Pagina 1 di 1

Russofobia

Inviato: 08/12/2023, 16:54
da Stato d’Eccezione
Ma esiste un indirizzo di pensiero molto più radicale. Anziché combattere il nazionalismo e mettere in guardia contro la sua pericolosità, alcuni affermano che in realtà non c’è neppure ragione di disputare, perché la nazione russa semplicemente non esiste. (…) Con particolare cura, quasi con amore, questo pensiero è stato sviluppato da Pomeranc:
<<Il popolo non esiste più. Esiste una massa che conserva un vago ricordo di essere stata un tempo un popolo e di aver portato Dio in sé, ma che attualmente è del tutto vuota.
Il popolo, inteso come portatore-di-Dio e come fonte di valori spirituali non c’è più. Esistono gli intellettuali nevrotici e le masse. Nel nostro paese sono rimaste solo tracce del popolo, come le tracce di neve in primavera. Quello che noi chiamiamo abitualmente popolo non è che piccola borghesia.>>
(…)
Pomeranc chiarisce: <<E’ così che, in generale, si fa la storia in Russia. Il popolo russo trepida e fugge davanti a ogni autocrate minaccioso che lo fa a pezzi come Ivan lo Sciocco e poi lo rimette nel forno. Quando è di nuovo ben cotto questo stesso popolo riconosce il nuovo padrone e lo serve fedelmente>>.

Lo stesso concetto è espresso da Galic in forma poetica:

Quel che non può un anno, possono tante annate nere,
Quel che non può un comune bugiardo, può il Messia.

(…)
Ecco come definisce Gorskij questa situazione:
<<Il vecchio dissidio tra “intelligencija sradicata” e il popolo si configura oggi come conflitto fra un’èlite creatrice e le masse depravate, instupidite ed aggressive nei confronti della libertà e dei più elevati valori spirituali.>>
Allo stesso tempo: <<E’ anche indispensabile notare che la nuova intelligencija di opposizione, nonostante l’abisso che la separa dalle masse popolari, rappresenta cionondimeno queste stesse masse, da cui è scaturita e di cui costituisce l’organo di autocoscienza>>.
Il punto di vista di Sragin è questo: <<All’infuori dell’esile ceto dell’intelligencija educata all’europea e democraticamente orientata, le radici del movimento dissidente affondano in uno strato profondo di gelo perenne>>.
(…)
I cantanti più popolari, i narratori, ecc…si servono dei microfoni, della televisione, dei palcoscenici, per inculcare in tutti la figura del russo alcolizzato, disonesto, “bestia dall’aspetto umano”. (…) Prendiamo ad esempio questa poesiola che in soli quattro versi ci chiarisce l’intera concezione rivoluzionaria:

Che peccato che l’eredità di Marx
Sia finita proprio in Russia.
Dove il fine giustifica i mezzi,
Ma i mezzi ignorano il fine.

(…)
Ecco ancora degli esempi (…):

<<Il popolo si è rivelato una falsa grandezza ed oggi può servire solo per della mitopoiesi>> (Gorskij).
<<Un’autentica cultura nazionale è del tutto estranea al popolo russo>> (Gorskij).
(…)
<<(Nella Rus’) le profondità cristiane si intrecciano sempre con abissi di turpitudine morale>> (Gorskij).
(…)
<<E che gli stessi russi in questa prigione stiano peggio di tutti è una cosa logica e giusta>> (Sragin).
(…)
<<Il rimescolamento della popolazione sovietica è un fatto positivo perché fa mancare il terreno sotto i piedi dei russofili>> (Belocercovskij).
(…)
E Amalrik scrive: <<E se è vero che la lingua è la più piena espressione dello spirito popolare, chi è allora più russo, il “negro” Puskin o l’”ebreuzzo” Mandelstam o il contadino che in una birreria smoccola sulle guance non rasate e muggisce: “Io…sono russo.”>>
(…)
Stalin dichiarò a più riprese, a partire dal X Congresso sino al XVI, che lo “sciovinismo da grande nazione” costituiva il pericolo più grande della politica nazionale. (…) Bezymenskij sognava:

Oh, che una mano forte spazzi via presto
Questa vile Russia dal nostro cammino

Questo tema variava all’infinito:

Oh, Rus’! Sei morta? Crepata? Putrefatta?
Finalmente! A te eterna memoria!

Oppure:

Propongo di fondere di Minin e Pozarskij
Il monumento. Perché sono ancora su un piedistallo?
Basta, glorificare due bottegai per le loro merci!
L’Ottobre è giunto. Solo per caso non tirammo
Loro il collo. Non sarebbe stato male
Salvarono la Russia! Ma perché l’hanno fatto?

(…)
Un tempestoso sussulto di quelle stesse emozioni si può osservare nelle opere di alcuni recenti emigrati. Ad esempio in una poesia del neo-emigrato D. Markis, pubblicata in Israele sulla rivista “Sion”:

Io parlo di noi, figli del Sinai,
che il popolo russo segua un’altra via,
non ci interessano gli affari slavi.
Abbiamo mangiato il loro pane,
ma pagandolo con il sangue.
Conserviamo tutti i nostri conti non pagati.
Ci vendicheremo, con fiori sul capezzale,
del loro nordico paese.
Quando avrà fine il nostro ruolo servile,
quando si affievolirà il frastuono delle voci
noi faremo da picchetto d’onore
presso la bara di betulla.

In un articolo pubblicato in un’altra rivista israeliana leggiamo: <<Al popolo “portatore di Dio” non basta un territorio così enormemente vasto, vuole anche un’altra perla, cioè la Terrasanta…Desidera questa per lui inaccessibile santità, anche se non sa cosa farsene, invischiato com’è nel disprezzo di sé stesso e degli altri; infatti, nella sua concezione pagano-cristiana, la santità non è viva e non può perciò santificare il mondo; è un popolo che attende sempre il momento per servire da carnefice ottuso. E nel suo oscuro istinto ciò ha suscitato e suscita ancora spaventosi moti di odio nei confronti di Israele, portatore della santità vivente>>.

Riportiamo infine un brano tratto da una rivista pubblicata a Toronto in lingua russa:
<<Non tacere, o Signore, intervieni in favore dei tuoi eletti, non per noi, ma per il tuo giuramento ai padri nostri, a Abramo, Isacco e Giacobbe. Aizza il Cinese contro di loro, chè glorifichino Mao e lavorino per lui, come noi per loro. Fa’, o Signore, che il Cinese distrugga tutte le scuole russe, che i russi siano costretti a diventare cinesi, che dimentichino la loro lingua e la loro letteratura. Che il Cinese organizzi per loro un circondario nazionale russo, ma sull’Himalaya…>>

Re: Russofobia

Inviato: 09/12/2023, 8:31
da Gaudente
:))

Re: Russofobia

Inviato: 09/12/2023, 17:55
da Crociatonero2
Questi deliri russofoni mi ricordano molto la stupenda mod di hoi4
Sono sicuro che c'è un senso ma me ne intendo poco




*Un sogno per i catastrofisti