Re: provare dispiacere:cosa significa?
Inviato: 20/02/2025, 14:31
"ammettetemi in area privata, non sono un pericolo per nessuno" cit.
è fondamentalmente questione di empatia e questa è molto soggettiva oltre che relativa al momento.Apokarimon ha scritto: ↑20/02/2025, 12:43
Provare dispiacere per altri è simile al sentimento che si ha quando si vede un uomo preso a calci nelle palle?
Tipo è morto il padre del vostro amico, provate dispiacere per lui? che sensazione provate?
Però sinceramente credo che anche tu proveresti un qualche dolore interno nel sapere che una figura che conosci è morta.Mahler ha scritto: ↑20/02/2025, 14:45Scrap, in verità io ti capisco.
Avevo anche affrontato questo discorso un po' di tempo fa con la mia compagna. Infatti a volte penso di essere un po' "psicopatico", nel senso che non sento quel dolore di cui anche tu parli. So che è socialmente inaccettabile non provarlo e quindi mi adeguo in superficie, ma ho anche il sospetto che sia effettivamente strano/inumano non provarlo, perché apparentemente le persone intorno a me lo provano sinceramente. Io invece dentro non provo assolutamente nulla.
) o abbia pianto a dirotto, ma il dispiacere reale- anche semplicemente per non poterci più scambiare 4 parole- l'ho provato.secondo me deriva sempre dalla questione geova e da come ti hanno cresciuto d abambino.Mahler ha scritto: ↑20/02/2025, 15:56È proprio questo il punto: probabilmente no, non sentirei alcun dolore interno. Che non significa che sia contento della sofferenza altrui, eh. Avessi il potere di intervenire, soprattutto se si tratta di una persona cara a un amico, interverrei positivamente.Teomondo_Scrofalo ha scritto: ↑20/02/2025, 15:16Però sinceramente credo che anche tu proveresti un qualche dolore interno nel sapere che una figura che conosci è morta.Mahler ha scritto: ↑20/02/2025, 14:45Scrap, in verità io ti capisco.
Avevo anche affrontato questo discorso un po' di tempo fa con la mia compagna. Infatti a volte penso di essere un po' "psicopatico", nel senso che non sento quel dolore di cui anche tu parli. So che è socialmente inaccettabile non provarlo e quindi mi adeguo in superficie, ma ho anche il sospetto che sia effettivamente strano/inumano non provarlo, perché apparentemente le persone intorno a me lo provano sinceramente. Io invece dentro non provo assolutamente nulla.
Stanotte ho scoperto che è morto un cliente del bar, un vecchietto che veniva tutti i pomeriggi e con il quale scambiavo sempre empaticamente 4 chiacchiere per non lasciarlo da solo totalmente.
Ma la verità è che dentro non sento assolutamente nulla. Esteriormente so come è corretto comportarsi, come fingere empatia. E non lo faccio per trarne un vantaggio, ma perché so che è giusto farlo, e che quello sbagliato sono io.
Questo però non cambia la realtà della mia mancanza di empatia (almeno in queste questioni).
allora probabilmente lo capiremo quando diventerai un serial killer famosoMahler ha scritto: ↑20/02/2025, 17:49Uhm, no, non credo. Io penso sia più una cosa genetica.vecchio innocuo ha scritto: ↑20/02/2025, 16:33secondo me deriva sempre dalla questione geova e da come ti hanno cresciuto d abambino.Mahler ha scritto: ↑20/02/2025, 15:56
È proprio questo il punto: probabilmente no, non sentirei alcun dolore interno. Che non significa che sia contento della sofferenza altrui, eh. Avessi il potere di intervenire, soprattutto se si tratta di una persona cara a un amico, interverrei positivamente.
Ma la verità è che dentro non sento assolutamente nulla. Esteriormente so come è corretto comportarsi, come fingere empatia. E non lo faccio per trarne un vantaggio, ma perché so che è giusto farlo, e che quello sbagliato sono io.
Questo però non cambia la realtà della mia mancanza di empatia (almeno in queste questioni).
E' probabile che questa cosa mi abbia un po' traumatizzato, creando una barriera nei confronti del dolore. Però non so quanto c'entri con la mia mancanza di empatia.