QI ed emotività

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Gomma
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Re: QI ed emotività

Messaggio da Gomma » 30/10/2020, 23:55

Che l'intelligenza non sia una qualità univoca ma che ne esistano diverse "forme" che non necessariamente vanno di pari passo nella stessa persona a me sembra ovvio e scontato, dopotutto "l'intelligenza" è la combinazione di molteplici singole facoltà cognitive (velocità di pensiero, pensiero astratto, capacità logica, capacità di tenere più concetti a mente contemporaneamente, fantasia/immaginazione ecc....) e avere certe singole facoltà più sviluppate e altre meno dà vita ad un risultato complessivo differente.

È una cosa evidente già a scuola, certe persone sono più portate per la comprensione di certi tipi di concetti e materie o nello svolgere determinate attività mentali ed altri in altre, e no, non è solo una questione di maggiore impegno o interesse, è pieno di gente a cui due materie fanno entrambe schifo e non gliene frega nulla ma comunque una gli risulta molto più semplice.

Anzi credo la suddivisione fatta da Gardner, seppur di base corretta, sia abbastanza semplicistica e approssimativa, come dice Stafilococco penso si possa scomporre l'intelligenza in ulteriori forme e sotto-categorie.

La capacità di comprendere la altre persone, come rapportarsi con gli altri, capire cosa è meglio dire e come l'altro reagirebbe, come si viene percepiti un dato contesto sociale, quali sono le dinamiche sociali implicite in una data situazione, come e quando fare ironia e risultare simpatici o quando essere seri ecc....per quanto mi riguarda sono tutte sfumature di intelligenza "sociale" che non vengono misurate nei test del qi ma non per questo non esistono o non sono importanti.

Questo ovviamente non significa che "siamo tutti intelligenti uguali solo in modo diverso", assolutamente no, quella al massimo è una strumentalizzazione politica di un fenomeno di base reale, è strapieno di persone che sono ritardate in tutto, di persone mediocri un po' in tutto e di persone intelligenti un p'ò in tutto.
Mr. Nobody ha scritto: ↑
30/10/2020, 12:19
Voi cosa pensate di queste teorie? Rietenete che il QI sia effettivamente inversamente proporzionale alla capacità di instaurare rapporti interpersonali con l' altro sesso, oppure avere un quoziente intellettivo sopra la media dovrebbe essere garanzia di successo incondizionato?
Non credo che il QI sia inversamente proporzionale alla capacità di instaurare rapporti con l'altro sesso nè che sia garanzia di successo, semplicemente avere un alto QI non sempre e necessariamente vuol dire avere anche una buona intelligenza sociale/interpersonale/chiamala come vuoi, che è molto utile nei rapporti con le altre persone e nella vita in generale.
Però avere l'una non esclude l'altra, ci sono persone con altissimo QI e altissima intelligenza sociale, persone che fanno schifo in entrambi e tutte le combinazione intermedie possibili.

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Sbadiglio
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Re: QI ed emotività

Messaggio da Sbadiglio » 31/10/2020, 2:46

Mr. Nobody ha scritto: ↑
30/10/2020, 12:19
Voi cosa pensate di queste teorie?
Sono d'accordo con te che le varie intelligenze puzzano un po' di SJW.

Una persona con un QI alto, se cresciuta a bluepill, andrà ad ottimizzare seguendo quei dettami, e quindi sbagliando di brutto. Solo dopo un certo numero di riscontri negativi (cioè riconosce che la bluepill sono balle), comincerà a costruirsi in testa le idee corrette (la blackpill), sempre considerando che la maggior parte delle persone che ha intorno, continueranno a consigliargli blupillate, e quindi a rallentargli il progresso verso la verità.
Più questa persona è brutta, più le esperienze sociali saranno poche, e quindi ci metterà più tempo a capire come funzionano veramente le cose.
Da questo punto di vista, il QI alto io lo vedo come un vantaggio, perché aiuta a de-blupillarsi, ma siccome gli umani sono animali sociali, conta prima il bel faccino.

Da un'altro punto di vista però, un QI alto può essere poco NT, quindi in varie situazioni sociali può essere svantaggioso, perché i normies si comportano in modo più istintivo, mentre un QI alto porta a comportarsi in modo più ragionato, talvolta più efficiente, talvolta più perfezionista, e perciò potenzialmente diverso dai normies. C'era anche uno studio che avevo visto tempo fa, che proprio su questo punto, diceva che un QI alto è un malus per un uomo brutto che cercasse una donna (mentre era indifferente per un uomo bello).

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