Primo lavoro
Inviato: 26/04/2024, 23:15
Qual'è stato il vostro primo lavoro anche di breve durata che avete fatto?
Io sono quasi sempre rimasto in ambito commerciale iniziando come venditore porta a porta all'età di 24-25 anni.
Lavoravo d'estate per racimolare qualche soldo e pagarmi gli studi.
Come esperienza è stata sicuramente molto formativa e mi piaceva pure.
Si andava la mattina in zona industriale, in un buco d'ufficio dove erano stipati una 20ina di ragazzi.
Ci si salutava tutti e poi partiva la musica altissima e in una atmosfera surreale alle 8 di mattina vedevi questi ragazzi che facevano pratica del pitch da fare al cliente.
Ossia un role play vero e proprio dove la musica ti costringeva ad alzare la voce per poterti far sentire.
Dopo circa 10-15 minuti entrava il capo area, un ciccione pugliese che partito da venditore era riuscito a mettere su un bel gruppetto di giovani ragazzi e ragazze che vendevano contratti di luce e gas.
La giornata iniziava sempre con una storia semi motivazionale e trovavo sempre affascinante come ogni giorno fosse diversa.
Finita la storia, ci si dividevano i territori.
C'era una cartina della città appesa, con tutti i quartieri numerati.
Ci si divideva in gruppetti di 2-3-4 persone e si andava nella zona assegnata per 1-2 settimane fino a che non la si era battuta tutta.
Dopo qualche giorno, specialmente nei paesini più piccoli e di periferia la nostra presenza non poteva non essere notata, 3 ragazzi che suonano a tappeto tutti i campanelli di un quartieri non è esattamente un'azione discreta.
Alcuni si incazzavano, altri ti lasciavano entrare in casa, la maggior parte ti ignorava o non era in casa.
Vendevamo quasi solamente al mercato consumer, ossia i privati.
I più intraprendenti ogni tanto tentavano di vendere un contratto a qualche negozio ma non eravamo adeguatamente formati e la presenza di clienti ci metteva a disagio.
Che io sappia nessuno ha mai venduto a negozi.
Si lavorava tutta la mattina, io ed un altro ragazzo prendevamo un quadrato di case e andando in direzioni opposte facevamo "spalla destra" e spalla sinistra" (ossia io suonavo tutti i campanelli alla mia destra e lui alla sua sinistra), così da completare il quadrato e ricongiungersi a metà per poi passare al quadrato sucessivo.
In ufficio alle 8, per le nove si arrivava in zona, caffè nel bar più vicino, tappa al.comune per prendere la cartina del.paese e programmare la copertura di tutte le zone e si iniziava a marciare e suonare campanelli sotto il sole rovente.
Si lavorava fino alle 13, ci ritrovavamo e andavamo nel più vicino supermercato.
Ognuno prendeva qualcosa da mangiare e si mangiava dove capitava, una panchina, seduti su un marciapiede, ad un tavolino...ricordo un bel quartiere dove per 2 settimane abbiamo mangiato in un parco, io ed un collega rimanevamo al parco anche fino alle 15, a riposarci al fresco sotto le fronde degli alberi.
Ero felice nel fare quel lavoro, mi sentivo parte di una piccola comunità e a tutti gli effetti lo era.
Ho omesso di dire che la quasi totalità di.questi 20 ragazzi vivevano tutti assieme, in un appartamento con 3 stanze, 2 bagni...15 persone, incluso il capo area ciccione...
Una vita assurda e ai limiti del surreale
Però si era felici e forse ignari del tempo che scorre inesorabilmente si viveva il presente e si godeva delle piccole cose come una gelato mangiato in un bar dopo una faticosa giornata sotto il sole, una vecchietta che ti offre dell'acqua o una ragazza carina che ti sorride.
Io sono quasi sempre rimasto in ambito commerciale iniziando come venditore porta a porta all'età di 24-25 anni.
Lavoravo d'estate per racimolare qualche soldo e pagarmi gli studi.
Come esperienza è stata sicuramente molto formativa e mi piaceva pure.
Si andava la mattina in zona industriale, in un buco d'ufficio dove erano stipati una 20ina di ragazzi.
Ci si salutava tutti e poi partiva la musica altissima e in una atmosfera surreale alle 8 di mattina vedevi questi ragazzi che facevano pratica del pitch da fare al cliente.
Ossia un role play vero e proprio dove la musica ti costringeva ad alzare la voce per poterti far sentire.
Dopo circa 10-15 minuti entrava il capo area, un ciccione pugliese che partito da venditore era riuscito a mettere su un bel gruppetto di giovani ragazzi e ragazze che vendevano contratti di luce e gas.
La giornata iniziava sempre con una storia semi motivazionale e trovavo sempre affascinante come ogni giorno fosse diversa.
Finita la storia, ci si dividevano i territori.
C'era una cartina della città appesa, con tutti i quartieri numerati.
Ci si divideva in gruppetti di 2-3-4 persone e si andava nella zona assegnata per 1-2 settimane fino a che non la si era battuta tutta.
Dopo qualche giorno, specialmente nei paesini più piccoli e di periferia la nostra presenza non poteva non essere notata, 3 ragazzi che suonano a tappeto tutti i campanelli di un quartieri non è esattamente un'azione discreta.
Alcuni si incazzavano, altri ti lasciavano entrare in casa, la maggior parte ti ignorava o non era in casa.
Vendevamo quasi solamente al mercato consumer, ossia i privati.
I più intraprendenti ogni tanto tentavano di vendere un contratto a qualche negozio ma non eravamo adeguatamente formati e la presenza di clienti ci metteva a disagio.
Che io sappia nessuno ha mai venduto a negozi.
Si lavorava tutta la mattina, io ed un altro ragazzo prendevamo un quadrato di case e andando in direzioni opposte facevamo "spalla destra" e spalla sinistra" (ossia io suonavo tutti i campanelli alla mia destra e lui alla sua sinistra), così da completare il quadrato e ricongiungersi a metà per poi passare al quadrato sucessivo.
In ufficio alle 8, per le nove si arrivava in zona, caffè nel bar più vicino, tappa al.comune per prendere la cartina del.paese e programmare la copertura di tutte le zone e si iniziava a marciare e suonare campanelli sotto il sole rovente.
Si lavorava fino alle 13, ci ritrovavamo e andavamo nel più vicino supermercato.
Ognuno prendeva qualcosa da mangiare e si mangiava dove capitava, una panchina, seduti su un marciapiede, ad un tavolino...ricordo un bel quartiere dove per 2 settimane abbiamo mangiato in un parco, io ed un collega rimanevamo al parco anche fino alle 15, a riposarci al fresco sotto le fronde degli alberi.
Ero felice nel fare quel lavoro, mi sentivo parte di una piccola comunità e a tutti gli effetti lo era.
Ho omesso di dire che la quasi totalità di.questi 20 ragazzi vivevano tutti assieme, in un appartamento con 3 stanze, 2 bagni...15 persone, incluso il capo area ciccione...
Una vita assurda e ai limiti del surreale
Però si era felici e forse ignari del tempo che scorre inesorabilmente si viveva il presente e si godeva delle piccole cose come una gelato mangiato in un bar dopo una faticosa giornata sotto il sole, una vecchietta che ti offre dell'acqua o una ragazza carina che ti sorride.