Come sopravvivere al #METOO

Cari amici, ecco a voi un’altra perla di saggezza dal Rettiliano Verace. L’argomento di oggi è: come pararsi il culo in caso di falsa denuncia.

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Come ben sappiamo, la situazione per il maschio moderno è a dir poco merdosa: basta che una zoccoletta isterica ci faccia il #METOO per rovinarci la vita.

Anche senza prove, possiamo stare certi di perdere il lavoro e di doverci difendere in tribunale. Nel migliore dei casi si parla di svariati anni di processo e di decine di migliaia di euro mangiati dall’avvocato. Lei non rischia niente per una accusa falsa, mentre noi rischiamo tutto. Anche senza andare in tribunale, basta che una stronza mestruata si rivolga all’ufficio delle Risorse Umane (gestite al 99% da donne) e si lamenti della nostra presunta “misoginia” per rendere la nostra carriera lavorativa molto, molto breve. La cosa peggiore è che molte di queste non lo fanno neanche per vantaggi personali o per profitto, ma solo per avere likes su Facebook, per stronzaggine o semplicemente per sadismo perché sanno di essere intoccabili. Molte femminarde provano un forte desiderio di rivalsa contro il genere maschile, e sono bravissime nell’arte tipicamente femminile di prendersela con quelli che non c’entrano niente.

Ricordate che le Risorse Umane (il più delle volte gestite da donne mestruate, ricordiamo) hanno come priorità la difesa legale della ditta, non la vostra. A loro non interessa che l’accusa sia falsa, e se possono licenziarvi e rovinarvi il CV con un’accusa falsa, pur di evitare una causa legale da parte della “povera femminuccia molestata”, lo faranno. Non serve neanche il minimo contatto fisico, basta solo che lei dica che le avete fatto una battuta maschilista, un’allusione sessuale o un commento sul suo peso!

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Cosa possiamo fare, a parte andarci a chiudere in monastero?

Soluzioni tecniche

Per fortuna, noi maschi possediamo armi che le zoccolette non sanno brandire, ossia le armi tecnologiche. Ormai è semplice acquistare telecamere di sorveglianza con registrazione audio e video. Fate in modo che ogni vostra interazione con femmine varie sia registrata e tenuta al sicuro, e avrete buone possibilità di cavarvela in sede legale o lavorativa. Ovviamente, prima di mostrare il vostro asso nella manica dovrete parlarne per bene con l’avvocato e organizzare una linea difensiva adeguata. Se venite accusati, la vostra unica risposta dovrà essere: “non intendo rispondere alle vostre domande prima di averne parlato con il mio avvocato e con il rappresentante sindacale“. A seconda delle leggi locali, la vostra posizione può essere delicata. Informatevi prima.

La giustizia sarà quello che è, ma se riuscite a mostrare un filmato con l’accusante che vi puppa gioiosamente la fava, sarà difficile che lei riesca a provare la sua accusa di stupro! Altrimenti, è sempre bello poter dimostrare al giudice che il giorno in cui siete stati accusati di avere commesso un’orribile violenza carnale in realtà eravate da soli a casa a farvi una sega su un hentai coprofilo.

Ah, no, forse quello non è così bello.

Aspetti sociali

In ufficio o altro luogo lavorativo, è indispensabile evitare ogni interazione in cui ci si possa trovare in una stanza chiusa con una donna. Prendete le scale ed evitate gli ascensori. Fate riunioni e incontri in una sala open office con le pareti di vetro, queste sale sono state inventate proprio per proteggere i manager dalle Monica Lewinsky locali! Se una manager vi invita a parlare a quattr’occhi, RIFIUTATE! Fate in modo da avere un testimone neutrale, se proprio non potete parlare in un luogo aperto e visibile.

Se vi trovate in un paese anglosassone, la scusa migliore è: “Sono un cattolico romano osservante, non posso stare da solo in una stanza con una donna che non sia mia moglie o mia madre. Avete forse qualcosa da dire sulle mie pratiche religiose? Devo denunciarvi per discriminazioni religiose?” Tra parentesi, tale divieto è condiviso anche da ebrei tradizionalisti e da alcune sette islamiche. Il Corano dice: “Quando un uomo e una donna sono da soli in una stanza, c’è anche Shaitan il tentatore”. Tanto di cappello.

Il primo giorno di lavoro deve essere dedicato a individuare le aree prive di telecamere di sorveglianza. Tali aree devono essere evitate come la peste, a meno che non siate da soli. Pensate di giocare a Metal Gear Solid al contrario, con un Solid Snake che cerca di essere sempre inquadrato dalle telecamere.

In generale vale sempre il vecchio detto “do not crap where you eat”. Se volete farvi una scappatella, fatela FUORI dall’ambiente di lavoro. Natasha Coscialunga del reparto Marketing sarà anche invitante, ma se ve la sbattete le avete appena consegnato tutta la vostra carriera in mano. Le basta una telefonata alle solite Risorse Umane per mandarvi in mezzo a una strada.

Le telecamere

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La difesa di una casa privata o di un ufficio è alla portata di tutti. Basta digitare “security camera cloud storage indoors” su Amazon per avere a disposizione telecamere per tutte le tasche. Ci sono telecamere indistinguibili da oggetti di uso comune, come prese, maniglie, giocattoli, vasi da fiori e così via.

Un altro oggetto utilissimo è la Spy Pen, una penna elegante da tenere nel taschino della giacca, un accessorio di lusso. È solo un caso che tale penna nasconda una telecamera che potrebbe anche essere usata per registrare tutte le vostre interazioni sociali. Per i viaggi in automobile, caso in cui è comunque sconsigliatissimo dare un passaggio a una donna, una dashcam con registrazione audio migliorerà la vostra posizione. Non dimenticatevi di fare la copia dello storage quando si riempie!

Nota tecnica – Il Cloud Storage

I filmati raccolti vanno conservati per almeno 15 anni, possibilmente di più. Weisenstein è stato condannato per fatti avvenuti più di 15 anni prima, quando eventuali prove a favore erano state cancellate e testimoni a favore scomparsi.

Il modo migliore per conservare i dati è un Cloud Storage, ergo immagazzinare i dati su Internet. Uno storage a pagamento vi conserverà i dati fino a che continuerete a pagare, tenendoli al sicuro da distrazioni, incidenti, traslochi, incendi, troie sabotatrici e altre sventure che potrebbero capitarvi nel frattempo. Un cloud è sicuro come niente altro al mondo, criptato e inattaccabile, è molto più probabile che vi si guasti uno hard disk o una penna USB tenuta a casa che un cloud su una server farm ridondante e protetta dalla sorveglianza armata.

Nota tecnica 2 – la catena di custodia

La “chain of custody” è importantissima. In pratica, bisogna dimostrare che i dati sono stati immagazzinati per come erano, senza manipolazioni o tagli. Mentre un sistema “casereccio” è suscettibile a queste cose, un sistema venduto in commercio non lo è, dato che deve sottostare a regole legali. Per questo, è meglio usare un sistema venduto da Amazon o da qualche rivenditore commerciale. In generale, meno dovete pensarci, meglio è. L’ideale è uno di quei sistemi in cui monti la telecamera, accendi, fai i pagamenti mensili per il cloud e te lo scordi. Detto in parole semplici, se immagazzinate i dati su un hard disk di vostra proprietà, la giudice potrebbe accusarvi di avere manipolato i dati. Se lo immagazzinate su un cloud, avete un contratto in cui i dati sono conservati con garanzia di CIA (Confidentiality, Integrity, Availability)

Considerazioni finali

Come al solito, le “strategie” delle femminarde finiscono per rivoltarsi contro loro stesse:

https://www.dailymail.co.uk/news/article-6196457/Medical-crisis-shocking-reason-male-doctors-refusing-treat-women-patients.html

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Riassumendo, ci sono medici australiani che si rifiutano di vedere pazienti donne per paura di un’accusa. Ben fatto, femministe! Siete contente?

OK, adesso viviamo nella situazione in cui abbiamo sempre torto, siamo sempre colpevoli e dobbiamo procurarci le prove di essere innocenti. Onestamente sono contento di essere solo un vecchio, se fossi giovane e dovessi cercarmi una compagna in un ambiente del genere diventerei pazzo in un paio di mesi. Come si fa a vivere in un ambiente in cui una donna può rovinarvi la vita con una telefonata?

L’unico consiglio che posso darvi è andare a pay, e per il resto tenervi più lontani possibili dalle donne. Il mio timore è che questa situazione di follia pura causi un’ondata di rigetto mille volte peggiore. Non mi stupirei troppo se tra vent’anni ci trovassimo in una situazione stile “The Handsmaid’s Tale” o Kabul negli anni novanta! 

5 pensieri riguardo “Come sopravvivere al #METOO”

  1. Questi consigli sono eccellenti e li approvo. Aggiungo che è stata stabilita la validità probatoria in giudizio di conversioni su WhatsApp. Questo è sia un bene, sia un male. Molti tra voi probabilmente non usano whatsapp (perché per un tradizionazi è pericoloso farsi tracciare da WA).

    Comunque. Il punto è questo: se scopate una donna, dovete messaggiare su WhatsApp e quindi conservare quei messaggi.

    Lo so che l’incel non scopa mai, “sta letteralmente nel nome…”. Insomma ho detto SE VI CAPITA, di scopare, caso raro, potrebbe succedere, allora in quel caso conservate i messaggi.

    Le altre idee espresse nel vostro articolo sono valide. Approvo l’idea di munirsi di apparecchi di videosorveglianza, registratori, da piazzare nella propria abitazione. Tutto questo serve a produrre prove e monitorare le vostre abitudini.

    Le vostre idee, seppure siano valide, in ogni caso non vi salvano se la vostra reputazione viene smerdata pubblicamente, in quel caso il tribunale del popolo decreta “colpevole” ancora prima di aver esaminato la vostra situazione. Tutto qua.

  2. Comunque andare a pay perché dovrebbe proteggerti da false accuse?

    Se paghi, non necessariamente ottieni servizi professionali, chi ha diffuso questa idea? Insomma se paghi, non sei protetto da false accuse. Anzi penso che potresti attirare le false accuse proprio se paghi le putane.

    Come viene descritto il cliente di prostitute (oppure sexworkers secondo il lingo feminazi)? Viene descritto come stupratore e inserito in banche dati per rilevare i suoi comportamenti. Le femministe sostengono che, se si incrociano i dati rilevati tra i clienti di prostitute con i dati rilevati circa le abitudini di stupro, si dovrebbe validare la teoria feminazi secondo cui il cliente di prostitute è in uno stadio che precede lo stupro.

    Ora, è chiaro che non esiste la difesa perfetta. Personalmente vado avanti usando principi generali regole generiche tipo: non rivolgere la parola alle donne, non parlare se non sono interpellato, non stare mai in uno spazio chiuso e non sorvegliato in compagnia di donne, ecc… Tutte regole generiche e assolutamente inutili se una feminazi decide di rovinarmi la vita.

    Comunque che situazione di merda.

    1. Con una escort di agenzia sei mille volte piu’ al sicuro di quanto non lo saresti con una free. Di certo quella non puo’ dire: “Io ero salita a casa sua solo per giocare a Burraco, ma quel mostro mi ha struppata!” Fra parentesi, una agenzia ci tiene alla riservatezza e non andra’ mai in giro a dire chi sono i clienti. Se non fai lo sborone puttaniere non lo sapra’ mai nessuno.

      La reputazione smerdata non e’ un problema troppo grosso, l’internauta medio ha la stessa memoria e capacita’ di attenzione di un pesce rosso. Basta uscirsene puliti con la legge, stare fuori dalla circolazione un paio di mesi, cambiare citta’ e lavoro, e nessuno si ricordera’ piu’ di te. L’importante e’ non trovarsi con la fedina penale macchiata.

  3. Un conto è un dirigente iperretribuito con svariate sottoposte a cui spillare risarcimenti, un altro un precario a sei euro l’ ora che gira con un SH tenuto su dal nastro isolante ( la mia categoria). A me non non è mai successo, il massimo che ricaverebbero è una Postepay con settanta euro. Inoltre posso permettermi battute e parolacce davanti alle “colleghe” perché se mi mandano via non me ne frega un cazzo, essere nullatenente ha dei vantaggi.

    1. Vedi che in molti casi le stronze fanno la denuncia proprio per troiaggine, non per guadagnarci qualcosa. Pensa a quei “video virali” su Facebook, spesso tagliati e montati per fare apparire l’uomo come uno struppatore assassino.

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