Gli avversari in malafede e alcuni lettori distratti pensano che il regime socialista opprima le donne. In realtà l’unico “diritto” che il socialismo toglie alla donna è quello di usare il proprio corpo come una merce per ottenere redditi non da lavoro e altri vantaggi immeritati.
Alle donne occidentalizzate sembrerà un sacrifico intollerabile, giacché gran parte della loro esistenza ruota intorno alla mercificazione del proprio sesso, talora imposta ma molto spesso voluta (il famoso “consenso”) perché alquanto remunerativa, che equipara il loro status sociale alla piccola borghesia e le allontana dall’attività economica e politica.
La rinuncia a questo privilegio è tuttavia un passo indispensabile alla liberazione femminile in campo socio-economico e al superamento del mercato come paradigma dei rapporti umani, per porre fine alla dipendenza economica dall’uomo cui molte donne sono ancora soggette e per motivarle a seguire percorsi di studio e di lavoro tali da ridurre il “gender pay gap”.
In Europa orientale, benché il capitalismo restaurato abbia ridotto parecchie a fare le badanti e le prostitute, grazie al socialismo le donne formano ancora oggi metà del personale scientifico. Questo progresso iniziò con la perdita del potere sessuale, immortalata nel romanzo Terre dissodate di Michail Šolochov, vol. I, Editori Riuniti, Roma 1960, p. 250:

Nel romanzo Luška è la moglie di Makar Nagulnov, funzionario comunista devoto alla causa ma incorreggibile maschio beta nella vita personale, e lo tradisce con il kulak Timofej.
Quando il protagonista Semën Davydov lo rimprovera per la sua mollezza, Nagulnov gli dice: «Tu consideri una donna come una proprietà». E riceve la seguente strigliata: «All’inferno! Anarchico mancato! Proprietà, proprietà! La famiglia esiste ancora, sì o no? E tu… e tu tolleri il vizio, l’infedeltà… Porterò la cosa davanti alla cellula. I contadini devono prendere esempio da te. Bell’esempio davvero!» (p. 129).
La responsabilizzazione delle scelte sessuali maschili e femminili è un importante principio della morale comunista, come illustrato nel mio articolo che usciva esattamente un anno fa: https://gigapill.red/socialismo-e-potere-sessuale/

