Ho sentito un dibattito sul canale liberale di "Liberi e Oltre" e in una diretta di 120 minuti (!!! 120 minuti su una stronzata simile), delle vaginomunite discettavano sulla faccenda. La più sana di mente del gruppo sostanzialmente diceva che mica può essere un problema normativo il fatto che ci sia gente "maleducata" mentre la più sciroccata ha tirato fuori un concetto che mi era nuovo e che evidentemente sarà stato coniato in qualcuno di questi corsi-cancro universitari di scienze sociali, merendine&comunicazione e via sperperando il reddito del contribuente. In pratica sta tizia arriva a dire che, testualmente, "il cat-calling è una violenza verbale perché è un atto comunicativo che non presuppone l'accordo della controparte"....questo significa che chiedere l'ora ad uno sconosciuto è violenza verbale, iniziare una conversazione prima di un accordo scritto e magari garantito da qualche autorità è violenza verbale, organizzare un compleanno a sorpresa poi è una violenza verbale, visiva, una violenza a tutto spiano, una roba nazista
. Al di là della questione incel, combattere contro le femministe e i loro deliri è una questione di difesa delle libertà personali. Vorrei dire che non contano un cazzo, ma non è vero, perché man mano che queste stronzate vengono portate alla ribalta in maniera strumentale (nessuna ha veramente """subito""" il cat-calling, non prendiamoci in giro, è una roba da asilo) si normalizzano concetti pericolosi (altro che filosofia incel) e deliranti che diventano parte del sentire comune
