regole. Se vediamo una donna che sta venendo molestata, picchiata o rapinata, dobbiamo fare ciò che la legge ci dice di fare. Ossia, dobbiamo allontanarci dal pericolo senza dare troppo nell’occhio, quindi chiamare la polizia o la vigilanza locale. Nessun uomo può essere incriminato per essersi rifiutato di combattere eroicamente contro un delinquente, anzi ciò viene pesantemente scoraggiato dalla legge. Allontanatevi e chiamate le forze dell’ordine, che arriveranno a tempo debito. In caso, potete dire di avere avuto paura per la vostra vita.

Ripeto: non esiste alcun obbligo legale di fare i supereroi contro i delinquenti. Punto. Nessun giudice vi condannerà. Esiste il reato di omissione di soccorso, ma è un’altra cosa e non si applica quando c’è pericolo di vita. Se vedete una donna a terra in una pozza di sangue, tenetevi a debita distanza, chiamate il 112 e fatevi spiegare cosa fare. Se non siete medici o infermieri, non avete alcun obbligo. Potete sempre dire: “non ne capisco niente di pronto soccorso, non volevo rischiare di ammazzarla facendo qualcosa di sbagliato”. Non vi crederà nessuno, ma sarete coperti legalmente, ed è questo quello che conta. Forse dopo non riuscirete a guardarvi allo specchio la mattina, ma almeno rimarrete fuori dal gabbio.

La mia speranza è che un giorno tutti e tutte diano una bella occhiata al mondo, guardino com’è diventato, e si dicano: “Ma chi ce lo ha fatto fare di finire in questo modo? Non si stava meglio prima?”

Riferimenti:

https://miapparel.co.uk/blogs/mi-tube/f … ara-cincik

https://www.instagram.com/tamaracincik/

https://www.standard.co.uk/news/crime/f … 56306.html

10 pensieri riguardo “Il caso Tamara Cincik, o “il mondo come lo hanno voluto le femministe””

  1. Io invece giro con un costume sotto i vestiti alla spasmodica ricerca di ragazze dai capelli blu in pericolo per poter intervenire, petto in fuori, e assicurare il manigoldo alla giustizia. Ove non fosse possibile creo ad hoc la situazione con un complice che si metterà in rovinosa fuga al mio scattante intervento. Il tutto si concluderà meravigliosamente convolando a festose ed aristocratiche nozze.

      1. Mai, ma solo perché ci scappa da ridere. No, seriamente è un qualcosa a cui non si pensa ma che potrebbe succedere. L’ istinto ci porterebbe ad intervenire, nel maschio è qualcosa di atavico ed innato ma tra il dire e il fare c’è un mare di redpill. Fermo restando che ovviamente chiamerei il 113 e mi pare sia il minimo sindacale 🙂

  2. Un’altra motivazione per non intervenire sarebbe questa: “meglio un brutto processo, che un bel funerale”.

    1. Quale processo? Come ho detto, cagarsi sotto e scappare sono atti perfettamente legali, anzi sono gli unici atti che vengono approvati dalla legge!

      1. Si, l’avevo capito ed era difficile da non capire.
        Quello che ho scritto voleva essere solo un ulteriore rafforzativo del concetto.
        Volevo mostrare che il peggior esito della scelta A è sempre meglio del miglior esito della scelta B (tieni presente che le femministe e i cucchi blupillati si inventano qualunque stronz@t@ per negare la verità, quindi più motivazioni si danno e meglio è)

  3. “L’unica cosa divertente è che questo tipo di cultura ha reso il mondo invivibile anche per le donne”
    Secondo me è una verità parziale.
    Il politicaly correct privilegia immigrati e donne, in paesi come la Danimarca gli immigrati vincono sulle donne (la dimostrazione è l’articolo che è stato riportato) ma in Italia vincono le donne, se questo fatto fosse accaduto in Italia tutti avrebbero detto che la ragazza è un eroina, che bisognerebbe insegnare di più alla donne a difendersi, che c’è troppa mascolinità tossica pure tra gli immigrati e cose cosi.
    P.S. la reazione dell’autore è bellissima

  4. A me gli uomini hanno ( quasi ) sempre aiutato quando sono stata molestata.
    Sarà che ispiro protezione.

  5. La tripla parentesi oramai è identificata anche dai normies. Lo dico solo perché avete editato il meme originale, e va bene, però la gente sa cosa significa la tripla parentesi.

    Concordo col messaggio generale del meme, in ogni caso la tripla parentesi non c’entra molto.

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