Senso di appartenenza
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rossonero
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Re: Senso di appartenenza
Per capirci,i 2 miei amici che hanno fraternizzato con i tizi dell'altro tavolo,sono 2 che sono sempre stati timidi e sulle loro,molto più chiusi rispetto a me nel parlare con degli sconosciuti.
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Muride
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Re: Senso di appartenenza
Buona parte delle volte è un interesse fatto passare in modo un pò più nobile, se c'è qualche obiettivo di mezzo fa comodo essere una squadra e avere gente che spinge nella tua stessa direzione, ma è sempre una cosa subordinata al tuo interesse personale per quell'obiettivo.
Mentre invece se non c'è niente di mezzo (tipo nel caso sportivo) per me è una cosa che può esistere e la sua intensità è inversamente proporzionale all'intelligenza della persona.
I tifosi più accaniti, o quelli che credono seriamente in cose come " la mia gente" o "le nostre donne" e si sentono proprio parte di ste cose sono sempre palesemente persone molto poco intelligenti.
cmq anche a me fregava un cazzo di vincere o perdere, mi interessava solo giocare bene, a meno che non ci fossero rivalità che mi toccavano personalmente.
Penso sia sempre stato uno dei miei più grandi difetti, tanti mister mi han detto che giocavo tanto per giocare, "in prestito" o che sembrava non ce la mettessi mai.
per dire, se cera un cross teso in un 3-3 al 87' col cazzo che mi lanciavo per terra per prenderla di testa, col cazzo che rischio di prenderla sul naso o sullo zigomo. Col cazzo che lottavo per recuperare palla
Mai capiti gli scarsoni che giocavano con la vena chiusissima come se fosse la battaglia della vita, fregandosene altamente di farsi male o rovinarsi.
Per me giocare era un'arte, un qualcosa che soddisfa me, mi deliziava e affascinava vedere un tiro a giro perfetto o un bel dribbling netto, un passaggio di esterno o un bello scambio, ma quella roba li di "combattere" per la squadra come se fossero battaglie mi ha sempre fatto ridere
Poi chiaro anche condividere la gioia con gli altri è bello, ma è sempre in secondo piano rispetto a quello che senti tu
Mentre invece se non c'è niente di mezzo (tipo nel caso sportivo) per me è una cosa che può esistere e la sua intensità è inversamente proporzionale all'intelligenza della persona.
I tifosi più accaniti, o quelli che credono seriamente in cose come " la mia gente" o "le nostre donne" e si sentono proprio parte di ste cose sono sempre palesemente persone molto poco intelligenti.
cmq anche a me fregava un cazzo di vincere o perdere, mi interessava solo giocare bene, a meno che non ci fossero rivalità che mi toccavano personalmente.
Penso sia sempre stato uno dei miei più grandi difetti, tanti mister mi han detto che giocavo tanto per giocare, "in prestito" o che sembrava non ce la mettessi mai.
per dire, se cera un cross teso in un 3-3 al 87' col cazzo che mi lanciavo per terra per prenderla di testa, col cazzo che rischio di prenderla sul naso o sullo zigomo. Col cazzo che lottavo per recuperare palla
Mai capiti gli scarsoni che giocavano con la vena chiusissima come se fosse la battaglia della vita, fregandosene altamente di farsi male o rovinarsi.
Per me giocare era un'arte, un qualcosa che soddisfa me, mi deliziava e affascinava vedere un tiro a giro perfetto o un bel dribbling netto, un passaggio di esterno o un bello scambio, ma quella roba li di "combattere" per la squadra come se fossero battaglie mi ha sempre fatto ridere
Poi chiaro anche condividere la gioia con gli altri è bello, ma è sempre in secondo piano rispetto a quello che senti tu
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rossonero
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Re: Senso di appartenenza
Sì,infatti se ci si sente parte di un progetto politico perchè si hanno grossi interessi personali in ballo e spingi forte nella stessa direzione con altri sulla stessa barca,allora è un discorso completamente diverso. Penso ai proprietari terrieri che appoggiavano il fascismo dopo il biennio rosso per paura che gli fottessero le terre.Muride ha scritto: ↑23/10/2020, 19:01Buona parte delle volte è un interesse fatto passare in modo un pò più nobile, se c'è qualche obiettivo di mezzo fa comodo essere una squadra e avere gente che spinge nella tua stessa direzione, ma è sempre una cosa subordinata al tuo interesse personale per quell'obiettivo.
Mentre invece se non c'è niente di mezzo (tipo nel caso sportivo) per me è una cosa che può esistere e la sua intensità è inversamente proporzionale all'intelligenza della persona.
I tifosi più accaniti, o quelli che credono seriamente in cose come " la mia gente" o "le nostre donne" e si sentono proprio parte di ste cose sono sempre palesemente persone molto poco intelligenti.
Ma quelli che "la mia gente" e "le nostre donne" davvero non li ho mai capiti,mi sembrano autistici. A differenza tua non penso siano necessariamente poco intelligenti,ma più che altro fuori dal mondo (poi magari intendevi dire anche tu la stessa cosa prescindendo dal QI logico/matematico)
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Gomma
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Re: Senso di appartenenza
Anche a me quando giocavo a calcio prima e calcetto poi fregava relativamente poco della vittoria della squadra e mi interessava soprattutto della prestazione personale.rossonero ha scritto: ↑23/10/2020, 17:56Pure a calcio i momenti più belli e più intensi di condivisione li ho vissuti in certi contesti. La vittoria di un torneo/partita importante da protagonista mi ha sempre regalato emozioni forti. In situazioni simili di vittoria di squadra ma con rendimento personale scarso (magari stando in panchina o venendo sostituito perchè stavo giocando male)sono sempre rimasto piuttosto freddino.....
Giocavo in porta quindi il tipo di sensazioni che hai mentre giochi è diverso da un giocatore di movimento ma comunque preferivo mille volte una sconfitta schiacciante dove eravamo dominati ma facevo un figurone parando un sacco di tiri e facendo salvataggi notevoli (cosa che nel periodo del calcetto era piuttosto frequente) che una vittoria per 2-1 dove prendevo goal facendo una cappella e per il resto ero non pervenuto, questo da sempre, già alle elementari.
Ultima modifica di Gomma il 23/10/2020, 19:33, modificato 1 volta in totale.
- johnny-red
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Re: Senso di appartenenza
io ho frequentano per anni circoli sinistroidi, ma ovviamente stavo là per cazzeggiare perlopiù, sempre presente a feste e manifestazione (con canne e litri di vino), sempre assente a convegni ed attività noioserossonero ha scritto: ↑23/10/2020, 19:13Sì,infatti se ci si sente parte di un progetto politico perchè si hanno grossi interessi personali in ballo e spingi forte nella stessa direzione con altri sulla stessa barca,allora è un discorso completamente diverso. Penso ai proprietari terrieri che appoggiavano il fascismo dopo il biennio rosso per paura che gli fottessero le terre.
Ma quelli che "la mia gente" e "le nostre donne" davvero non li ho mai capiti,mi sembrano autistici. A differenza tua non penso siano necessariamente poco intelligenti,ma più che altro fuori dal mondo (poi magari intendevi dire anche tu la stessa cosa prescindendo dal QI logico/matematico)
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Muride
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Re: Senso di appartenenza
Intendo gente tipo gli ultrà o tifosi incallitissimi che fanno dipendere la propria vita/ il proprio umore dal risultato della juve ( e magari abitano a bassano del grappa)rossonero ha scritto: ↑23/10/2020, 19:13Sì,infatti se ci si sente parte di un progetto politico perchè si hanno grossi interessi personali in ballo e spingi forte nella stessa direzione con altri sulla stessa barca,allora è un discorso completamente diverso. Penso ai proprietari terrieri che appoggiavano il fascismo dopo il biennio rosso per paura che gli fottessero le terre.Muride ha scritto: ↑23/10/2020, 19:01Buona parte delle volte è un interesse fatto passare in modo un pò più nobile, se c'è qualche obiettivo di mezzo fa comodo essere una squadra e avere gente che spinge nella tua stessa direzione, ma è sempre una cosa subordinata al tuo interesse personale per quell'obiettivo.
Mentre invece se non c'è niente di mezzo (tipo nel caso sportivo) per me è una cosa che può esistere e la sua intensità è inversamente proporzionale all'intelligenza della persona.
I tifosi più accaniti, o quelli che credono seriamente in cose come " la mia gente" o "le nostre donne" e si sentono proprio parte di ste cose sono sempre palesemente persone molto poco intelligenti.
Ma quelli che "la mia gente" e "le nostre donne" davvero non li ho mai capiti,mi sembrano autistici. A differenza tua non penso siano necessariamente poco intelligenti,ma più che altro fuori dal mondo (poi magari intendevi dire anche tu la stessa cosa prescindendo dal QI logico/matematico)
Oppure gente che si incazza perchè sente qualcuno dire "terroni" e la prende sul personale.
Ho visto anche gente incazzarsi forte e fare sceneggiate per queste cose.
Oppure gente che sente molto rivalità tra la gente di una città e di un'altra.
Oppure i marocchini che si sentono sempre parte di un clan, che hanno la compagnia di "fra" e lo devono ribadire 87454515 in ogni cosa che fanno.
Alla fine sono tutte cose che si possono anche fare, ma sempre con il giusto peso, chi esagera e le prende come fossero questioni di vita o morte per me è ritardato
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rossonero
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Re: Senso di appartenenza
Così è un po' estremo rispetto a come lo vivevo io,poi dipende sempre dai contesti. Ad esempio in un torneo se tu sei comunque centrale nel progetto,preferisci vincere anche se giochi male personalmente,almeno si va avanti e hai occasione di riscattarti. Poi dipende se c'è un bel gruppo o meno. Ad esempio nei tornei "da bar" ovviamente in squadra si è tutti amici,mentre a livello agonistico puoi avere in squadra anche gente che ti sta sul cazzo.Gomma ha scritto: ↑23/10/2020, 19:30Anche a me quando giocavo a calcio prima e calcetto poi fregava relativamente poco della vittoria della squadra e mi interessava soprattutto della prestazione personale.rossonero ha scritto: ↑23/10/2020, 17:56Pure a calcio i momenti più belli e più intensi di condivisione li ho vissuti in certi contesti. La vittoria di un torneo/partita importante da protagonista mi ha sempre regalato emozioni forti. In situazioni simili di vittoria di squadra ma con rendimento personale scarso (magari stando in panchina o venendo sostituito perchè stavo giocando male)sono sempre rimasto piuttosto freddino.....
Giocavo in porta quindi il tipo di sensazioni che hai mentre giochi è diverso da un giocatore di movimento ma comunque preferivo mille volte una sconfitta schiacciante dove eravamo dominati ma facevo un figurone parando un sacco di tiri e facendo salvataggi notevoli (cosa che nel periodo del calcetto era piuttosto frequente) che una vittoria per 2-1 dove prendevo goal facendo una cappella e per il resto ero non pervenuto, questo da sempre, già alle elementari.
P.S. Comunque il ruolo di portiere è "solitario" per definizione,penso si viva una partita completamente differente sul piano psicologico.
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Gomma
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Re: Senso di appartenenza
i peggiori sono di gran lunga sono gli albanesi da questo punto di vista, hanno quasi tutti un "patriottismo" esaltato davvero esageratissimo e malato, non fanno altre che ripetere come loro siano superiori agli "italiani fifoni di merda" vantandosi del fatto che sono albanesi in ogni minimo discorso.Muride ha scritto: ↑23/10/2020, 19:36Intendo gente tipo gli ultrà o tifosi incallitissimi che fanno dipendere la propria vita/ il proprio umore dal risultato della juve ( e magari abitano a bassano del grappa)
Oppure gente che si incazza perchè sente qualcuno dire "terroni" e la prende sul personale.
Ho visto anche gente incazzarsi forte e fare sceneggiate per queste cose.
Oppure gente che sente molto rivalità tra la gente di una città e di un'altra.
Oppure i marocchini che si sentono sempre parte di un clan, che hanno la compagnia di "fra" e lo devono ribadire 87454515 in ogni cosa che fanno.
Alla fine sono tutte cose che si possono anche fare, ma sempre con il giusto peso, chi esagera e le prende come fossero questioni di vita o morte per me è ritardato
Se dici mezza parola fraintendibile come sbagliata sulla loro nazione danno di matto, e se offendi giusto un minimo uno di loro sulla razza è pieno di tizi che sono capaci di venire a massacrarti in massa rischiando la galera per queste stronzate pure se non conoscono l'albanese che hai offeso o pure se gli sta sul cazzo, giusto perchè è un "fratello" o hai mancato di rispetto alla razza.
Nordafricani, rumeni, anche terroni ecc....spesso hanno delle tendenze di base simili ma non arrivano per nulla a questi estremi.
Ultima modifica di Gomma il 23/10/2020, 20:03, modificato 1 volta in totale.
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Re: Senso di appartenenza
Ma poi tipo ad esempio la gente presisissima con l'essere italiano,ma che cazzo me ne frega diocane,ci cago sopra la bandiera lol....oppure per riprendere il discorso di annibal che parlava di indipendentisti sardi,pure qui ci sono quelli fissati con la padania. E anche qui,riprendendo nena,posso al limite capire qualche commerciante/padroncino che con il concetto di padania ci si pulisce il culo ma vedrebbe in ciò una situazione fiscale differente e più favorevole, e quindi cerchi di nobilitare un'idea che di fatto servirebbe solo per scopi personali. Ma ci sono pure gli handicappati che andavano(o vanno? si fa ancora?) a pontida a giurare fedeltà ai valori padani e cose simili e ci credevano,si sentivano parte di qualcosa,ma ammazzatevi cazzo.
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rossonero
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Re: Senso di appartenenza
I terroni hanno tendenze simili però specifichiamo,non esiste nessuna fratellanza terrona. Non è che se c'è una rissa con dei napoletani arrivano i siciliani. I terroni hanno queste tendenze nel senso di siciliani con siciliani, napoletani con napoletani etc.....poi i terroni hanno quello della famiglia,almeno quando io ero adolescente. Se menavi qualcuno arriva pure il cugino di terzo grado a vendicarsi.
